Giovedì 22 Agosto 2019
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Comunicare Online (parte I): il graphic designer

 

 

La buona riuscita di un evento di musica elettronica dipende sempre da un corretto lavoro di squadra, qualunque sia il tuo budget, qualunque sia la tua venue e qualunque sia la tua guest. Dal promoter al buttafuori, dal resident dj al barman, basta un tassello difettoso e l’intero sistema può saltare. Per questo motivo, ogni buon organizzatore sa scegliere con cura il proprio team, senza lasciare al caso nessun membro dello staff e verificando le capacità di tutti, prima di entrare in azione. Si è parlato tanto ultimamente della costante ricerca di qualità in quella che è l’offerta musicale, che rimarrà sempre un punto fondamentale, e ultimamente abbiamo anche approfondito temi come la prevenzione di droghe, la gestione degli afflussi, la qualità dell’impianto musicale – sfortunatamente in circostanze piuttosto spiacevoli.

Parola d’ordine: promozione

Parliamo di promozione, l’aspetto più caldo quanto sottovalutato per la buona riuscita di un evento: una partita che nel 2016 si gioca al 90% online, sui social e sugli e-flyer. Quante volte avete scoperto di uno dei vostri artisti preferiti in città a poche ore da un evento? “Ah, se lo avessi saputo prima sarei andato…” e quante volte avete visto locandine scadenti per nulla accattivanti? Vi è mai capitato di leggere su Facebook il post di un evento scritto in Italiano sgrammaticato o con informazioni totalmente vaghe? E ancora: quante volte avete scritto a pagine di organizzazioni per capirci qualcosa su ticket e quant’altro senza avere risposte?

 

 

Comunicare Online 

Iniziamo dicendo una cosa: in Italia il settore della comunicazione è troppo spesso trascurato. Come si distingue una corretta comunicazione online da una fatta male? Questa è la prima, principale domanda che ci poniamo oggi in Comunicare Onlinela nostra nuova rubrica cartacea incentrata sul settore della comunicazione online degli eventi di musica elettronica, dal graphic designer al social media manager. Questa partirà dal numero di dicembre/gennaio e vedrà la partecipazione di alcuni dei migliori esponenti nazionali e internazionali delle professioni in questione. Nel prossimo numero troverete la nostra chiacchierata con Roberto Rosolin, graphic designer ed art director di Fabric.

 

Il graphic designer

Capitolo uno, il graphic designer: una figura professionale (ed artistica) sempre più richiesta nel settore eventistico della musica elettronica, dopo tanti anni in cui – almeno in Italia – è stato spesso trascurato. Il graphic designer è colui che cura la presentazione del vostro evento, ovvero l’impatto visivo iniziale tra il cliente e la line up. Il primo, fondamentale indizio sulla professionalità dello staff in questione. Non è solo una questione di presentazione dei nomi e distribuzione delle informazioni, ma anche di artisticità della locandina, creatività, pulizia, spazi, chiarezza. Quindi come si distingue una grafica fatta bene da una fatta male? A questa, ed altre inerenti domande, facciamo rispondere Gabriele Manecchi, graphic designer ufficiale per Minù, una delle realtà underground più interessanti nel panorama romano, che della cura della comunicazione online ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia (e i risultati si vedono).

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Ciao Gabriele. Partiamo dalla nostra domanda fondamentale: quando si consulta un evento nei social, come si distingue una grafica fatta bene da una fatta male?

Ciao, innanzi tutto grazie per aver creato questo spazio dedicato al graphic design. Riguardo la tua domanda, sicuramente la grafica di un evento social deve avere delle radici identificative molto solide. Mi spiego meglio: tutta l’immagine e le componenti grafiche che fanno da veste all’evento devono essere coordinate ed applicate con un criterio sempre riconoscibile e regolato da uno studio preventivo solido, in modo che l’immagine ed il mood rimangano sempre gli stessi qualsiasi sia l’uso che se ne fa. Poi altra cosa importante è l’impatto visivo, la sua capacità di “convertire” e di trasportare l’utente nel “mondo” che abbiamo creato.

