Sabato 14 Dicembre 2019
Interviste

“Clones”: La nuova sfida degli Elektro Guzzi

La prima volta che abbiamo avuto occasione di ascoltarli dal vivo abbiamo fatto un piccolo esperimento. Abbiamo chiuso gli occhi, non abbiamo osservato i loro strumenti e quando li abbiamo riaperti non ci siamo capacitati di come il trio Elektro Guzzi potesse proporre un sound di questo tipo senza passare attraverso i canonici “ferri del mestiere”. Gli austriaci Bernhard Hammer, Jakob Schneidewind e Bernhard Breuer suonano rispettivamente chitarra, basso e batteria e compongono una delle più interessanti realtà musicali degli ultimi anni. Pochi giorni fa la loro ultima fatica discografica intitolata “Clones” ha visto la luce e noi gli abbiamo incontrati per parlarne e scoprire di più su questo nuovo viaggio e sulle sue suggestioni.

Ciao ragazzi, partiamo dagli albori di “Clones”. Che musica avete ascoltato ed in quali atmosfere vi siete immersi per trovare l’ispirazione?

Ciao Matteo, è stato sicuramente un periodo di transizione per noi. Abbiamo lavorato a diversi remix anche molto importanti e nel frattempo ci siamo concentrati sulla musica black, su quella etnica ed in generale su diverse sonorità tribali che non avevamo mai esplorato con la giusta attenzione.

E’ vero che questo è stato il primo album che avete composto prima della registrazione?

Assolutamente. Nei precedenti lavori suonavamo session lunghissime in studio registrandole per poi lavorare su quelle che ci erano piaciute di più. Un flusso di coscienza che ha funzionato molto bene ma che ha portato a dei lavori istintivi. Per “Clones” abbiamo deciso di scrivere ogni brano, identificarlo con un determinato messaggio o momento e poi suonarlo. E’ stata un’esperienza interessante che ci ha permesso di crescere a livello compositivo.

Con il senno di poi quale dei due approcci preferireste adottare?

Probabilmente il secondo perché è molto più veloce, ordinato, permette ad ognuno di noi di assumersi responsabilità precise e di comunicare al pubblico il tipo di suono che vogliamo proporre all’interno di un lavoro organico come quello di un album.

Una cosa che mi ha colpito di “Clones” è che c’è una commistione di stili davvero ampia. Elementi sperimentali che si fondono con tracce più dancefloor oriented. Come avete cercato di bilanciare tutte queste sfumature?

C’è moltissima musica che ci piace e che proviene da generi ed influenze diametralmente opposte. Avendo avuto la chance di comporre l’album abbiamo anche capito come strutturare i vari climax passando da momenti più introspettivi e sperimentali a tracce più ballabili e incalzanti.

Per questo album siete stati chiusi in studio per diverso tempo. Avete lavorato in Austria o vi siete spostati altrove?

Abbiamo lavorato nel nostro studio a Vienna mentre per la parte dedicata il mastering ci siamo spostati da Dubplates a Berlino. Il mixing è stata la parte più complessa perché ci siamo trovati a lavorare per la prima volta con diverse apparecchiature analogiche molto vecchie ma assolutamente interessanti per il tipo di suoni ed effetti presenti.

Vienna è inoltre una città fondamentale per lo sviluppo del progetto Elektro Guzzi. In club come il Flex avete scoperto per la prima volta alcuni aspetti della musica elettronica e sviluppato le idee per la nascita della band.

E’ andata proprio così. Ci ricordiamo soprattutto i martedì del Flex che erano serate prettamente techno in cui per la prima volta abbiamo avuto occasione di ascoltare artisti come Laurent Garnier e Jeff Mills. Per noi è stata una seconda casa dove è stato possibile trovare un giusto equilibrio per lavorare sul progetto. Se avessimo, per esempio, vissuto a Berlino in quella fase le distrazioni sarebbero state troppe e saremmo risultati inconcludenti.

Siete alcuni dei pochi artisti austriaci che si sono affacciati così prepotentemente all’interno di questa scena nonostante un pubblico attento e festival molto interessanti come “Elevate”.

Pensiamo si tratti di una scena piccola ma in espansione. Tra l’altro la cosa entusiasmante è che i progetti che stanno nascendo non sono allineati alla techno che va per la maggiore ma sono molto vicini al mondo del trip-hop. Guardiamo il caso eclatante di Dorian Concept che ha moltissimo hype attorno a sé e sta lavorando con grande caparbietà, è la dimostrazione che qualcosa c’è, si muove ed è interessante e fresco. Anche a livello di club si stanno sviluppando nuove realtà. Certo, la storicità del Flex si sta perdendo. Purtroppo è un locale che si sta concentrando sul turismo e su un pubblico molto giovane.

A ottobre sarete in Italia per “Outdoor Festival”, sicuramente nel vostro live ci saranno anche brani tratti da “Clones”. Cosa dobbiamo aspettarci?

Abbiamo da poco terminato il nuovo live che oltre a materiale di “Clones” avrà anche tracce inedite. Questo perché l’album era già in preparazione da un anno per cui abbiamo gradualmente inserito alcuni elementi del nuovo lavoro e nel frattempo abbiamo anche scritto tracce non ancora pubblicate.

L’artwork dell’album riporta un’illustrazione tratta da “Der mensch gesund und krank” di Fritz Kahn pubblicato nel 1939. Da dove nasce l’idea di utilizzare un’immagine così ricca di significato?

Eravamo letteralmente ossessionati dal concetto di “Clones” al punto che uno dei brani dell’album vede ognuno di noi ripetere un singolo loop per tutta la sua durata intervallandolo in modo da andare a costruire una traccia. Allo stesso modo questa illustrazione rappresentava molto bene il concetto dell’album e dunque eccoci qui.

Il primo estratto dell’album sarà “Room” il cui video è stato realizzato con delle tecnologie di assoluta avanguardia.

Sì, abbiamo suonato mentre eravamo registrati attraverso il motion capture.

Per spiegarlo in soldoni è il metodo che viene utilizzato anche per i videogiochi di ultima generazione giusto?

Sì, in pratica il tuo volto ed il corpo sono ricoperti di sensori che poi registrano ogni tuo movimento ed espressione facciale e vanno a riprodurlo in un contesto dove può essere programmato in base alle diverse esigenze.

Ma a Roma verrete voi o userete questo trucchetto?

Saremo noi o forse dei cloni, chi lo sa.

Articolo PrecedenteArticolo Successivo

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.