Martedì 20 Aprile 2021
Esclusiva

Il mondo della musica ricorda Claudio Coccoluto

Abbiamo raccolto i ricordi e i pensieri di dj, musicisti, personalità, amici e colleghi di Claudio Coccoluto nel mondo della musica

Foto: Luca Rossato

Claudio Coccoluto ci ha lasciato, ma la sua eredità artistica e spirituale è immensa. Il mondo dei dj, dei club, della musica lo ricorda con pensieri, aneddoti, storie personali. E quando diciamo “il mondo dei dj, dei club, della musica” intendiamo davvero una larghissima fetta del nostro mondo: qui di seguito troverete nomi illustri e meno noti, personaggi di grande visibilità e altri che da sempre operano lontani dalle luci della ribalta. Ciò che accomuna tutti è l’affetto, l’amicizia, la stima sincera e reciproca nei confronti di Claudio. L’elenco è lunghissimo, e già solo da questo si può capire quanto fosse grande Claudio Coccoluto.
Per noi è un onore essere il megafono di un omaggio così bello, sincero, sentito.

“Claudio era IL DJ, la classica persona che poteva fare solo quello nella vita. Amava la musica, i
giovani, cercava di portare avanti un linguaggio pulito, amava i club e la discoteca nella loro
accezione più positiva, fuori dalla droga, dalle risse. Ha portato avanti un messaggio sempre, ci ha messo la faccia nei momenti bui delle notti e ha portato gioia quando c’era da portare gioia per la nostra categoria, sempre con grande classe, eleganza, era una persona garbata. Amava la sua famiglia in primis, la sua Cassino che era il suo rifugio, scappava dalle grandi città perché sentiva sempre il bisogno di tornare a casa dalla sua famiglia, dalla moglie Paola e dai figli Gaia e Gianmaria.
È stato un grande artista, è un vuoto incolmabile. Con lui è cresciuto il Goa e lo abbiamo portato in tutto il mondo, le prime ospitate dei guest internazionali. Ci confrontavamo sulle scelte artistiche, era anche un grande grafico perché veniva da una scuola di architettura per cui amava dedicarsi anche al flyer della sua serata. Non ha mai usato agenzie di booking, amava il contatto diretto con il proprietario del locale o chi lo chiamava per fare una serata. È stato un grande. Ha lottato fino alla fine, ha suonato fino a fine settembre con tutte le forze che aveva. Nell’ultimo periodo ha creato un comitato insieme ad altri imprenditori ed artisti, il Club Festival Commision per parlare dei problemi portati dal Covid e cercare di far ripartire il nostro settore, ha lottato e ha dato tutto anche a questo comitato fino all’ultimo giorno. Il tributo esagerato che ha ricevuto in questi giorni dovrebbe aprire gli occhi alla politica italiana, lui lottava per far sì che questa categoria venisse riconosciuta. Gli dobbiamo tutto. Claudio è piaciuto a tutti, dal ragazzino di 15 anni fino alla persona di 60 anni. La sua musica era a 360°, faceva un viaggio globale, era piena di contaminazioni, poteva accostare rock e techno e lo faceva sempre con grande disinvoltura e eleganza. Se ne va una grande persona, un pezzo di me importante, e di tutti noi.”
Giancarlino

“Io e Claudio ci siamo conosciuti fin dall’inizio delle nostre carriere, da quando abbiamo fatto le prime serate oltre i confini della nostre regioni e i nomi dei primi dj cominciavano a circolare, per capirci. Poi sono successe cose importanti, come il Made in Italy a Ibiza, il Pacha, l’Amnesia, e lo stesso al Ministry of Sound a Londra, io, lui e altri, siamo stati a lungo tra i pochi dj italiani a suonare anche all’estero e spesso i nostri nomi venivano accostati. Ricordo la sua battaglia sul vinile, lui ne aveva fatto un’ideologia, io ho sempre amato il vinile e lo amo tutt’ora, ne riconosco la poesia, pur non chiudendo le porte alle novità tecnologiche, perché anche il digitale può essere usato come un disco, senza essere meccanici, quello è semmai il problema. Su questo argomento abbiamo spesso discusso in pubblico e in privato, e ho sempre rispettato la sua coerenza e la sua tenacia in merito, pur avendo un’opinione diversa. Intimamente però abbiamo stretto i rapporti e smussato alcune diffidenze da colleghi, entrando in confidenza con la reunion insieme ad Alex Neri, prima al Tenax e poi al Fabrique. Lì mi raccontò dell’inizio del suo travaglio di salute, e da lì cisiamo sentiti spessissimo, si è creata una certa intimità. Sono molto contento di aver fatto un po’ il “pagliaccio” e di averlo fatto ridere in certe nostre videochiamate tra amici nell’ultimo anno, Claudio era uno a cui piace ridere, sono contento di aver fatto delle belle risate, vedendolo così divertito spesso ho pensato “ma sì, abbiamo passato un’ora spensierata, è il bello della vita”. Ho tantissimo rispetto per la forza e la dignità che ha avuto. Fino agli ultimi giorni in cui l’ho sentito, non ha mai abbassato la guardia, non l’ho mai sentito dire “mi sa che vince lui, il male”. Mai. Diceva sempre “la situazione è stabile, non si deve mai smettere di lottare”. Ha avuto una forza incalcolabile.”
DJ Ralf

“Eravamo a Positano per una serata che era stata stupenda fin dalla cena, c’erano con noi degli amici e anche Paola, la moglie di Claudio. Poi suonavamo in un locale pazzesco scavato nella roccia. Iniziavamo alle 2, il sound era bello tirato, se vogliamo un po’ diverso dallo stile tradizionale di Claudio, più aggressivo, infatti mi aveva stupito. Tornando in hotel, a piedi, sotto la luna, ricordo di averglielo fatto notare, divertito. E lui mi disse: “ma infatti ho sbagliato borsa dei dischi, ho preso quella di mio figlio Gianmaria, mannaggia”. Da cose come queste si capisce molto del suo valore come dj, e anche della sua ironia verso tutto. Era, è, stupendo.”

Saturnino

“Se ne va una parte di me, un mio punto di riferimento. Un vero guerriero della luce. Un grande artista, un vero amico e soprattutto un grande uomo.”
Alex Neri

“Ricordo con piacere un aneddoto. È stato il primo a chiamarmi quando sono entrato in classifica
nella DJ MAG TOP 100 nel 2004. Ci siamo conosciuti così. Era uno dei dj che mi ha ispirato. Coccoluto era, è e rimarrà sempre Coccoluto.”

Benny Benassi

“Caro Cocco, amico mio, una parte della mia vita è andata via con te. L’amicizia che ci legava dal 1984, 37 anni di amicizia, non è descrivibile in due parole… voglio ricordare le serate in disco sulla consolle ma soprattutto i momenti passati nel nostro studio a creare e produrre la nostra musica che ci travolgeva in lunghe nottate piene di elettricità positiva, eravamo una cosa sola, ci confrontavamo sulle idee ma caso vuole avevamo sempre lo stesso punto di vista su come sviluppare le nostre creazioni musicali. Ho negli occhi  l’immagine di te al computer ed io al campionatore mentre facevo girare il disco per trovare quel groove o quel suono che ci ha sempre caratterizzati in una simbiosi unica, un’alchimia che ci faceva fare viaggi musicali fantastici. Ti voglio bene Cla’.
Savino Martinez

“Il nostro rapporto era simbiotico, fraterno. Claudio era un punto di riferimento, il mio nord, il solco da seguire, la mia via maestra. Per me era il più grande degli artisti, l’unico che ha sempre creduto in me. Era un fratello maggiore. Da giorni mi chiedo: “E ora io senza te dove vado?” Dove vado? Amico di tante avventure e di tante risate. Dove vado senza i tuoi “schiaffi educativi”? Di sicuro continuerò a seguire quella strada che hai tracciato, di sicuro continuerò a “fare” per portare avanti la nostra idea.” Luca Vera

