Lunedì 17 Dicembre 2018
Clubbing

Clubbing in Malta: come finire da una festa underground a colloquio con un ministro

Una possibile alternativa alle solite mete: Malta sta scoprendo il clubbing, le serate aumentano e migliorano in qualità

Foto: Jacob Reid

Quello che segue è il racconto particolare e un po’ surreale di un weekend decisamente alternativo. Malta non è certamente Ibiza, terra del clubbing per eccellenza e su cui ormai abbiamo detto di tutto, di più e ancora di più. Malta non è nemmeno la ormai organizzatissima e anche un filo abusata Croazia, terra di festival e di eventi spot da giugno a settembre, senza soluzione di continuità. Però è una bellissima meta, un’isola poco a sud della Sicilia dove la club culture sta arrivando, timidamente, solo da poco. Così decidiamo di andare in esplorazione. L’occasione è l’invito di un dj e promoter, Dean Demanuele, che si sta dando parecchio da fare per introdurre sull’isola un suono meno mainstream e più legato alla Berlino techno e house. Così si parte una domenica di fine luglio per catapultarci alla sua serata, che si chiama Panthera e ha luogo al Marrakech Club. Prima sorpresa: il Marrakech è solo uno dei nove club del Gianpula Village, un complesso che ha dalla sua, appunto, il fatto di essere un “villaggio” dei divertimenti, dove su sette giorni e nei diversi club si può trovare Gerd Janson come Junior Jack, la serata “Best of 2000s” come Erick Morillo o il reggaeton. In questo scenario, Dean si è prodigato per mettere insieme una squadra e una serata che possano portare un clubbing diverso, più consapevolee maturo, in mezzo a tante line up che sanno un po’ di passato prossimo. E così, tra i guest di Panthera, da giugno sonopassati M.A.N.D.Y., Magdelena, Guy Mantzur, e il tedesco &Me di Keinemusik, proprio nella serata che ci ha visti coinvolti. Oltre ai resident Ramzi e Black Onyx (oltre a Dean, ovviamente).

Foto: Shaun Spiteri

Il Gianpula è uno strano complesso, il primo impatto è spiazzante, il nostro driver ci accompagna in un piazzale dove c’è pochissima gente, e non si capisce si sia troppo presto, se ci sia poco movimento o se semplicemente le persone sono altrove. Fortunatamente, una volta dentro il Marrakech, capiamo che tutti stanno già godendosi la serata in pista. È l’1 e &Me sta già suonando. La risposta del pubblico è calda, la vibe è più house che techno, rotonda, avvolgente, &Me ha letto benissimo la pista. Nel backstage si chiacchiera con più tranquillità, così Dean inizia a raccontarmi i suoi progetti. “Sono nato qui, poi ho capito che se volevo realizzarmi come dj e come producer questo non era il posto giusto, così mi sono trasferito a Berlino per un periodo. E fu la scelta giusta perché ebbi modo d entrare in contatto con le etichette discografiche che mi interessavano e con le serate dove avrei voluto suonare. Sono riuscito a pubblicare per label importanti e con artisti come Pig & Dan, Berlino è la città più importante al mondo per questo tipo di musica, inutile che lo dica…”. Ma poi l’amore per la propria terra e la voglia di costruire qualcosa “a casa” hanno la meglio: “a un certo punto ho sentito che volevo tornare qui, per varie ragioni: c’è molto da fare, ci sono spazi per mettere in piedi qualcosa di importante nella mia terra, e poi qui ho modo di passare l’estate in un posto che amo e dove si sta bene, mentre d’inverno posso concentrarmi sul booking all’estero. Panthera è un’avventura, una scommessa, qui il clubbing è praticamente all’inizio e portare a suonare qui nomi underground di un certo peso è motivo di grande orgoglio”. In effetti &Me sta facendo il suo lavoro egregiamente, la sala – anche se siamo all’aperto – si diverte sull’ultima parte di un set decisamente riuscito, eclettico, che scivola tra le ultime tracce con una house percussiva e molto estiva, perfetta per lasciare tutti con un sorriso. Prima di salire in consolle, e portare un po’ di oscurità nel sound, Dean mi parla anche della sua label Dazed & Confused, per la quale ha grandi aspettative, e poi mi butta lì, quasi fosse una battuta: “ah, domani mattina ho un incontro con il Ministro della Cultura, ci terrei che venissi. Passo a prenderti alle 9.15!”. Ok. Avrà scherzato. Invece no.

Foto: Jacob Reid

Salto temporale. La mattina successiva abbiamo giusto il tempo di rimetterci in piedi e prepararci ed ecco Dean e il suo team nella hall dell’hotel pronti per andare a fare due chiacchiere con il Ministro della Giustizia e della Cultura in persona, il signor Owen Bonnici. Il Ministro ci accoglie nel suo studio, non è una visita di cortesia ma un vero appuntamento in cui Dean spiega le sue ragioni e mette sul tavolo alcune proposte per il futuro, e il Ministro – che ha grosso modo la mia età – ascolta e rilancia con indicazioni e suggerimenti. Non è una scena che si immagina così frequentemente, per la facilità con cui avviene il dialogo e i toni sempre pacati e rilassati. Chiedo a Bonnici come lavora un ministro della Cultura in un’isola come Malta, ristretta nel territorio ma enorme nel potenziale. “In questi cinque anni di dicastero ho avuto tre punti chiave che hanno guidato il mio mandato. Il primo è la quantità, ho cercato di incrementare l’offerta di eventi e attività culturali sull’isola, dai festival ai concerti fino al folklore; il secondo è la qualità, perché incrementare non serve a nulla se facciamo eventi di basso livello, mentre portando qui nomi di profilo internazionale possiamo mettere Malta tra le mete internazionali del turismo giovanile; infine, il lavoro: tutto quello che stiamo facendo è finalizzato a una crescita anche economica, sono molto orgoglioso quando il Ministro dell’Economia viene nel mio ufficio per parlare di sinergie e strategie comuni, invertendo il luogo comune che vuole che sia il Ministro della Cultura ad andare a bussare all’Economia per finanziamenti a fondo perduto”. 

Dopo questo incontro decisamente positivo, si esce a esplorare l’isola. Cosa c’è oltre a Panthera e alle serate di Gianpula? Il lavoro da fare è molto: il clubbing maltese è mediamente ancora concentrato sui franchise britannici di un’altra generazione. Brand come Ministry Of Sound e Cafè Del Mar la fanno da padrone sui manifesti, ma ci sono realtà decisamente interessanti che si stanno affacciando alla ribalta. Isle Of MTV è un festival ormai fisso dell’estate a Malta; UNITE With Tomorrowland ha portato qui una line up di livello, con Steve Aoki, NERVO e VINAI. A Ferragosto (dal 14 al 16 agosto) il Glitch Festival invaderà Gianpula portando qui la techno con la T maiuscola: Nina Kraviz, Jeff Mills, Floorplan, Charlotte De Witte, Motor City Drum Ensemble, l’onnipresente Amelie Lens e molti altri.

Malta ha molto da offrire, il potenziale per fare in modo che il clubbing diventi una voce importante del bilancio turistico è alto, e con promoter come Dean e persone come Bonnici nelle istituzioni, l’impressione è che ciò possa avvenire senza una sfruttamento esagerato dal punto di vista ambientale. Che è un po’ la sfida del futuro: sviluppo economico e rispetto del territorio. Sul volo che ci riporta a casa, rifletto su come sarà lo scenario la prossima vlta che passeremo da queste parti.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
02.08.2018

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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