Sabato 27 Novembre 2021
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Il nuovo volto di Calvin Harris è un viaggio negli anni ’90

Love Regenerator è il nuovo alias del prolifico produttore inglese. Due singoli, 'Hypnagogic (I Can’t Wait)' e 'CP-1', ne disegnano i connotati

La grandezza di molti artisti risiede nella loro strabiliante capacità di mantenere intatta la propria cifra stilistica negli anni. Apparentemente immuni a qualsiasi cambiamento culturale o musicale, alcuni mostri sacri riescono a rimanere attuali grazia alla loro firma ormai diventata iconica. E poi c’è Calvin Harris, uno che – nonostante un enorme successo – ogni 18 mesi cambia, si rinnova, rischia tutto pur di non essere la copia di sé stesso. Anche nel 2020.

 

Oggi sono infatti usciti due suoi nuovi singoli, ‘Hypnagogic (I Can’t Wait)’ e ‘CP-1’, figli del suo nuovo progetto musicale chiamato Love Regenerator. Il primo singolo è un bagno acid con un bagnoschiuma anni ’90: le sonorità ricordano da vicino artisti inglesi bandiera di quel decennio come Prodigy o Fatboy Slim. Un po’ big beat, un po’ acid house, un po’ drum & bass. Inaspettato! ‘CP-1’, al contrario, ha un concept molto più attuale: una tappeto techno intarsiato con una voce femminile che porta quell’appeal più crossover e vagamente (permettetemelo) radiofonico. Un esperimento che ricorda il concept che ci ha raccontato David Guetta nella sua esclusiva intervista doppia: un mix tra groove techno e voci pop. Che sia questa la ricetta giusta per il 2020?

“Ho voluto riscoprire il modo in cui producevo 22 anni fa. […] Le tracce sono ispirate alla rave, breaks, techno e house; la musica con cui ero ossessionato durante la mia crescita. Ho fatto tutto il possibile per fare in modo che questi brani suonino come se fossero usciti da una capsula temporale arrivata dal 1991. Ogni synth e ogni suono utilizzato è proprio di quel periodo”.

Non è ancora chiaro se questo, per il produttore inglese, sarà “solo” un nuovo alias tramite cui darà sfogo alla sua prorompente creatività oppure se diventerà il suo main project per il 2020. Harris non ha mai avuto paura di osare per cui, fino a quando non ci sarà un suo chiarimento, tutte le possibilità rimangono aperte. Nel passato ha dato prova sia di saper intercettare trend e stili pronti a esplodere (vedi l’album ’18 Months del 2012) che di essere in grado di crearsi una propria inedita identità sonora per poi distruggerla da solo – fate play su ‘Funk Wav Bounces Vol. 1’ e guadate cosa accade. Non ci stupirebbe se, in un 2020 in cui nulla sembra essere certo, fosse capace di raddrizzare il timone di una certa scena musicale elettronica un pò alla deriva. O perlomeno di indicare una direzione che molti altri, poi, potrebbero seguire. L’unica cosa certa, ancora una volta, è che il volto musicale di Calvin Harris continuerà a cambiare, probabilmente in meglio. E che si esibirà come headliner per la seconda volta di fila a Creamfields. Non male come inizio anno.

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Michele Anesi
Preferisco la sostanza all'apparenza. micheleanesi@djmagitalia.com

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