“La scomparsa prematura di Claudio ha lasciato un vuoto incolmabile dentro di me. Non riesco a trovare le parole per esprimere i forti sentimenti che sto provando in questi giorni. Avevo infatti deciso di non accettare la richiesta di scrivere questo pensiero per non sembrare banale e con contenuti scritti in modo affrettato e poco profondi. Poi, la scorsa notte parlando al telefono con Augusto Penna (un caro amico e promoter napoletano) sono scoppiato in un pianto incontrollabile ricordando Claudio e tante cose e dettagli che avevo quasi rimosso negli anni. Sui miei social ricordavo di quando a undici anni un ragazzo del mio paese mi regalò una cassetta di musica “da discoteca” e di come da lì la mia vita è cambiata. Era un set di Claudio Coccoluto. Si perché Claudio è stato il primo dj che ho sentito nominare dai ragazzi più grandi che frequentavano la stessa piazza dove andavo a giocare a pallone nel pomeriggio, e che mi ha fatto conoscere e innamorare della musica house. Con gli anni ho realizzato il sogno di suonare in giro per il mondo e da quando ci siamo connessi con il prezioso vincolo della musica, Claudio è diventato come un padre per me. È stato il primo grande dj in assoluto a supportare il mio primo disco uscito nel 2006, durante il suo programma che faceva su Radio Deejay. Nel corso degli anni mi ha dato consigli sinceri, ineguagliabili, e mi ha anche richiamato nei momenti in cui avevo bisogno di qualcuno che mi dicesse che potevo fare di meglio e che mi potesse spronare. Lui lo ha fatto, e mi ha anche accolto come uno della sua famiglia, facendomi legare fortemente ai suoi figli e sua moglie e facendomi sentire come a casa ogni volta che eravamo insieme. Riguardo la sua leggendaria carriera e l’inestimabile eredità musicale che ci ha lasciato, preferisco non dire nulla poiché chiunque conosca Claudio sa bene di cosa e di chi stiamo parlando: il DJ italiano per antonomasia, che fino agli ultimi giorni della sua vita ha combattuto in silenzio il suo male fisico con il potere della sua innata passione per la musica. Mi mancherà molto la nostra chiacchierata telefonica settimanale e i preziosi incontri che abbiamo avuto, ma Claudio Coccoluto è e rimarrà per sempre con noi e dentro di noi, poiché chi lascia all’umanità un patrimonio che rimane nei cuori delle persone che gli hanno voluto bene, e non morirà mai”.
Joseph Capriati

 

“Era la fine dell’estate del 1995. Con Paolo Martini ci incontriamo al Prince di Riccione con Claudio. Locale imballato nonostante fosse un infrasettimanale ma ai tempi andava così. Non esisteva Shazam quindi con carta e penna ci annotavamo i vinili che stava suonando. Ad un certo punto parte questo treno mai sentito prima, la gente in pista va fuori di testa. Guardo Claudio e gli mimo un “cos’è sto pezzo?”. Lui, con la gestualità tipica di noi campani e limitrofi mi risponde “è mio, l’ho fatto io!” Gli abbiamo chiesto di quel disco ma non c’è stato verso, non poteva darcelo. Sarebbe uscito più di un anno dopo sulla label dei Basement Jaxx. Ovviamente era quel capolavoro di ‘Belo Horizonti’. Buon viaggio Claudio.”
Alex Gaudino

“Claudio è la mia farfalla. Tutti, o quasi, sappiamo che cos’è il butterfly effect: “una farfalla batte le ali a Pechino e a New York arriva la pioggia invece del Sole”. Dopo quasi venticinque anni di affetto. Pensandolo. Me ne accorgo. E non parlo solo della fascinazione e dell’amore viscerale per la musica da club che abbiamo condiviso e gustato, amato e rispettato, a volte insegnato, a volte semplicemente osservato da lontano sorridendoci a vicenda. Diventare uomini è un affare complicato. Rivivendo gli anni da quando ci siamo conosciuti, al netto di tutte le serate, cene, discussioni appassionate in macchina, palchi, studi, telefonate rientrando dalle serate in punti lontanissimi d’Italia all’ora della colazione (degli altri), non posso non pensare quanto fosse al centro di un paio di punti di svolta della mia strada di uomo. E sono felice della strada che ho fatto e delle persone che ho incontrato e di quello che mi è successo. È una consapevolezza che mi porterò dentro per sempre. Che persona fosse lo testimonia la scia di amore che fiorisce in questi giorni. Che persona fosse per me non posso non pensarlo sorridendo. Claudio è stato la mia farfalla.”
Boosta

“Claudio, ti voglio ricordare con un disco: ‘Angola’ di Cesaria Evora nel remix di Carl Craig. Era il 2004 quando l’hai “spiegato” ad una ragazzina durante una tua lecture alla Red Bull Music Academy. Quel momento mi è rimasto e mi rimarrà addosso per sempre. L’ho voluto riascoltare ieri e mi è sembrato un disco senza tempo. Ciò che è bello ci illumina per sempre Claudio, e tu sei qui.”

Carola Pisaturo

“Una notizia sconvolgente. Lo conoscevo molto bene, un vero artista, una persona con una grande
cultura, con una grande umanità. Un vero gentiluomo. Era un piacere incontrarlo in giro per i club
inglesi. Era una persona molto umile, atteggiamento tipico delle persone colte. Spero tanto che la
sua famiglia sia forte e che riesca a superare questo momento difficile. Ciao grande Claudio.”
Daniele Davoli

“Io e Claudio facciamo parte della stessa generazione. Io, lui, Claudio Cecchetto, Fiorello, Jovanotti, siamo cresciuti assieme, e anche se lavoravamo in ambiti diversi come la musica e la moda erano complementari. Claudio era una persona vera, con i piedi per terra che non si è mai montato la testa. Con lui mi sentivo sempre a mio agio. Abbiamo aperto negozi assieme, e fatto un sacco di feste: Claudio era la nostra colonna sonora. Claudio è un uomo importante della mia storia e lo ricordo sempre con piacere.”
Renzo Rosso

“Ci incontrammo per la prima volta nel 1992 in un negozio di dischi di Soho a Londra. Coccoluto mi disse “ti vorrei come manager”, io risposi “che cosa posso offrirti? Sei già famoso” e lui “ti voglio per il tuo orecchio, per il resto ti guido io”. Dopo 28 anni da quel giorno sono onorata e grata di essere cresciuta con il Maestro. Se una persona era in difficoltà, era capace di riconoscerne il talento, con un affetto particolare per chi fosse alle prime armi. Coccoluto è rimasto una mente giovane e curiosa tutta la vita: non ha mai smesso di fare scoperte e giocare facendo divertire il mondo insieme a lui; a differenza di tanti colleghi non ha pensato che il meglio del clubbing fosse fuori dall’Italia. La sua arma segreta? La moglie Paola: mai come in questo caso è verissima la frase “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna.”
Karen Goldie Sauve

Ho incontrato Claudio per la prima volta nel 1992-’93, in occasione di una serata in cui suonavamo insieme a Napoli. Era un dj molto bravo tecnicamente. Lo ricordo sunonare due copie di ‘I’ll Be Your Friend’ contemporaneamente. Abbiamo poi suonato insieme qualche altra volta nel corso degli anni. Claudio era anche un grande producer. Ha rappresentato l’Italia nel mondo della dance con il suo sound unico. La comunità della musica dance ha perso una delle sue icone.
David Morales

“Agli inizi della mia carriera ho fatto tante serate con Claudio Coccoluto, un autentico gigante gentile. Anche se nei primi tempi la lingua poteva essere una barriera, era davvero bello sentirlo parlare e ridere con la nostra agente Karen Goldie Sauve. Quanto mi piacevano i suoi set di soulful house, quanto mi piaceva dire al microfono CLAUDIO COCOLUTO… CLAUDIO COCOLUTO… suonava proprio bene, mi faceva sentire a mio agio e – lasciatemelo dire – era proprio figo per una ragazza di Brooklyn come me poterlo pronunciare. Prego Dio che lo accolga come merita e che la sua anima riposi in pace; sono certa che sarà sempre ricordato per la sua gentilezza e per la sua premura e attenzione. Io lo ringrazierò per sempre per tutte le opportunità che mi ha dato e per le porte che mi ha aperto. Penserò sempre a lui quando si pensa a… ‘Beautiful People’. Che Dio benedica tutti noi!”
Barbara Tucker

“Claudio Coccoluto era una persona generosa, divertente, sensibile. Quando venni a Napoli nel 1990 lui fu il perfetto padrone di casa, in serata, in radio, a tavola: sempre al mio fianco in ogni istante, come un vero e proprio fratello maggiore.”
Charlie Hall

“Ho tanti bellissimi ricordi delle serate insieme a Coccoluto. Ne ricordo in particolare un paio. La prima fu per il mio esordio al Goa di Roma: come sempre quella sera Claudio spaccò tutto, la sua scelta musicale e la sua tecnica erano sempre perfette, da vero maestro. Il secondo ricordo è legato ad una nostra serata al Ministry Of Sound: ci divertimmo tanto con gli amici, la sua famiglia… Ti voglio bene Claudio, sarai sempre nel cuore di tutti noi.”

