Martedì 20 Agosto 2019
Clubbing

Il Circoloco è una certezza

 

La scena clubbing italiana attuale è caratterizzata da molti dubbi e poche certezze. Me ne accorgo dai messaggi che arrivano sul mio cellulare da alcuni promoter sparsi per la penisola, desiderosi come non mai di avere una conferma attendibile sull’andamento del party Circoloco a Bologna di sabato sera.E’ impressionante come ai tempi dei social network le notizie, spesso false e non verificate, corrano veloci. Neppure il tempo di iniziare e mi chiedono di confermare il flop in corso. Prendo tempo. Innanzitutto perché in Italia non c’è possibilità alcuna che il pubblico arrivi ad un evento prima dell’1 di notte. E questa è una vecchia abitudine che sarebbe anche ora di cambiare, soprattutto quando il primo artista in timetable è un certo Jackmaster. E poi perché, tra le poche certezze che mi sono rimaste negli ultimi anni di vita notturna, tra stravolgimenti e cambi di rotta inesorabili, i party Circoloco rimangono una di quelle.

 

 

Quando entro nel padiglione 18 della Fiera di Bologna poco dopo le 22, vinco il guardaroba numero 1. Jackmaster intanto sta già spingendo forte. Al terzo disco è già al dunque. E’ uno dei miei deejay preferiti, sarà un peccato vederlo solo in warm up. Ma quello che viene dopo non lascia spazio a nessun rimpianto. I Disclosure portano avanti con decisione un ideale di underground che faccia da contraltare alla luminosa e stilosa attività live e hanno scelto il brand Circoloco per poter dare un suono a questa intenzione. Se la prima ora del duo inglese non è delle più entusiasmanti (forse un pò troppo UK club per una Italian Fiera) la seconda parte è decisamente quella che ha fatto svoltare la serata portandola su un altro livello. L’1 di notte è passata e la folla ha invaso il gigantesco dancefloor, accarezzato dalla tipica luce rosso-pagliaccio.

 

Disclosure

 

Personalmente mi aspetto sempre tantissimo da Seth Troxler e dai Martinez Brothers. Il primo, ancor prima che la Fiera aprisse, era in centro pista ad osservare il setting luci e audio, a dimostrazione di come il suo approccio alla questione sia decisamente profondo e passionale. I secondi sono stati cresciuti nel Bronx da un padre abbonato al Paradise Garage. Sicuramente le loro storie sono tra le più belle da raccontare. Un giorno lo farò. Le premesse per un grande back to back ci sono tutte. La reazione del pubblico conferma il successo del trio, nonostante il contesto non permettesse di perdersi in brainstorming creativi. I grandi spazi, come quello della Fiera di Bologna, sono la Spada di Damocle dei deejay underground. Riempire così tanti metri quadrati con un certo standard qualitativo è molto difficile perché il rischio di cadere nella banalità è alto. Seth e i Bros sono riusciti a far esaltare la folla a più riprese con un dj set veloce, intenso e gonfio ma a tratti un po’ troppo lineare. Forse sono io che esagero, forse è la mia asticella del piacere musicale ad essere molto alta, ma un set da 8 non mi basta. Da tre fuoriclasse del genere mi aspetto sempre un 10, come quando la scorsa estate a Ibiza mi hanno fatto impazzire con una serie di rarità Chicago House e Classic Disco che Shazam sta ancora cercando. La stessa sensazione di piacevole sorpresa che ho provato quando hanno proposto un edit di ‘Pump It Up’, successo dance del 2004 di Danzel. Sì, proprio quella! In questi casi, per descrivere il momento, si usa l’espressione latina “è venuto giù tutto.”

Circoloco è un brand forte e con un’identità precisa. Nel corso degli anni ha saputo evolversi nella direzione giusta, lavorando su un percepito che oggi attira anche un pubblico adulto e diversi vip. Sono elementi da non trascurare perché sulla lunga distanza possono fare la differenza. E così è stato nel caso del party sviluppato da Andrea, Antonio e da tutto il loro staff. Il resto sono chiacchiere da social. Circoloco Never Dies!

 

 

Foto: Alessandro Morana

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

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