“Less is more”. Un principio che nella musica è ancora molto forte, è così anche nel tuo ambito?

Assolutamente, l’opulenza porta ad un caos comunicativo, invece tutto deve essere essenziale e funzionale allo scopo. Spesso chi fa grafica teme gli spazi vuoti sul foglio, mentre sono proprio questi spazi muti che, se ben studiati, danno forza e carattere ad una grafica.

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La presentazione visiva di una locandina online che impatto ha nel convincimento del cliente? A mio parere è fondamentale. Per quanto prestigioso possa essere il nome offerto in console, quando vedo una grafica scarna, poco chiara, con una sbagliata organizzazione di spazi, tendo ad essere molto scettico. Per me è il principale indizio sulla professionalità di uno staff, perché è lo specchio della cura del dettaglio.

Hai ragione, è esattamente così. La grafica di una locandina online o cartacea è la “pelle” di un club, se si sbaglia in questa fase, che è la fase che ne rivela l’anima, allora si parte con il piede sbagliato. Come dicevo prima, una grafica fatta male può solo convertirsi in maniera negativa. I dettagli non sono mai solo dettagli.

Il graphic designer è un artista. Nelle immagini e nelle presentazioni si distingue quasi sempre il suo “tocco”, proprio come un musicista, o un pittore. Sei d’accordo con me? O il designer si adatta completamente a seconda della tipologia dell’evento?

Alcuni graphic designers sono anche artisti, altri lo sono quanto un bravissimo musicista che suona solo cover. Non puoi dire che non sappia suonare, ha una grande tecnica e un ottimo metodo ma usa queste sue peculiarità per accontentare delle richieste, delle scalette. Poi ci sono i progettisti poliedrici, la storia della grafica italiana vanta nomi illustri come Massimo Vignelli, Bruno Munari, Albe Steiner e mi fermo qui. Questi sono dei geni puri, altra categoria.

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Ti sei fatto un parere sulla situazione attuale della comunicazione “visiva” degli eventi italiani? Siamo messi bene o in generale c’è ancora molta incompetenza?

Io credo che ci sia un grande calderone di talenti e di poco talentuosi. Mi è capitato comunque di vedere bei progetti grafici, però nulla che mi catturi come ad esempio il lavoro splendido che faceva il Fabric di Londra. Il Fabric a livello di graphic design per club è il punto più alto, è anche riduttivo parlarne utilizzando la parola graphic design, le locandine sono pura espressione di arte contemporanea che incontra in modo sublime la progettazione grafica.

C’è una figura a cui ti ispiri quando disegni le tue grafiche: che so, un designer in particolare, o una realtà che si presenta molto bene…

Non ci sta un designer in particolare, prendo ispirazione da tutto quello che vedo e che mi circonda.

Quella del graphic designer è una figura professionale sempre più richiesta, insieme a quella del social media manager e del digital marketer. L’ho constatato avendo a che fare con vari addetti ai lavori un po’ in tutta Italia, ma in realtà basta cercare tra gli annunci online e si nota subito quante aziende ne cerchino uno con urgenza. Questa è la mia impressione, confermami tu se risponde alla realtà.

Penso che al graphic designer in Italia ancora non venga data la giusta importanza e questo lo trovo molto paradossale, forse ultimamente qualcosa sta cambiando ma il fatto è che oggi tutti sono graphic designer, tutti sono fotografi, tutti sono architetti e tutti sono artisti… allo stesso tempo! Prendiamo nuovamente l’esempio del Fabric che di fatto era un’azienda (è doloroso parlarne al passato), con un art director dedicato alla comunicazione ed un team di sviluppatori al seguito. Hanno puntato ed investito forte sull’immagine, hanno capito l’importanza di sapersi raccontare in maniera trasversale e con la direzione artistica di Roberto Rosolin, non a caso Italiano, hanno fatto centro. L’idea è quella di portare anche nei club italiani questo spirito, perché è vincente e funziona. Con Minù, la serata di punta del Circolo Degli Illuminati di Roma, vogliamo arrivare a questo risultato e ci stiamo lavorando anno dopo anno costruendo un team di creativi qualificati.

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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