Darren Emerson

“Grazie Claudio Coccoluto, per il tuo contributo e per il tuo supporto all’intera scena musicale. Nel 1996 fu il primo a chiamarci per suonare all’estero: ci accolse a braccia aperte e ci introdusse alle meraviglie del cibo italiano. E grazie per la traccia ‘Belo Horizonti’, che divenne in breve tempo un inno underground e ci ha fatto conoscere la musica di Airto Moreira. Grazie per essere sempre stato una fonte di ispirazione. I pensieri sia nostri che di tutti quanti in questo momento sono per la sua famiglia. Possa riposare in pace.”
Felix Buxton e Simon Ratcliffe (Basement Jaxx)

“Quando ero resident e promoter al Ministry Of Sound, chiamavamo spesso Coccoluto a suonare da noi. Ogni sua performance era spettacolare e allo stesso tempo innovativa: ogni suo set era un vero e proprio viaggio, la sua padronanza della consolle rendeva meraviglioso vederlo e ascoltarlo, anche per dieci ore di fila. Coccoluto non ha mai avuto bisogno di trucchi, maschere, lanci di torte… la musica ha sempre parlato per lui, la prova provata di che cosa debba essere un vero dj. Non ci sarà mai più nessuno come Coccoluto. Riposa in pace, fratello e Maestro.”
Gareth Cooke

“Claudio Coccoluto è un’indiscussa icona del djing. Un vero gentleman, sempre curioso, sempre felice di scoprire nuova musica, così come ogni volta vederlo suonare era un autentico spettacolo.”
Gilles Peterson

“Claudio Coccoluto è stato un dj fantastico, uno dei miei favoriti di sempre. Assoluta fonte di ispirazione e soprattutto una gran persona, sempre in grado di trasmettere energia positiva, sempre gentile e cordiale. Abbiamo trascorso tante belle serate insieme, ricordo in particolare quelle al Goa di Roma e a Napoli. Il suo contributo culturale alla musica è fuori discussione. Una vera leggenda. Riposa in pace, fratello mio.”
James Lavelle

“La sera che stavo per debuttare come dj nella sala principale del Ministry Of Sound di Londra ero tesissimo, mi guardavo in giro alla ricerca di facce amiche. Coccoluto era lì: appena mi vide posò la sua mano sulla spalla, sorrise, mi disse alcune parole in italiano e stette con me per tutto il set. Ancora oggi non so che cosa mi disse, so soltanto che mi sentii subito meglio e fu l’ultima volta in vita mia che fui così nervoso.”

Jeremy B

“Claudio Coccoluto? Una persona umile e generosa, piena di talento, è stato il primo a portarci a Napoli al Cube, insieme agli Angels Of Love. Aveva un gran gusto, la grande capacità di capire prima di tutti in che direzione sarebbe andata la musica. Abbiamo suonato tante volte insieme e tanti ricordi ci legano. Quando mi trovai nella sua città, portò me e Lil Louis nel suo studio e quanto ci siamo divertiti a lavorare quella volta! Era anche un fine conoscitore della buona cucina, negli anni ha saputo introdurmi a tanti ristoranti eccellenti. Due anni fa mi trovavo a Cuba con Anané e il dj che suonava prima di noi mise una traccia in sei ottavi, che sorpresa scoprire fosse stata prodotta da Claudio! Mi manchi tanto amico mio, ma sono certo che adesso sei in Paradiso e stai mettendo musica insieme a Frankie Knuckles con un sound system meraviglioso. Che tu possa riposare in pace, King Claudio Coccoluto.”
Louie Vega 

“La seconda volta in vita mia che suonai in Italia – inizio anni Novanta – fu al Cube di Napoli per gli Angels Of Love. Ero piuttosto nervoso in quanto dovevo mettere i dischi prima di Claudio Coccoluto e sapevo fosse già un vero e proprio dj superstar; era al mio fianco quando iniziai a suonare, e lui non avrebbe potuto fare meglio di quello che ha fatto per farmi sentire come a casa mia. Una serata che ha cementato tra me, lui e e la gente di Napoli una grandissima amicizia. Mi piace pensare che adesso si sia unito in cielo con tutti gli altri dj, promoter e musicisti e stiano preparando un rave di quelli giusti tra le nuvole e le stelle. Riposa in pace, amico mio.”
Kenny Carpenter

“Niente di importante accade nella musica se non si ha una visione: Coccoluto ne aveva in abbondanza ed era sempre in anticipo sui tempi. Ho sempre amato sia l’artista sia la persona. Un autentico gigante, un amico, un pioniere della scena house. Buon viaggio, Claudio!”
Ricky Morrison

“La musica e il clubbing hanno perso un talento di livello mondiale. Io ho perso un grande amico.”

Ringo

Foto: Meschina

“I miei primi ricordi di Claudio risalgono al ’91, al ’92. Il suo impatto quando arrivò a Riccione fu devastante, per me fu un colpo di fulmine. Era un marziano, musicalmente, tecnicamente, era un periodo di omologazione anche tra noi dj e appassionati, c’era questo parlare solo con le persone “giuste” perché altrimenti eri subito ai margini del giro. Lui detestava queste dinamiche e aveva la sua personalità fortissima per cui se ne fregava, parlava con tutti, capiva chi erano davvero le persone giuste, di valore, senza troppe menate. E poi ricordo che passavo delle ore a guardarlo suonare, a guardare le sue mani, come le muoveva sul mixer, sui piatti, a osservare la sequenza dei dischi, e pensavo spesso “no, dai, adesso non ce la fa, questo è un pasticcio” e invece riusciva in accostamenti sorprendenti, ed era uno spettacolo. Infatti subito dopo arrivò il suo grande e meritato successo internazionale, perché ovunque venne riconosciuto il suo talento incredibile. Umanamente posso ribadire quello che tanti hanno già detto: era una persona rara, una persona molto acuta, intelligente, polemico ma senza mai voglia di prevaricare, un polemico “sano”, anzi talvolta le sue note discussioni finivano quasi per danneggiare più lui dei suoi interlocutori. Ma con la sua personalità ne usciva sempre bene, si poteva permettere di metterci la faccia e ce la metteva, con coraggio e onestà. Ha aiutato tantissimo i giovani, dispensando consigli non solo di natura artistica ma anche a livello personale, e questo posso dirlo in prima persona. Ci sarebbe da scrivere un lungo, lunghissimo libro su Claudio. Ci mancherà tanto, sono frasi che si dicono spesso ma nel suo caso è davvero così, perché oltre ad essere un amico era un punto di riferimento. Anche quando non eravamo d’accordo, e spesso non lo eravamo, ma non era importante.
”
Rame

“Claudio Coccoluto: un dj da rispettare per le sue scelte, soprattutto per la sua selezione ‘vinyl only’ e per le sue scelte musicali, ricercate e raffinate. Non è da tutti essere stato così coerente.”

Severino

“Un autentico gigante, non soltanto per la sua incredibile ‘Belo Horizonti’. Sono sicuro che in questo momento in Paradiso c’è un afterparty con lui da qualche parte.”
Simon Dunmore

“Coccoluto era un dj pazzesco e davvero una bella persona.”
Smokin Jo

“Claudio mancherà molto. Era un portavoce per la nostra categoria, nessuno come lui è riuscito a dare spessore alla figura del dj in Italia, a trasmettere l’amore per i dischi e per la musica, al di là dei generi. Più di ogni altra cosa, Claudio era una persona speciale: oltre a farsi ascoltare sapeva sempre ascoltare gli altri; con lui mi sono sempre sentito a mio agio.”

