Domenica 07 Marzo 2021
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Consigli per lo streaming parte seconda

Rimanere in casa e farsi una cultura con i documentari dedicati alla musica elettronica. I nostri suggerimenti

Dopo i dj set e altri suggerimenti, il nostro viaggio per affrontare con lo streaming la quarantena da Coronavirus prosegue con una selezione di dieci tra documentari e film dedicati alla musica elettronica. La library disponibile in rete è infinita, quasi impossibile orientarsi tra le varie piattaforme streaming quali Netflix, Sky Go, Amazon Prime, Now Tv e tanto altro ancora, per tacere dell’offerta illimitata su YouTube. La nostra non è una classifica basata sul merito, non un best of, ma un’ottima base di partenza per poi trovare link, riferimenti, spunti per conoscere meglio la musica che tanto amiamo e che torneremo a sentire e a ballare tutti insieme prima possibile.

808  (2015,  iTunes) – La drum machine che più di tante altre ha cambiato la storia della musica, con oltre 50 testimonianze di musicisti, cantanti, dj, produttori. Qualche nome? Afrika Bambataa, Bestie Boys, Diplo, Fatboy Slim, Goldie e Richie Hawtin.

 

Armin van Buuren: this was intense (2015, Google Play) – Il tour mondiale dell’iconico dj olandese con una serie di dietro le quinte non così scontate e la descrizione anche nei minimi dettagli di che cosa sia la vita di un top dj. Sempre affrontata con il sorriso e tanta determinazione.

 

Beat (2018, Amazon Prime) – Serie tv, nella quale il promoter berlinese Robert Beat Schlag diventa un agente segreto; la doppia vita di chi si divide tra organizzare eventi e deve conoscere molto da vicino criminalità e microcriminalità.

 

Berlin Calling (2008, Netflix). Un vero e proprio film di culto, e mai come in questo caso la definizione non suona retorica: merito della sceneggiatura, della colonna sonora, dell’interpretazione di Paul Kalkbrenner, delle sue magliette di calcio vintage, di tutto quanto.

 

Encountering Burning Man (2018, YouTube). Unico, incredibile, indescrivibile: Burning Man non è soltanto un festival, non è mai nato come tale, è un’esperienza in grado di stravolgere tutto e tutti. Questo documentario ne coglie l’essenza come pochi altri.

 

Fyre, Il Festival Della Truffa (2019, Netflix e Sky). Come un festival che si presentava come il più glamour di sempre si sia in realtà trasformato in una truffa colossale. Con il principale “protagonista” di questa vicenda surreale che racconta il suo punto di vista.

 

Steve Aoki: I’ll sleep when I’m dead (2015, Netflix). Steve Aoki non è soltanto il dj che lancia torte durante i suoi set, ma un artista e un imprenditore di altissimo livello. Per quei pochi che si ostinano a non capirlo, niente di meglio di questo documentario.

 

This was Tomorrow (2015, Netflix). Per celebrare al meglio il suo decimo anniversario, Tomorrowland ha realizzato un documentario nel quale si vive il meglio delle sue dieci edizioni, con contributi tra gli altri di Afrojack, David Guetta, Steve Angello.

 

What we started (2017, Netflix). L’opera che forse racconta meglio di tutti la nascita e la crescita inarrestabile della musica elettronica, mostrando in parallelo le vite di Carl Cox e di Martin Garrix. Si parte dalle disco anni settanta per arrivare ai giorni nostri.

 

We call it techno! (2017, YouTube). La piattaforma tedesca Telekom Electronic Beats è un autentico gioiello, con una serie di contenuti con i quali perdersi per ore ed ore. Un esempio su tutti? Il documentario che racconta la techno dal 1988 al 1994.

 

 

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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