Giovedì 05 Agosto 2021
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Cassadritta, la graphic novel dedicata ai rave romani

L’epoca d’oro dei party illegali capitolini raccontata da chi l’ha vissuta in prima linea e dedicata a "tutti quelli che resistono"

Crescono sempre più il fermento e la voglia di raccontare e documentare gli anni novanta della musica elettronica: lo dimostra il docufilm Discoruin, al cinema proprio in questi giorni, lo dimostrano la graphic novel Cassadritta (Fumetti Coconino Press-Fandango) e il libro fotografico Disco Mute. Con Cassadritta l’architetto, illustratore e autore di fumetti Roberto Grossi si avventura con alcuni suoi amici nel cuore di una notte romana del 1995, quando i rave illegali la facevano da padroni. “Un rito collettivo, liberatorio, e allo stesso tempo un atto politico – si legge nella presentazione di Cassadritta – Un modo per riappropriarsi degli spazi vuoti della città, una resistenza impossibile che accomunava tribù urbane e classi sociali diverse contro la speculazione edilizia e l’industria del divertimento”. Una stagione irripetibile e un rito collettivo del quale le feste illegali che tutt’ora si svolgono non sono altro che tristi cloni.

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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