• GIOVEDì 29 SETTEMBRE 2022
Interviste

Hernan Cattaneo & Nick Warren: un’accoppiata indissolubile

Due dj e produttori da sempre sulla breccia, due amici veri prima che due colleghi. Li abbiamo intervistati

Da oltre trent’anni l’argentino Hernan Cattaneo e l’inglese Nick Warren sono al centro della scena elettronica mondiale con ammirevole costanza ed altrettanto notevole coerenza. Set acclamati in tutto il mondo, compilation e produzioni discografiche che non possono mancare nella library di ogni deejay che voglia definirsi tale e tanto altro ancora, grazie ad un sound sempre attualissimo. Due loro compilation da considerarsi assolute pietre miliari, giusto per dare un paio di esempi concreti del loro status: ‘South America’ (Perfecto Records) del 2002 per Cattaneo e la Global Underground numero 18, dedicata ad Amsterdam, del 2000 per Warren.

Percorsi professionali e affinità personali li hanno portati a condividere lavoro e tempo libero, come si deduce anche dal documentario ‘Connected’, disponibile su Netflix. Un’amicizia come se ne vedono poche in questo settore: DJ Mag Italia ne ha voluto sapere di più intervistandoli poco prima del loro set b2b in programma domenica 31 luglio nella prima delle tre date del festival francese Family PikNik, presente nella nostra guida dedicata ai tutti i più importanti appuntamenti elettronici di fine luglio e tutto agosto. Ecco le loro risposte.

 

Come vi siete conosciuti?
Cattaneo: io ero un suo fan sin dagli anni ’90. Andai a sentirlo diverse volte al Cream di Liverpool, comprai le sue compilation Global Underground e Back To Mine, poi ci siamo conosciuti. Ad inizio degli anni 2000 Nick incominciò a venire in Argentina a suonare, in particolare al Pacha di Buenos Aires dove io ero resident: da allora siamo diventati veri amici.
Warren: confermo!

Quando è stato il vostro primo b2b insieme?
W: il primissimo fu al Creamfields in Argentina nel 2003, un set molto classico nel quale ci divertimmo molto.
C: anche a Beirut, più o meno in quello stesso periodo, non fu per niente male!

 

Come è cambiato il mondo dell’elettronica da quando vi siete conosciuti?
C: in assoluto non è cambiato molto, siamo e restiamo intrattenitori che suonano per far divertire la gente. Di sicuro è cambiato tutto per quanto riguarda la tecnologia e le strumentazioni che utilizziamo e per la presenza – nel bene o nel male – dei social network.
W: la musica elettronica è in costante evoluzione ed è questo che rende la scena attuale sempre così esaltante. Chi può dire quale sarà il nuovo sound in arrivo? Il mistero che accompagna da sempre questa domanda rende il tutto alquanto affascinante!

Quanto è stato difficile per voi arrivare al top e quanto lo è restarci per così tanto tempo?
C: credo che il nostro segreto sia continuare ad amare quello che facciamo e l’impegno che ci mettiamo. Alla nostra età magari sarebbe più semplice trascorrere più tempo a rilassarci, ma ci piace troppo ogni attimo della nostra vita da dj.
W: il nostro è un lavoro che richiede dedizione totale e assoluta, sette giorni su sette. Ascoltare musica, selezionarla e suonarla: tutto questo impone costanza, passione e amore per la musica elettronica. Senza, tutto questo sarebbe impossibile.

E quanto vi aiuta essere così amici?
W: la nostra amicizia si basa sul rispetto reciproco, ci piace trascorrere il tempo insieme e come dj ognuno prende il meglio dall’altro.


Apriamo una parentesi sull’Italia?
C: metà della popolazione argentina ha origini italiane! A parte questo, io ho iniziato a suonare nel Club Italiano a Buenos Aires, così come sono stato parecchio influenzato ed ispirato da tanti artisti italiani, non soltanto i dj. E sono da sempre un ammiratore di Claudio Coccoluto e Francesco Farfa.

Come vi rapportate con i social network?
C: se non esistessero sarebbe meglio, onestamente, ma è troppo tardi per uscire da questa trappola.
W: la mia compagna di vita è anche partner nel nostro progetto Soundgarden: dei social network se ne occupa lei, instancabilmente.

I vostri hobby?
C: il mio tempo libero lo dedico alla mia famiglia (moglie, tre figli e un cane), alla musica e a viaggiare. Anche il cibo e il calcio sono due mie grandi passioni.
W: amo andare a pescare. Amo andare in posti fantastici in giro per il mondo in piena solitudine e rapportarmi con questi meravigliosi animali.


Progetti in divenire?
C: un tour bello intenso tra Europa, Stati Uniti, Asia e Australia.
W: in questi giorni esce la nuova compilation Soundgarden Summer Collection e sto lavorando al nuovo album di Way Out West, il progetto che mi vede insieme a Jody Wisternoff ormai una trentina d’anni.

La nostra domanda più classica. Che cosa suggerite ai giovani aspiranti dj e produttori?
C: Pazienza, molta pazienza: le cose non accadono in un attimo, anzi. È fondamentale avere una propria identità musicale ben definita, imparando da tutti ma senza copiare nessuno. E quando arriva il successo, siate ben certi di avere sempre accanto a voi la famiglia e buoni amici.
W: non tutti i calciatori arrivano a giocare per il Barcellona o per il Manchester United, ma talvolta accade! Lavorate duro, credete in quello che fate, in modo che la vostra musica abbia un proprio sapore, non quello di qualcun altro.

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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