Sabato 17 Agosto 2019
Interviste

burn Residency e Carl Cox a Ibiza

Burn Residency ritorna anche quest’anno, offrendo la possibilità di vincere 100mila euro e un anno di contratto esclusivo al vincitore finale, in quanto “Next burn DJ Superstar”. Chi avrà  le carte in regola per portarsi a casa un contratto discografico? Chi sarà abbastanza forte da ottenere una residenza a Ibiza? Chi uscirà trionfante dal bootcamp di luglio? burn Residency è già iniziato, i dj che hanno sottoposto il loro mix possono solo augurarsi di essere tra i fortunati vincitori.

A marzo si sono chiuse le iscrizioni, i dj mix dei partecipanti sono stati votati e ora la giuria è in fase di “scrutinio”. A luglio, i vincitori saranno protagonisti del bootcamp a Ibiza, al termine del quale i miglior tre artisti avranno l’opportunità di fermarsi sulla Isla per una residenza nella capitale estiva del divertimento. E poi? Alla fine dell’estate, sarà scelto un vincitore, colei o colui che si porteranno a casa l’ambito premio di 100mila euro e il mitico contratto. DJ Mag seguirà la burn Residency 2015 nei prossimi mesi, raccontandovi le varie fasi del contest e tenendovi aggiornati su ogni passaggio; saremo anche al bootcamp di Ibiza, da cui non mancheremo di farvi avere news in tempo reale e dove spulceremo in tutti i retroscena del camp. Con noi nelle Baleari ci sarà il leggendario Carl Cox, burn ambassador e parte della giuria che deciderà i vincitori (con lui tra gli altri, Yousef, Marco Bailey, Sebastian). Lo abbiamo raggiunto al telefono, per farci raccontare qualcosa sulla Residency e sulla sua ormai consolidata collaborazione con burn.

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“E’ un piacere essere nuovamente mentore e ambassador per burn Residency” dice il titano della techno. “Poter parlare a questi giovani dj è molto importante, non soltanto per loro. Lo è anche per me. Avere a che fare con queste persone, con la loro sana ambizione, con il loro talento, la loro voglia di emergere, è linfa anche per me. E’ un modo di nutrirsi a vicenda, perché se io posso dare loro consigli basati sulla mia esperienza personale, loro hanno sicuramente una freschezza che a me ormai manca, per forza di cose, e mi stimolano molto. Si tratta di futuro, non soltanto artistico e musicale, ma anche economico: la club culture ormai è un settore ricco e prospero, genera indotto e fonte di guadagno per molte persone, inoltre è un modo sempre nuovo di fare economia, e questo è un aspetto molto importante. Io sono nel music business da quarant’anni e vedo dei cambiamenti epocali negli ultimi anni, dovuti a tanti fattori diversi. Occasioni come burn Residency rappresentano un’opportunità in questo senso, una sorta di mecenatismo e in qualche modo ci rende liberi, ci permette si poter esprimere la nostra arte senza la mediazione di strutture attente a strategie discografiche che non condividiamo.”

Carl Cox non ha bisogno di presentazioni, è uno dei dj che hanno reso questa professione una figura artistica di primaria importanza, traghettandola da oscuro selezionatore di dischi a centro di gravità di una serata, di un festival. Vera superstar della consolle fin dagli anni ’90, ha saputo intercettare i gusti di almeno tre generazioni di clubbers, diventando un fenomeno globale, da Londra all’Asia al Sudamerica, e portando la techno (e non solo) sui principali palchi mondiali. Il suo legame con Ibiza, poi, è davvero speciale, visto che Carl ha una sua residenza allo Space (club ai vertici della Top 100 di DJ Mag per diversi anni) per 13 anni consecutivi, e si accinge, naturalmente, a ritornarvi da re per il quattordicesimo. Qualcosa di mitologico. Un rapporto più forte del tempo, degli stravolgimenti economici e dei cambiamenti nei rapporti tra i dj e i gruppi di promoter che di anno in anno si susseguono sull’isola. Ibiza è una vera e propria casa per Carl: “Ibiza è il centro del mondo se sei un dj, per i ragazzi della burn Residency è importante esserci ed è un grande test per loro salire sulla consolle di club importanti della Isla. Ma anche solo partecipare ed essere lì è una grande opportunità per imparare diverse dinamiche del nostro mestiere. Ogni anno che passa, anziché abituarmi e non stuprimi più, mi accorgo di quanto questo posto sappia essere ricco di novità, di nuovi stimoli, di ricerca, tutto per portare a chi viene a sentirci uno spettacolo che sappia tenere la musica al centro di tutto, ma riesca allo stesso tempo a dare molto di più, offrendo un’esperienza unica a al mondo”.

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Quando invece si tratta di raccontare il suo punto di vista su come il sistema-club culture e il mercato discografico siano cambiati nel tempo, è un piacere sentire le sue preziose parole. “Negli anni tutto è cambiato moltissimo, oggi sappiamo bene che spesso è necessario essere produttori e avere delle tracce di successo per avere una buona visibilità. Io arrivo da un periodo diverso, ho prodotto deiversi dischi e compilation ma non erano un passaggio strettamente necessario per essere un dj di successo. Così nella burn Residency cerco di portare quello spirito, di far passare l’idea che esiste una persona dietro l’artista. Io non ho mai avuto una hit in classifica dal 1991, anche allora era importante produrre brani di successo ma ho preferito costruirmi una credibilità dentro i club. E sono felice di poter essere mentore per qualcuno oggi, e cercare di riportare la figura del dj al centro della nostra cultura. Non è necessario essere una popstar, il dj è per antonomasia un pioniere, uno scopritore di novità”.

Il tempo a nsotra disposizione non è molto, e dobbiamo salutarci, anche se avremmo avuto voglia di continuare questa interessante conversazione a lungo. Chissà che non la riprenderemo a Ibiza…

Potete seguire burn Residency sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/burn.residency dove trovate tutti gli aggiornamenti e le evoluzioni del concorso.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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