Spiller

“Claudio è stato un faro per la mia generazione. Illuminava il percorso senza compromessi, anche quando si trovava a rappresentare la nostra scena su palcoscenici come Sanremo o da Maurizio Costanzo. Lo ha fatto senza mai snaturarsi, in modo naturale ed empatico, aiutato da una grande cultura. Ho condiviso con lui anche tanti momenti molto divertenti. Ricordo una serata al Gasoline di Milano tra il 1998 e il 1999. Era un club piccolo, da 5/600 persone. Quella sera con lui ce n’erano almeno il doppio. Una nube d’umidità copriva l’intero locale. Faceva talmente caldo che ad un certo punto torno in consolle e vedo Claudio che stava suonando con i jeans calati fino alle caviglie. Con il suo tipico accento mi disse che sarebbe stato opportuno comprare un ventilatore per la serata successiva. Ci mancherà ma la sua eredità è sulle spalle di tutti noi, qui per portare avanti la sua missione.”
Lele Sacchi

“Non si è mai pronti di fronte ad un perdita. Claudio era, è e sarà una colonna portante della nostra scena, per sempre. La sua vita intera è un insegnamento di cui dobbiamo fare tesoro e tramandarlo il più possibile. Carisma, intelligenza, cultura, talento innato. C’è una cosa che ricerco ed ammiro nelle persone: “lo scatto in avanti”. Claudio ha fatto la differenza per questo. Sono fortunato perché ho avuto l’onore di incrociarlo su questo cammino e custodirò con amore ogni sua parola, ogni insegnamento, ogni momento. Ci mancherai maestro, ma sappi che una parte di te è in tutti noi e ti assicuro che ti porteremo in ogni angolo dove ci sarà musica.”
Ilario Alicante

“Claudio è sempre stato uno che parlava tantissimo eppure non ti annoiava mai, e quello che diceva aveva sempre un pensiero profondamente ispirato, analitico, capace di fotografare la musica, la società e le sue trasformazioni, il comportamento delle giovani generazioni, del nuovo pubblico, di come cambiava. La cosa che mi ha sempre fatto ridere e divertire insieme a lui sono le disquisizioni sul compromettersi o non compromettersi per un dj, anche in tempi in cui io non facevo ancora il dj, e a volte non capivo certe sue posizioni. Ecco, lui non è mai sceso a compromessi, aveva un gusto unico, era caparbio e tenace. E alla fine ha vinto tutto perché il suo gusto non è mai stato scalfito dalle mode.”
DJ Tennis

“Claudio, quando ti penso mi vengono in mente tutte le serate passate insieme a suonare in giro per l’Italia e le risate su chi avesse suonato un disco piuttosto che un altro. Abbiamo lavorato fianco a fianco sempre con tanta professionalità e rispetto. Ai miei occhi sei sempre stato un grande uomo, molto intelligente e con una forte personalità, che ha sempre messo il cuore nel proprio lavoro.”
Massimo Lippoli

“Umiltà, ironia, cultura, curiosità erano le caratteristiche principali di Claudio. Ironia e auto-ironia, si rideva sempre, sui dischi, sui personaggi, sulle situazioni. E poi era un casinista pazzesco, iperattivo, per anni è stato il dj più richiesto d’Italia e non sapeva dire di no, per cui era perennemente in ritardo, cosa che nel tempo è diventata una gag, il famoso “Coccoluto ha detto che è a Orte”. Ma era come se lui dominasse il tempo: se era atteso per le undici e lui alle undici era ancora a trecento chilometri di distanza, non importava, non se ne faceva un problema, perché appena arrivava in consolle diventava il padrone della festa, e non riuscivi a rimproverarlo. E poi era sempre spiazzante, una volta per un evento di MTV in piazza del Plebiscito a Napoli riuscì ad arrivare sotto il palco, in una piazza enorme piena di gente, in un’area completamente pedonale, in macchina! D’altronde aveva sempre con sé le pesantissime borse dei vinili, e quindi… Non solo, in quell’occasione si materializzarono ad un certo punto due percussionisti con due enormi tamburi giapponesi, e gli chiesi “ma chi sono questi due??” E lui, serafico: “no, tranquillo, questi suonano con me” e furono incredibili. Era sempre il migliore. Ci mancherà. Ma nel caso di Claudio, la morte non esiste. Non esiste il fatto che il mondo non abbia più Claudio Coccoluto. Ci sono tanti ricordi e tanta memoria a tenerlo vivo per sempre.”
Luca De Gennaro

“Io e Claudio ci siamo conosciuti negli studi di Radio Deejay quando entrambi lavoravamo lì. Sebbene appartenessimo a due mondi diversi ci capivamo e ci trovavamo d’accordo su un sacco di cose. Claudio era una di quelle rare persone con cui il tempo passava veloce.”

Gabry Ponte

“Non potrò dimenticare tutte le esperienze che abbiamo passato insieme davanti ad una consolle. Una grande persona. Sono senza parole.”
Mario Fargetta

“Se un giorno a scuola dovessero insegnare la cultura del dj sicuramente ci sarebbe un capitolo dedicato al maestro delle cerimonie, Claudio Coccoluto.”
Maurizio Molella

“In un giorno così triste voglio ricordare un aneddoto divertente, come del resto era lui come
persona. Abbiamo lavorato insieme in una serata in Sardegna e Claudio suonava dopo di me: quella sera non c’era il vocalist e ho dovuto quindi presentarlo io. Tanta è stata l’enfasi e tanto era scarso l’impianto che involontariamente ho rotto una cassa… lui ha iniziato col volume a metà e mi ha sorriso…reazione da grande persona, oltre che grande dj. Ciao Claudio!”

Giorgio Prezioso

Foto: M. D’Onofrio

“La prima volta che sono stato in discoteca fu al Memorabilia di Riccione. Avevo 16 anni e con i miei amici ci facemmo tutta la collina a piedi per raggiungere il locale. Mio padre, preoccupato, venne anche lui al Cocco di nascosto per vedere come mi sarei comportato. Quella sera suonava Coccoluto. Quando mi sono avvicinato a lui per salutarlo con me c’era un amico con le lenti a contatto bianche. Claudio fece una faccia che mi ricordo ancora adesso. Da quel momento in poi è sempre stato vicino a me e a tutta la mia famiglia. Ci mancherà tanto.”
Mattia Trani

“Claudio ha sempre fatto da vessillo per la nostra categoria e con grande dignità. Con lui se ne va un pezzo di vita e di cuore. Avevamo gusti profondamente diversi ma eravamo accomunati dalla stessa, grandissima passione per la musica. Claudio si è sempre schierato al fianco dei giovani. Ha sempre creduto nel vinile, anche quando questo non andava di moda. Malgrado tutto, è sempre stato coerente, come solo i grandi artisti sanno essere. Mi mancheranno le nostre lunghissime telefonate, quasi sempre notturne, dove ognuno cercava di convincere l’altro delle proprie ragioni. Se ne va un pezzo di me.”
Sergio Cerruti

“Amore, odio, complicità, imprevedibilità, passione, genio, visione, sono le parole che mi vengono in mente pensando a Claudio. Sono tantissime le esperienze condivise con lui. Oggi sento che mi manca una parte di me. Sono triste perché si spegne veramente un faro che illuminava la scena club.”
Tito Pinton

“1990, Roma, Teatro delle Vittorie: Fantastico ’90. Lavoro con Lorenzo (Jovanotti) da un anno e una notte mi dice: “Andiamo a sentire Coccoluto e Trani!”. Non ricordo se fossero all’Histeria o all’Alien ma ricordo di Claudio: che personaggio! Rimasi folgorato. Dieci anni dopo, festa di Lorenzo al Goa organizzata da Claudio e Giancarlino: che serata! Quando suonava a Ibiza passava a salutarmi a Formentera. Un grande artista che non si dimenticava mai di nessuno. Durante il lockdown, il Mazzi organizzava delle chat notturne con Albertino, Ralf, Alex Neri, Saturnino, Fargetta, Beppone, Muz e altri, quante risate. Mi diceva: “Losio, racconta qualche stronzata delle tue.” Ci mancherai Amico Mio. Quanto ci mancherai”.
Mario Losio
 
“Sei un’icona! Parlo al presente perché tu sei qui con noi.”
Idriss D
 
“Con le sue visioni musicali, Claudio è stato la pietra filosofale della musica house nel mondo. Ricordo la prima volta che lo incontrai alla finale DMC 1989 al KOXO in Italia. Anche se con uno stile musicale diverso, insieme abbiamo contribuito al successo di alcune serate internazionali, sia per il suo Amore Festival in Italia sia per il mio Meganite a Ibiza. Lo ricorderò sempre con grande stima ed affetto, perché lui è stato uno vero, uno che credeva nella musica e lo ha dimostrato nel tempo. Non più solo un uomo ma ora anche una vera leggenda.”

