Martedì 10 Dicembre 2019
Interviste

Conoscete i Delayers?

 

I Delayers sono un trio italiano, precisamente di San Marino, nati e cresciuti sotto il segno della musica elettronica nonostante la movida locale non sia mai stata troppo generosa. Un percorso iniziato nel 2011, tra amici, e che oggi a cinque anni di distanza sta portando importantissimi risultati. Un remix ufficiale da parte di Christian Marchi per iniziare col piede giusto, quindi una collaborazione con Tiësto, Nari & Milani, poi David Guetta. La parabola dei Delayers è decisamente ascendente, soprattutto ora che il loro EP ‘Let It Go/She Bad’ è out ed accompagnato da ottimi propositi. La prima sicuramente più leggera e radiofonica, la seconda una granata da dancefloor in perfetta linea future bass. Non è solo l’EP la novità: i tre sono ufficialmente entrati nella Nameless Records family, sublabel di Universal connessa all’omonimo festival tra le montagne di Barzio. Festival che – oltre ad aver rinnovato il prestigio dimostrato nelle edizioni precedenti – ha fatto da cornice alla nostra chiacchierata avvenuta poco dopo il loro dj set, nei camerini del backstage dove la frenesia del secondo giorno era a pieno regime.

 

 

Ciao ragazzi. Partiamo dall’inizio, come vi siete conosciuti?

Essendo San Marino una realtà molto piccola ci siamo conosciuti nell’unico locale della Repubblica dove Federico e Luca lavoravano come dj mentre John era il direttore artistico.

Ditemi del contesto di San Marino, in cui siete cresciuti non solo musicalmente. Come vi siete approcciati alla musica elettronica e al clubbing?
Con l’esperienza lavorativa nell’unico club, dopo la quale abbiamo deciso di dedicarci alla produzione. Abbiamo smanettato un po’ in studio abbozzando i primi suoni e melodie, dopodiché Riccardo Tesini di Virus T Studio ha sentito un nostro disco e deciso di supportarci in questo percorso.
Il vostro nuovo EP ‘Let It Go/She Bad’ è una bomba. 
Grazie mille! ‘Let It Go’ è nato quasi per gioco, come fosse una sfida con noi stessi per arrivare al livello radiofonico. A luce dei primi feedback possiamo dirci sicuramente orgogliosi! ‘She Bad’ invece riprende sfumature dance in cui abbiamo incentrato un po’ della nostra follia.
L’EP è out su Nameless/Universal. Eravate già parte della “Nameless family”?
No, in realtà è la nostra prima volta qui al festival e l’EP è la nostra prima uscita sull’omonima etichetta. In passato abbiamo suonato per un loro party a Lecco ma nulla più. Il contatto discografico è avvenuto semplicemente via mail, ad oggi non possiamo che essere soddisfatti!
Non male il festival, eh? 
Abbiamo sempre avuto grande fiducia in questo festival e grande ammirazione per le persone che lo hanno reso possibile negli anni. È la prima volta che prendiamo parte e sicuramente hanno superato le nostre aspettative, è stata un’esperienza unica.
Cambiamo discorso. In passato avete avuto a che fare con Tiësto. 
L esperienza con Tiesto è stata molto motivante. Ci siamo approcciati in seguito all’invio di una nostra demo ai Nari & Milani, che si sono interessati fin da subito. La demo è diventata una collaborazione, che abbiamo deciso di mandare a Musical Freedom, l’etichetta di Tiesto, il quale si è dimostrato altrettanto interessato al punto da voler inserire  il suo nome nel progetto, mettendoci del suo. Inutile dirti quello che abbiamo provato alla notizia!

 

C’è anche un remix ufficiale per David Guetta…
Esatto, nel 2013. Dopo aver suonato il nostro disco ‘In Da House’ per diverse settimane, ci ha contattati per commissionarci un remix ufficiale della sua ‘Play Hard’, possibilmente nello stile di ‘In Da House’. Una cosa che non ci saremmo mai aspettati.
Altre produzioni in cantiere al momento?
Abbiamo diversi lavori da terminare, secondo noi molto promettenti, motivo per cui speriamo di farveli sentire presto. Diversi singoli che si muovono in varie direzioni, sia pop che più dancefloor. Tra questi c’è un progetto con Benny Benassi e uno con i Merk&Kremont.
Che ve ne pare dei nuovi generi provenienti dagli USA e sempre più in voga anche in Europa? 
Potrebbero realmente diventare la nuova EDM, basti guardare quanto stanno prendendo piede in Italia: ne sono una prova i vari dj set del Nameless.
L’EDM “big room” come la conoscevamo sta davvero morendo o solo lasciando un po’ di posto?
I generi cambiano ogni anno, fanno giri assurdi e poi ritornano, sembra una frase fatta ma possiamo riscontrarlo a semplice visione delle chart. Staremo a vedere!
Cosa consigliate ai giovani produttori che vogliono farsi notare dalle major? 
Consigliamo di buttarsi, di fare quello che gli passa per la mente, produrre senza freni, non lasciarsi condizionare e seguire sempre e solo il proprio sound.
E davvero così difficile trovare un posto nello scenario discografico italiano che “non valorizzerebbe il talento dei giovani” o è solo una scusa? 
Sicuramente non è cosa facile, ma nemmeno impossibile. Talento e tanto lavoro quotidiano sono il connubio perfetto per far conoscere la propria musica.
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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Penna di DJ Mag dal 2013, redattore e social media strategist di m2o dal 2019.

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