Martedì 07 Luglio 2020
News

Il primo dj set al mondo sott’acqua

Chet Porter porta la consolle dove non era mai arrivata prima: dentro una piscina

Monumenti, poggioli, camere, grattacieli, piazze, barche: questo 2020, complice il lungo periodo di lockdown, ha visto un numero impressionante di dj set organizzati in posti inediti e, a volte, del tutto improbabili. Dagli spettacoli multicamera organizzati dai top player come Martin Garrix o David Guetta alle improvvisate selezioni amatoriali trasmesse con connessioni ballerine su Instagram, molti dj hanno ricercato modalità sempre nuove per attirare l’attenzione dei propri fan e, spesso, per fare beneficenza.

Uno che ci è riuscito in maniera esemplare è sicuramente Chet Porter che, alcuni giorni fa, ha realizzato il primo dj set al mondo sotto acqua. Il dj e produttore canadese si è trasferito sul fondo di una piscina, armato di maschera e boccaglio per respirare, lavagnetta magnetica per comunicare con i fan e midi controller debitamente protetto da un contenitore stagno. La performance, al limite del surreale, dura mezz’ora e vede Chet Porter alle prese con una godibile ed eclettica selezione soft house, future bass e new disco.

 

L’impossibilità di organizzare e partecipare a serate e festival dal vivo ha sicuramente portato una ventata di aria fresca nel mondo, forse un pò stanco e ripetitivo, delle dirette streaming. Dai pionieri Boiler Room e Cercle, passando per EDC e Tomorrowland, fino alle centinaia di migliaia di artisti che hanno intrattenuto relazioni digitali con i loro fan per mesi, il ruolo della performance a distanza è stato profondamente rivalutato in questa prima metà del 2020. “Di necessità, virtù” declama un vecchio adagio. Vero, verissimo, soprattutto in un momento di profonda crisi e incertezza per il nostro settore. Tuttavia speriamo che questa corsa all’assurdo sia presto surclassata dalla possibilità di tornare a ballare – e vedersi – nei club e nei festival di tutto il mondo. Non che ci dispiaccia vedere set in posti incredibili, chiaro. Ma quanto sarebbe più bello esserci, lì, con le gambe che si muovono a tempo e il sorriso sul viso? Anche in un posto “banale” come il club della nostra città o il festival vicino casa. Ma senza tastiere, computer o problemi di connessione a impensierirci.

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Michele Anesi
Preferisco la sostanza all'apparenza. micheleanesi@djmagitalia.com

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