Mauro Picotto
 
“Io ho 35 anni di storia con Claudio, le nottate fatte in diversi paesi con Savino Martinez: una parte di me si è sgretolata, se ne è andata via. Il fatto mi lascia tanti ricordi. Per me è cambiato anche il futuro. Ogni cosa prima poteva essere replicata e ora non più. Il suo modo di fare ha cambiato il modo di concepire le parti. Lui ha reso accessibile la qualità del mondo non solo underground. Niente sarà più ripetibile, senza lui. Con lui arrivavano treni di cultura. Quando lui era in forma non ce n’era per nessuno. Non facevo nemmeno il dj, ero un pischello, che già lo conoscevo, era un mito. Ho imparato tanto da lui. Lui era più house e io più elettronico: ma la cosa ci univa, non ci divideva. Magari non eravamo d’accordo su tutto ma il rapporto era splendido. Pee noi che stavamo con lui in studio era incredibile. Ci insegnò che era possibile campare e bene con la musica elettronica. Aveva subito capito l’mportanza dei media, lo capii quando gli chiesi di andare a fare Top Of The Pops. Facevamo tutto con una leggerezza, da boy-scout. E quando si iniziava a parlare di musica, allora erano guai, la cosa si faceva seria. Claudio è stato la rivoluzione di tutto, il precursore. Gli devo tanto, per quello che ho assimilato, che ho carpito.”

Dino Lenny
 
“Ci siamo sentiti a ottobre per un articolo che recuperai da una copia di Dance Music Magazine. L’ultimo video messaggio per il suo compleanno l’ho registrato davanti al Ministry Of Sound in accordo con suo figlio Gianmaria. Era bello confrontarsi con lui. Mancheranno gli stimoli che dava costantemente al settore. Combatteva sino all’ultimo per far valere il nostro comparto.”
Nico De Ceglia
 
“Claudio per me è stato un mentore e un amico, con Massimino Lippoli e Nicola Guiducci del Plastic è stato il primo a darmi delle possibilità. È stato dispensatore di consigli, di accese discussioni, che però soprattutto all’inizio della mia carriera, mi servivano a riportarmi con i piedi per terra, perché mi faceva capire molte cose, come se mi “indottrinasse” in qualche modo. La sua scomparsa è difficile da accettare perché sapeva essere un punto di riferimento per tutti, al di là dei generi che suonavamo. Aveva una chiarezza unica sulla professione del dj e con il suo modo di lavorare ha aiutato tutto il nostro movimento. Claudio mi mancherà tantissimo, gli devo tanto, anche le nostre furibonde discussioni mi mancheranno, perché poi sono quelle che ci hanno fatto avvicinare.”
Stefano Fontana
 
“Ho conosciuto Claudio all’incirca nel 1986. Lo conobbi grazie a Marco Trani, che in quel periodo consideravo uno dei miei mentori più importanti: Marco doveva suonare in un locale, credo a Sperlonga, e portò me e Mauro Casazza per fare l’apertura e la chiusura della serata. Lì incontrammo Claudio, che doveva suonare pure lui. Notai subito che era una persona educatissima, e si interessò subito molto al fatto che suonavo solo musica hip hop. Era curioso e voleva capire il mio groove. Quando fu il suo turno io capii immediatamente quale fosse il suo. Mischiava tutto, tutti i generi. Aveva lo stile dei pionieri del djing. Non faceva tagli o scratch, ma lo spirito era lo stesso, e cioè mischiando generi diversi creava il suo flusso musicale, il suo groove, che mandava in trance il dancefloor. Ci siamo reincontrati tante volte dietro le consolle, ed ogni volta era sempre uno spettacolo unico. Sembrava che Claudio riuscisse a guardare tutti negli occhi, anche quando aveva lo sguardo puntato sul disco. Per dirla bene, aveva un approccio sciamanico sui giradischi. Un bellisismo ricordo è legato alla serata Combo Cut, credo del 2005, in cui dato che cambiavo i dischi tagliandoli ad un minuto circa, mi diceva ridendo “guarda che mo’ finisci i dischi se vi avanti così”, allora cominciai a rallentare il mio ritmo di mix, cominciando a fare delle sovrapposizioni inusuali per l’hip hop, ed eccolo lì, puntuale: “vedi che te lo ricordi come si mixa!”. Aveva un’intelligenza attiva e spiritorsa, che metteva buon umore. Un altro bel ricordo fu quando a Bari, in un evento organizzato tra gli altri da Giancarlino, un fratello in comune, Claudio fu preso in ostaggio dal suo pubblico, che non voleva che smettesse di suoanre. Oltretutto, gli si era rotta una puntina. Gli portai le mie e gli diedi la mia valigia dei dischi. Lui cominicò ad usarli senza nemmeno conoscerli, e rimase in consolle altre due ore, improvvisando, in maniera mgistrale. Un genio unico.”
Ice One 
 
“Con Claudio Coccoluto ci siamo conosciuti nei primi anni ’80, quando io lavoravo come tecnico delle luci e secondo dj all’Histeria di Roma insieme a Marco Trani. Anzi, il caso volle che lui prese proprio il mio posto quando decisi nel 1986 di andare per un periodo a New York. Marco ebbe l’intuizione di chiamarlo al suo fianco e gli chiese di portare con se l’Emulator, uno dei primi campionatori, con il quale l’aveva visto all’opera in una discoteca. nei pressi di Gaeta o Formia. Claudio è stato forse il dj più impegnato di tutti i dj italiani, mi riferisco dal punto di vista sociale. Infatti, oltre ad essere stato sempre attento alla musica e ai suoni, ha sposato sempre le cause del mondo della notte e del clubbing, cosa che ha fatto anche in quest’ultimo periodo di Covid. Claudio, ne ho avuto la prova anche ora che vivo negli Stati Uniti da qualche anno, è stato il dj italiano forse più conosciuto all’estero e il suo nome è diventato un marchio di fabbrica. C.O.C.C.O. è stato e sarà sempre un mito per chi ama il mondo della nightlife. E per quanto mi riguarda, sono onorato di aver fatto con lui un pezzo di strada insieme agli inizi della nostra carriera.”
Corrado Rizza
 
“Quando era ancora sconosciuto era già un fuoriclasse. Veniva da Cassino a comprare i dischi da noi a Roma appena aveva iniziato ad avvicinarsi alla professione del dj. L’ho sempre stimato. Il lavoro che ha fatto per elevare la figura del dj e del nostro settore è stato davvero unico. Lui ha iniziato con me. Quando lui comprò l’Emulator, nessuno sapeva cosa fosse questa macchina. Quando veniva in negozio si intuiva che aveva una marcia in più. In lui avevo intravisto un’aura.”
Claudio Donato
 
“Claudio Coccoluto, un visionario, un grande della musica, ha fatto della condivisione il suo mestiere, la sua vita. Un fuoriclasse. Un amico.”
Nicoletta Magalotti aka NicoNote
 
“’Vuoi essere un grande? Comincia con l’essere piccolo. Vuoi erigere un edificio che arrivi fino al cielo? Costruisci prima le fondamenta dell’umiltà’. Sant’Agostino scrisse queste parole cariche di significato profondo e queste parole mi ricordano te Claudio. Un Grande Uomo, un professionista ineguagliabile con un cuore immenso. A colpirmi fu la tua umiltà, la tua educazione, la tua serietà, la tua gentilezza. Quando ti incontrai la prima volta pensai che realmente i veri fuoriclasse sono esseri rari che non devono dimostrare nulla a nessuno. Sono “grandi”; nei gesti e nella delicatezza. È stato un vero onore conoscerti Maestro.”
Samantha Garofalo
 
“Erano i primissimi anni ’90 quando conobbi Claudio. Io ero un dj diciamo alle prime armi e lui era già Coccoluto. Ho dei bellissimi ricordi di serate durante le quali ho condiviso la consolle con lui; e sono state tantissime. Ma il più bel ricordo che ho fu dopo una serata al Tartana di Follonica, quando Claudio rimase con me e Francesco Farfa nel nostro monolocale restando a parlare per ore di un po’ di tutto. Con lui si poteva parlare proprio di tutto. Era una grande persona e la cosa che ti rimaneva impressa subito, di lui, era la cultura e la grande umiltà. Una grande perdita, sia come artista e soprattutto come uomo.”
Mario Più
 
