Domenica 15 Dicembre 2019
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Boiler Room: Che succede a Carl Craig?

L'episodio durante la Boiler Room dedicata al Polaris Festival ha suscitato qualche perplessità su Carl Craig, artista di grande spessore, precursore della scena techno a livello internazionale.

In altre circostanze avremmo potuto spendere molte parole sulle due entità coinvolte in questa notizia. Da un lato Carl Craig, dj producer di Detroit che ha contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo della techno; dall’altro Boiler Room, realtà nata negli scantinati inglesi e divenuta brand di rilevanza internazionale. Ciò che è accaduto stavolta però ci ha lasciati perplessi, così come sarà accaduto ai tanti che stavano guardando ed ascoltando la performance di Craig. Un live dedicato al moniker Paperclip People, identità con cui il producer americano ha sfornato dischi dischi epocali come ‘Throw’ e ‘4 My Peepz’, in occasione del Polaris Festival in Svizzera.

Carl Craig pres. Paperclip People | Boiler Room x Polaris Festival: Day 2

Switzerland: Closing off today's Polaris Festival broadcast from the Swiss Alps with Carl Craig, performing live as Paperclip People.

Pubblicato da Boiler Room su Venerdì 29 novembre 2019

 

Senza soffermarci sui triti e ritriti aspetti tecnici o sulle considerazioni meramente estetiche (comunque di una certa evidenza) abbiamo assistito ad una performance in cui Craig è apparso svogliato e a minimo regime, questo perché sappiamo che può fare di più e meglio con poco sforzo. Sorvoliamo la presenza delle ragazze alle sue spalle, tributo nemmeno troppo velato ad ‘Addicted To Love’ di Robert Palmer.

 

Ma dopo poco meno di mezz’ora Carl afferra il microfono, saluta il pubblico con un riverbero che rende quasi incomprensibile ciò che dice e chiude con un “we are techno”, buttando il microfono per terra e allontanandosi tra il visibile stupore generale. La risposta da parte del pubblico è confusa così come la chat di chi sta seguendo il live. Tra delusi, divertiti e annoiati, sembra che nessuno sappia come commentare o abbia esattamente capito cosa sia accaduto. Si possono fare diverse supposizioni in questo caso, ma alla fine quello che conta è il giudizio qualitativo di ciò a cui abbiamo assistito, spogliato possibilmente dei soliti prevedibili ed inutili accessori. Dispiace dunque non aver assistito al vero Carl Craig all’opera con la speranza che possa tornare a performare secondo i suoi standard che restano indubbiamente molto alti.

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