Domenica 23 Settembre 2018
Costume e Società

Una mostra celebra l’evoluzione del club design negli ultimi 50 anni

Tra Studio 54, Berghain e Ministry of Sound, scopri come si è evoluto il design dei club dagli anni '60 ad oggi con la mostra al Vitra Design Museum

Foto by Mark Niedermann / Courtesy of Vitra Museum

Quando si vive, parla e ascolta musica elettronica è impossibile non citare le due istituzioni che, più di tutte, ne hanno permesso la nascita e la diffusione globale: club e festival. Entrambi luoghi privilegiati per la creazione e lo sviluppo di vere e proprie sottoculture, movimenti, mode (non solo sonore), eccessi ed espressioni creative di ogni tipo, questi due mondi affini quanto distanti hanno avuto storie molto diverse. I club, in particolare, a partire dagli anni ’60 ad oggi hanno visto – tra momenti di grande espansione e altri di stringente difficoltà – mutamenti enormi sotto molti punti di vista: generi musicali, orari, dotazione tecnica, ospiti, abitudini, pubblico, promozione…  Ma se molti di questi aspetti sono già stati ampiamente sviscerati da mostre, libri e documentari, uno che fino a oggi è rimasto in disparte è quello legato al design. Qual è stata l’evoluzione architettonica e degli interni dei club negli ultimi 50 anni? La risposta la trovate all’interno della mostra Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today organizzata dal Vitra Design Museum di Weil Am Rhein, in Germania.

Foto by Hasse Persson / Coutesy of Vitra Museum

Il viaggio multimediale inizia negli anni ’60 in Italia con il mitico Piper Club e prosegue negli anni ’70 spostandosi in America sulle orme del leggendario Studio 54, il primo locale al mondo in cui l’impianto luci venne considerato come parte integrante dell’esperienza musicale. Gli anni ’80 sono rappresentati, tra gli altri, dal Fac 51 Haçienda di Manchester, la mecca dell’acid house, dove per prima è nata la figura del VJ. Il Berghain di Berlino è invece l’anfitrione degli anni ’90 mentre il Ministry Of Sound fa da padrone per la prima decade del nuovo millennio. “Con film, fotografie d’epoca, poster, flyer e capi d’abbigliamento, la mostra incorpora musica, luci e installazioni spaziali che trasportano il visitatore in un affascinante viaggio alla ricerca di una notte che non finisce mai”. Avete tempo fino al 9 settembre per visitare Night Fever. Designing Club Culture 1960 – TodayLa Germania non è poi così lontana.

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Michele Anesi
Amo la musica elettronica, il music marketing e scoprire nuovi talenti. Preferisco la sostanza all'apparenza.

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