“Metà anni novanta, mega evento estivo da 10mila persone alla Vecchia Fattoria, discoteca calabrese. Cocco era già Cocco, io ero agli esordi. Ci incontrammo prima della serata, io emozionantissimo, lui seppe subito mettermi a mio agio, mi diede anche buoni consigli e durante il mio set mostrò sincero apprezzamento. Alla fine del suo set iniziò a diluviare, Claudio mi invitò a ripararmi insieme a lui con un asciugamano. Io lo tempestai di domande per almeno mezz’ora e lui mi disse parole che non ho mai dimenticato: “Manué non perdere mai tempo ad ascoltare le malelingue che incontrerai, se ascolterai sempre e solo musica realizzerai il tuo sogno da dj”. Feci mio questo suo suggerimento ed oggi eccomi qua. Chi da piccolo non ha detto almeno una volta: “da grande come dj voglio essere come lui”? In ogni dj della mia generazione c’è un po’ di Claudio Coccoluto.”
Emanuele Inglese
 
“Credo di avere incontrato Claudio al massimo quattro volte. Due di queste, ora che ci penso, me le ricordo come se fossero ieri. Suonava come un raggio di sole, con fare italiano e nel contempo internazionale. La prima volta fu tra il ’78 e il ’79 in una piccola radio della provincia di Latina, dove come Rockets tenemmo un concerto. Ci guardava con curiosità. Ci disse che amava la musica underground elettronica. Era un ragazzo carino e molto simpatico, sorridente, alle prime armi come me, all’epoca. Alla fine degli anni ’80 l’ho nuovamente incontrato a Roma, al Goa, davanti a un drink. Il bello è che, pur essendoci visti soltanto poche volte, avevo la sensazione di rivedere un amico semplice, sorridente e con tanta energia. Ricordo poi anni dopo di averlo rivisto a Radio Deejay e a una cena a Milano. Lui, sempre uguale, gentile, allegro, non se la tirava mai. Coccolato è stato un esempio di umiltà e bravura per tanti artisti non solo dj. Merci, Claudio, et fais bon voyage.”
Fabrice Quagliotti
 
“Insieme a Claudio ho condiviso il giovedì al Caligula di Pietragrande, in provincia di Catanzaro, nell’estate del 1991. All’epoca anche due dj dai generi musicali diversi come i nostri potevano felicemente condividere la stessa consolle, per la gioia della gente. Negli anni i nostri percorsi musicali si sono sempre più allontanati e non ci sono state più tante occasioni di suonare al suo fianco. Ma questo non ci ha impedito di incrociarci spesso al Pacha di Ibiza oppure al Cocoricó di Riccione. Coccoluto è stato un dj puro, di quelli che sanno far “suonare” i dischi. Rivendicava con passione il termine Disc Jockey nel momento dell’avvento prepotente del digitale, che di colpo creò tanti deejay che non mettevano dischi. Il suo sorriso sarà sempre con me, come nel 1991 dopo aver visto l’alba, fare colazione con la mozzarella fresca: persone che sapevano divertirsi. Claudio, come diceva lui, non metteva musica che spaccava, metteva musica che univa.”
Francesco Zappalà
 
“Tra i tanti ricordi che ho di Claudio ne ho uno legato al SIB di Rimini. Lui era già un uomo di successo e io avevo 18 anni. Passai un’ora a fargli un sacco di domande di svariato genere. Mi diede tantissimi tips & tricks da fratello maggiore con una passione incredibile anche se mi conosceva da una manciata di minuti. Di Claudio avrò quindi sempre un ricordo di una persona con una smisurata passione per la musica. La notizia della sua scomparsa mi ha toccato.”
Luca Pretolesi aka Digital Boy
 
“Tra me e Claudio c’erano una reciproca stima e affetto personale, a volte ci siamo confrontati con visioni contrapposte ma sempre con reciproco rispetto. E mi rimproverava spesso la mia amicizia con Salvini. Data la persona ed il ruolo che aveva nel mondo dell’intrattenimento, più volte, gli ho chiesto la partecipazione a convegni non soltanto organizzati da noi del SILB.  Ricordo per esempio quello organizzato dalla Prefettura di Lecce, chiamato “Tenera è la notte” al quale parteciparono anche il Ministro degli Interni Alfano, il Sindaco di Rimini, il Prefetto di Rimini e Lecce.  Claudio ha rappresentato un autentico punto di riferimento per l’intrattenimento in Italia e non soltanto.”
Maurizio Pasca
 
“Ho conosciuto Claudio e Paola a Rimini agli inizi degli anni ‘90. In quell’epoca, Claudio, con la sua tenacia e determinazione, muoveva i primi passi per il lancio della sua carriera. Da allora siamo sempre rimasti in contatto e abbiamo collaborato spesso a livello professionale. Nel 2008, abbiamo fondato A-DJ, di cui Claudio ha sempre rivestito la carica di presidente onorario; un’associazione no-profit che supporta e tutela i dj e che, come Claudio avrebbe voluto, continuerà a battersi per il riconoscimento culturale e professionale della categoria. La sua carriera è stata un crescendo e il suo successo non si è mai arrestato. Un eterno lottatore ha conquistato l’Italia e, anche attraverso le sue produzioni discografiche, ha valicato le Alpi ottenendo importanti riconoscimenti in tutto il mondo. Grazie Claudio per tutto quello che hai fatto per il mondo della club culture.”
Maurizio Clemente
 
“Classe, eleganza, generosità, orgoglio. E una sete di sapere (cosa molto bella) e di ascoltare (cosa molto bella e molto rara) assolutamente strepitose.”
Damir Ivic
 
“Nella vita ti accorgi quanto una persona sia importante per te quando, nelle piccole e grandi scelte quotidiane, pensi a come si sarebbe comportato lui in quel frangente. Questo per me è Claudio Coccoluto: mi ha insegnato tutto quello che mi è servito per affrontare e scalare un settore che tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta non aveva nemmeno un’identità. Mi ha insegnato tutto quello che serviva per meglio rappresentarlo e gestirlo. A lui non devo molto: devo tutto.”
Alex Rocchetti
 
“Ci eravamo sentiti al telefono poco tempo fa. Stavamo programmando un’intervista reciproca a casa sua. Ci siamo scambiati aneddoti e curiosità sulle nostre ricerche musicali. Un grande abbraccio Claudio!”
Daniele Baldelli
 
“Per me Claudio Coccoluto rappresentava l’Andy Warhol della musica: attraverso la musica lui riusciva a far emergere la sua forte personalità rendendo il dancefloor uno spazio unico dove tutti erano i protagonisti.”
Enzino Mastantuoni

 

“Claudio Coccoluto era esattamente il tipo di dj che fa sembrare “facile” il mestiere di mettere i dischi: la naturalezza con cui accostava pezzi anche diversissimi, la sicurezza (mai ostentata), la selezione impeccabile… Era tutto sempre talmente perfetto da fartelo sembrare l’unico modo possibile in cui succedono le cose su un dancefloor. Si dice – ormai è pure una specie di cliché – che i dj bravi sono quelli che ti portano in un loro “viaggio”: ciò che faceva Claudio (che pure era bravo anche a portarti nel suo viaggio) era invece una sorta di manipolazione della materia, più che semplicemente delle onde sonore. Che il suono diventi materia solida malleabile è il tipo di evento (“transustanziazione”, direbbero quelli che han fatto catechismo) che in genere accade con i dj techno più intensi, alla Jeff Mills. Claudio lo faceva succedere con l’electro, con la gospel-house, con i Talking Heads, con delle cose blues-disco che non si capiva da dove arrivassero. Oggi siamo tutti tristi, e ci mancherebbe: ma averlo potuto ascoltare per tanti anni, noi italiani più di chiunque altro, è stato un grande, grande privilegio.”

Fabio De Luca

“Ciao Cla, sei riuscito a fare un gran rumore proprio quando la musica nei club di tutto il mondo era spenta”.
Muz

“30 Anni di collaborazione e onesta amicizia… Pensieri artistici sempre affini e all’avanguardia, progetti costruiti insieme dal New York Bar agli MTV Tour. L’ultima volta ci siamo abbracciati da me al G Beach dopo un tuo fantastico set e abbiamo parlato di progetti futuri poi, purtroppo, congelati dal Covid. Quest’anno sarebbe stato l’anno giusto per ricominciare ma il destino ti ha tolto a noi, alla tua famiglia, ai tuoi amici, ai tuoi fan. Che dirti Claudio… noi continueremo a costruire qualcosa e quel qualcosa sarà anche in tuo onore, in onore di uno dei più grandi artisti internazionali a cavallo dei due secoli ma soprattutto in onore di un grande Uomo conosciutissimo da tutti come Claudio Coccoluto. Anche se per noi sei e sempre resterai C.O.C.C.O.. Fa’ buon viaggio Amico Mio.”
Gabon

“Da quel lontano dicembre 2014 sono stati 6 anni bellissimi; Coccoluto mi ha insegnato molto sul piano professionale e lavorativo. Ci sono stati momenti in cui ci siamo scontrati e momenti in cui eravamo complici, ma alla fine si riusciva sempre a trovare un punto di incontro. Non posso che ringraziarlo per avermi dato questa grossa opportunità, gliene sarò sempre grato e porterò sempre con me i suoi insegnamenti.”
Mauro Rescali

“È stato il precursore, la personificazione dell’evoluzione del dj da persona fisica a rockstar. Un grande uomo, un esemplare padre di famiglia ed un artista creativo sempre alla ricerca della perfezione. Essere stato spalla a spalla con lui per oltre 10 anni in tutto il mondo è stato un onore e molto costruttivo allo stesso tempo.”

Rossano Lucidi

“E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica (cit. F. Nietzsche)”. Così avevi scritto qualche giorno fa in un post, la tua profondità, la tua visione. Son venuta qui da sola, per provare a fare pace con il pensiero che non ti rivedrò più, poi chissà, ahimè non ho ricevuto il dono della fede che consola, son sempre raminga in dannazione. Non riesco a postare una tua foto, nella testa le immagini di te si rincorrono, sono vive e non voglio fermarle. Ti ricordo oggi così tra acqua e terra, con gli occhi al cielo, le lacrime che diventano cristalli sul mare di questo marzo impazzito e tante tante tante stelle per te, per il tuo nuovo viaggio. Mi hai insegnato tanto, senza mai dire ti insegno, forse nel 2005, il primo iPod l’ho ricevuto in regalo da te, personalizzato “solo amici solo musica” C.O.C.C.O. Quando arrivavi trafelato a Deejay prima della diretta con la tua borsa di dischi prima di tutto vedevo il tuo sorriso, il tuo entusiasmo, poi era sempre una festa dal bicchiere di vino iniziale alla cena che condividevi in hotel. L’hotel dove alloggiava Verdi ospitava il dj. Ci pensavo su, mi piaceva questa linea che inconsapevolmente univa ‘800 e contemporaneità. Musica comunque rivoluzionaria, perché sì, a modo tuo hai compiuto una rivoluzione. Condividevi pensieri, ascoltavi, si ascoltavi sempre, dal ragazzino che ti chiedeva la foto al critico di arte contemporanea, all’esperto di business della Bocconi. Tu univi tutto, sì con la tua musica che altro non era che estensione, visione della tua testa, del tuo pensiero. Sono stata fortunata perché nella mia vita ho conosciuto grandi maestri e tra questi ci sei tu, generosità, intelligenza, sensibilità, cuore grandissimo. Cosa posso dire ancora? Chi ti ha conosciuto tutto sa, non è apologia perché non ci sei più, è verità. C.O.C.C.O solo amici solo musica, ora che gli amici sono sempre di meno e la musica non si capisce più cos’è, cosa sarà.”
Lucia Angelici

“Ciao caro Claudio, ti ricorderò come il guerriero gentile. Colui che nella gioia e nelle avversità ha sempre lottato con grazia per ciò che credeva giusto, etico e doveroso da realizzare, non solo per sé, per la comunità.  Le tue parole, ancora oggi così attuali, sono lettere scolpite nella memoria: “ Il club del futuro sarà una riscoperta dei valori essenziali che ci mettono in condizione di cercare e di conoscere gli altri” (C. Coccoluto, P. Pacoda, Io, dj, 2007, p.97)”.
Deborah De Angelis

“Con Claudio ho condiviso tantissime serate in consolle maree di km in macchina chiacchierate infinite sulla musica ma quello che lui più di tutti adorava di me era la mia passione sfegatata per il volo! E comunque ero riuscito a trasmetterla anche a lui! Tante serate in giro per il mondo le avevamo fatte io e lui assieme su un piccolo aereo ad elica, partivamo di notte destinazione Napoli, Rimini e Ibiza e lui super sveglio e intelligente dopo pochi voli aveva già capito come funzionavano gli
strumenti e i sistemi di navigazione. Un giorno partiamo di sera con l’aereo per Olbia per fare una serata assieme come dj ma purtroppo il tempo era bruttissimo e abbiamo dovuto dirottare e la moglie di Claudio cioè Paola allertò la protezione civile e venne fuori un casino infernale! Un’altra volta Claudio che incastrava doppie serate di notte sapendo che comunque andavamo con il piccolo aereo riuscì a far aprire non so come l’aeroporto di Napoli alle 3 di notte per ripartire, in pratica cosa impossibile! Comunque Claudio era una persona incredibilmente entusiasta della vita e mi mancherà
moltissimo.”

Alex Natale

“Quando iniziammo a muovere i primi passi della nostra carriera nella dance, era l’epoca dei grandi dj house o forse dovremmo dire… underground. L’idea che avevamo di loro era mitologica e Claudio Coccoluto era assolutamente in cima a quell’Olimpo. Nelle serate dove lui era il grande ospite non potevi non notare il carisma, la grande padronanza della consolle e l’ancor più grande conoscenza della musica a 360 gradi. Ma la cosa straordinaria era l’incredibile empatia e senso di gioia che riusciva a trasferire ad ogni essere umano presente nel locale in ogni singolo passaggio di ogni disco. Avevi la sensazione che lui fosse un tuo amico più saggio con cui stavi passando la serata. E dopo averlo conosciuto, siamo stati felici di constatare che quelle sensazioni corrispondevano nella realtà. Oggi il mondo del clubbing ha perso un luminare, una stella che ha indicato la via a molti di noi, ma anche un grande uomo che ha amato incondizionatamente il mondo di cui noi facciamo parte. Buon viaggio Claudio… e grazie di tutto.”

Eiffel 65

“Un giorno, passando da Civitanova, mi chiamò per invitarmi a pranzo. Lo aspettai in studio. Arrivò, iniziammo ad ascoltare musica e i ristoranti chiusero. Ci facemmo portare due pizze da un amico. Con lui la musica aveva sempre la precedenza.”

Simone Barbaresi

“I ricordi sono moltissimi, dalle stagioni fatte insieme, come quelle al Muretto di Jesolo, ai periodi del New Music Seminar di New York… il ricordo più forte, non è di serate, ma sono i giorni che dandoci la spalla l’uno con l’altro, abbiamo affrontato il coma del nostro Fratellone Marco Trani, dove ricordo la frase che mi disse: “ mi toglierei qualche anno io.. pur di salvare lui”… e questo rappresenta in maniera profonda chi era Claudio. Oltre l’immenso Artista, una persona con un Cuore grande. Lascia una voragine nella Nightlife che chissà se mai si colmerà ♥ Ti voglio bene Amico mio.”
Mauro Ferrucci

“Sono molti i ricordi che mi legano a Claudio ma ne voglio ricordare 2 in particolare. 24 anni fa circa ero resident al Muretto dove Claudio in quegli anni era di casa. Durante una delle mitiche maratone di Ferragosto, data in cui da resident dovetti restare in consolle per circa 12 ore pronto a tappare buchi ed eventuali ritardi dei guest che si alternavano, Claudio arrivò quando il sole era giàalto e mise come primo pezzo il promo di ‘Fly Life’ dei Basement Jaxx… il tetto si aprì e il locale esplose. Rimasi folgorato. Dopo 15 anni, ci incontrammo a Mykonos dove lui aveva suonato il giorno prima di me e con la moglie Paola aveva deciso di fermarsi qualche giorno e così, andammo in giro tutta la sera per Mykonos a ridere e sbevacchiare in piena goliardia fin tanto che finì per venire anche lui al locale. Fu emozionante avere lui li vicino che ballava e rideva con la Pina e Diego che ci avevano accompagnato in quel fantastico tour serale. Ci mancherai, grazie di tutto.”
Tommy Vee

“Il mio ricordo di Claudio è con un cappello nero ed una nota musicale che si accendeva e si spegneva. Io mi esibii al Cocoricò come FPI PROJECT, lui collaborava con il Disco Inn seguendo nell’organizzazione l’evento SIB, dedicato alla Spaghetti house, mi aiutò a smontare il campionatore dal palco, da lì siamo diventati amici. Era il 1989”.
Roberto Intrallazzi

“Claudio è arrivato dove nessun altro DJ italiano è riuscito ad arrivare. Amato dal popolo underground, dalle più alte sfere del mondo dello spettacolo e non solo. Ha saputo toccare i giusti tasti per sensibilizzare le istituzioni sulle problematiche del nostro settore, dando preziosi suggerimenti su possibili soluzioni, spiegando l’importanza del nostro lavoro, in tutti i suoi aspetti, in ambiti molto ardui. Quando si parla di “personaggi” in generale, molte persone seguono la scia della fama, pur non capendone a fondo la consistenza, perché è così che funziona, specialmente nel mondo dello spettacolo: la mediocrità è edulcorata dalla visibilità. Ma questo non è il caso di Claudio Coccoluto perché, oltre a saper gestire benissimo il suo personaggio istrionico, è stato davvero uno dei più bravi dj che io abbia mai ascoltato e apprezzato. Ho avuto l’onore ed il piacere di fare delle eccellenti e significative serate con lui, rompendo gli schemi, in tempi non sospetti, quando l’house music e tutto ciò che non lo era, per via di stupidi pregiudizi, appartenevano a due mondi diversi. Il djing Italiano ha perso il più grande di tutti, e questo è semplicemente un dato di fatto, come lo è la mia grande ammirazione nei suoi confronti.”

Francesco Farfa

“Con la morte di Claudio Coccoluto perdiamo una colonna portante dell’avanguardia e dell’integrità musicale italiana. Un professionista che non è mai voluto scendere a compromessi. Lui era Claudio Coccoluto e tutti noi dovremmo ringraziarlo per quello che è stato.”
Big Fish

“Con la sua ricerca e la sua curiosità ha trasmesso conoscenza a tutti noi, ha difeso sempre
un’estetica, senza compromessi. Per questo lo ricorderemo come grande uomo e grande Maestro.”
Andrea Marchesi

“Di Claudio conservo un ricordo bellissimo legato alla prima volta in cui ebbi l’onere e l’onore si dividere la consolle con lui. Ero poco più che ventenne impanicato e timoroso di un suo giudizio. Arrivò nel locale e prima di salire in cabina si fermò per i soliti convenevoli con i PR e i fan. Io lo guardavo con la coda dell’occhio pronto a cedergli il mixer ad un suo cenno. Arriva il suo momento, sale in consolle viene verso di me e nemmeno il tempo di salutarci, io esordisco con un ”metto subito l”ultimo”. Lui mi guarda, capisce la mia agitazione e mi dice, “perché? Stai mettendo bella musica, come ti chiami?” Io rispondo “Michele, ma tutti mi chiamano Mikee”. “Fai solo il dj?” replica lui. Ed io, “no sto facendo architettura al Politecnico di Milano”. Lui mi dà una pacca sulla spalla e mi dice “bravo! fai bene a studiare, dai Mikee La Scienza” fra un paio comincio io!” Da lì in poi per Claudio diventai “La Scienza”. Grazie di tutto maestro per usare un termine che ti sarebbe piaciuto: “ciò che incide non scompare mai”. Ti voglio bene.”

Michele Mainardi

“Vederti mixare era come ascoltare un concerto di una delle migliori band. I piatti e il mixer li usavi come degli strumenti musicali, sapevi esaltare tutti i suoni di ogni vinile che “suonavi”. Ho avuto la fortuna di lavorare insieme a te durante una delle serate “Menage a Trois” Io ero insieme al mio amico Paolino Rossato con il nostro progetto Deelay, al basso c’era Saturnino, e Tu, Claudio, eri il direttore d’orchestra. È stata una notte indimenticabile, piena di emozioni e suoni incantevoli. Non lo dimenticherò MAI!”

Alex Farolfi

“Non è servito molto per convincermi che la regia del “nuovo arrivato in radio”; fosse gestita da me. Così ho conosciuto personalmente Claudio, ci siamo piaciuti subito e abbiamo iniziato questo percorso radiofonico durato anni. Io arrivavo dal Club, lui era il Club, ero onorato nel dividere la consolle del venerdì sera con lui. C.O.C.C.O è nato nei corridoi di Radio Deejay ed è stato per me “IL PROGRAMMA”, in controtendenza per certi versi e per il periodo storico che stavamo attraversando. Un programma vero, quello che i DJ sognano di fare, in una radio importante. Per me un vero Amico… prima di tutto. Grazie Claudio.”
Paolino Rossato

“Il direttore Marco Mazzi mi chiama: “Isa, ti va di mandarmi un tuo ricordo su Claudio da pubblicare su DJ Mag? Un aneddoto, una frase, quello che vuoi… Sì certo! Ma non mi ricordo nulla, bianco, vuoto, non c’è più nulla! Chiudo gli occhi, prima piano, poi fortissimo, ma non vedo neanche più il tuo viso. Il cervello è una macchina pazzesca, sono entrata in “protezione”, come un ampli surriscaldato. Ecco, respiro… Qualcosa emerge da una nebbia densa di ricordi e pensieri Nebbia fatta di fumo di sigaretta, fermo a metà in un ufficio di chissà quale club, filtra la luce del casello di un’autostrada, il sapore di un panino plasticoso dell’autogrill. Era solo l’nizio del ’90, tre, quattro serate in una notte, mille facce, mille mani strette, mille sorrisi, persone felici!! Quegli anni sono stati una follia, non ci poteva fermare niente e nessuno. Ci siamo sentiti un anno fa, durante il primo lockdown, durante un collegamento. Poi ti chiamai in privato , non mi dicesti nulla , ma sapevi che avevo capito. Sei stato il primo dj che ho intervistato per Match Music. Quello che mi ricordo di Claudio Coccoluto sono solo sorrisi e un esercito di persone felici.”
Isa B

“Claudio è stato per me la porta piu grande attraverso la quale sono entrato in contatto con la musica underground! Il visionario, lo spazio infinito, l’amico affettuoso, sempre pronto ad ascoltare ed al sano confronto, le risate, i viaggi, la magia. L’uomo onesto, l’amorevole marito ed il premuroso padre! Di Claudio ricorderò sempre il boato da stadio sul dancefloor ogni qualvolta veniva pronunciato il suo nome. Fisicamente va via un pezzo importantissimo della mia vita, mi mancheranno tanto le nostre lunghe chiacchierate e la sua figura, ma vivrà sempre il leone. Claudio Coccoluto il leader, non il follower.”
Luca G

“Claudio Coccoluto ed io, il Boss e la segretaria, per 24 anni, una vita… custodirò il bene per sempre nel mio cuore e sarò sempre lì nel suo studio con il ricordo di Lui, mio dj preferito, l’idolo. Amavo ascoltarlo, in consolle con i vinili era il dj per eccellenza, una forza sia musicalmente che tecnicamente. Lui era la notte, la festa, il grande della musica, ma era anche un ottimo parlatore, tra musica, cultura e ironia non annoiava mai. Non ci sono parole. In studio ora solo il vuoto ed il silenzio. Non ci sarà mai nessuno come Lui.”
Francesca Martinez

“Mi ha sempre colpito la dote di Claudio di “saper ascoltare”. Certo, detto così può sembrare un fatto scontato, “un dj deve sentire i dischi”, ma lui andava oltre: non solo aveva un momento per ognuno, ma la sua curiosità innata lo portava ad ascoltare, esaminare e assimilare tutta la musica, intesa come entità superiore fatta di suoni, strumenti musicali, groove, arrangiamenti, costruzioni ritmiche e melodiche. E voleva avere la possibilità di sentire tutte le novità musicali del momento, di ogni genere, soprattutto quelli che apparentemente potevano sembrare “non da Claudio Coccoluto”. Ricordo con piacere le sue richieste di selezionare dischi che facevano parte del mio mondo musicale (dal reggae, al hip hop, passando per sonorità pop che mi ero portato dietro dalle mie esperienze londinesi di fine anni 80) durante la preparazione del suo “pacco settimanale di novità in arrivo dal Disco Inn di Modena”.  L’ascolto, attento oppure distratto come amava dire lui, dei dischi da acquistare era sicuramente il 50% della riuscita delle strepitose session, il resto lo metteva la sua innata creatività durante il mixaggio.”
Daniele Mad

“Ho conosciuto meglio Claudio soltanto di recente, ma è nato subito un sentimento di simpatia e stima reciproche. Stavamo lavorando proprio negli ultimi mesi ad un progetto molto importante che lascerà un’eredità preziosa per tutte le future generazioni, le quali avranno, nel suo ricordo, il miglior punto di riferimento che possano desiderare. Saremo sempre onorati che la sua memoria continui a rappresentare il nostro mondo, la nightlife.”
Luca Pechino 

I ricordi sono stati raccolti dalla Redazione e da Karen Goldie Sauve, che ringraziamo per la
 grande disponibilità.

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