Giovedì 13 Agosto 2020
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Coronavirus: i disagi del clubbing in Asia

L'emergenza sanitaria globale intorno al Coronavirus sta provocando conseguenze critiche ad una economia interconnessa. Il mondo del clubbing non è esente da questo discorso

In queste settimane il trending topic che sta dominando ogni tipo di conversazione è il virus COVID-19, noto ai più come Coronavirus. Un fenomeno che sta provocando emergenze sanitarie in diversi Paesi e che sta decretando conseguenze gravi anche dal punto di vista economico. Un ambito delicato come quello del clubbing e della produzione di grandi eventi quali festival e rassegne non è ovviamente esente da queste dinamiche. Mentre cerchiamo di fare il punto della situazione in Italia, tra provvedimenti precauzionali e ordinanze della pubblica amministrazione, emergono dettagli rilevanti sullo stato delle cose nel mercato asiatico, indubbiamente il più colpito in questa prima fase. L’Organizzazione Sanitaria Asiatica, in accordo con la Organizzazione Mondiale della Sanità, ha in un primo momento consigliato la cancellazione o il rinvio di eventi con grande afflusso di persone, per poi sancire una vera e propria ordinanza in tal senso.

 

Cina, Vietnam e Singapore al momento risultato essere i mercati maggiormente colpiti. Il celebre TAG, acronimo di ‘To Another Galaxy’, storica venue del clubbing cinese ha chiuso le proprie porte a tempo indeterminato attendendo chiarimenti e sviluppi della situazione in corso. Nick Hoppner, Rolando e Konstantin sono solo alcuni degli artisti che hanno dovuto rinunciare alle loro performance già programmate da tempo. Stessa sorte è toccata al Loopy che ha dovuto annullare tutti gli eventi previsti per i mesi di febbraio e marzo. Yifei Shu, manager del locale, ha offerto massima collaborazione alle autorità locali augurandosi che siano previsti sgravi fiscali ed agevolazioni a supporto delle attività di questo settore in un momento così critico per la sopravvivenza dei club.

 

Lo staff di Sónar Hong Kong, spin off del celebre festival spagnolo, ha dovuto posticipare gli eventi previsti a fine marzo a data da destinarsi e le pratiche di rimborso sono state ufficialmente avviate attraverso l’apposito form presente sul sito della rassegna. Gilles Peterson, icona del clubbing inglese, dj e selector di fama mondiale, ha dovuto cancellare il proprio tour nel continente con date previste a Singapore, Kuala Lumpur e Hong Kong. Scelta condivisa anche dal rapper britannico Stormzy, anch’egli coinvolto in un tour asiatico previsto per la fine di febbraio. La Blackout Agency, referente per artisti del calibro di John Talabot, si è vista costretta ad impedire trasferte dei propri assistiti a causa dell’incertezza creatasi attorno a questa situazione. Zach Kim, fondatore della booking agency, ha inoltre dichiarato in una nota ufficiale che molti sponsor partecipi di queste produzioni hanno annullato i loro contratti in via precauzionale.

 

Come in ogni momento critico non mancano però soluzioni curiose e forse provocatorie. Club ALL, istituzione della nightlife di Shangai, ha infatti prodotto una clubnight virtuale invitando i clienti affezionati ad inviare le loro foto a casa intenti a partecipare all’evento mediatico, sfruttando l’occasione per promuovere i set e le performance di artisti locali e dei propri resident. In uno scenario così confuso resta un diffuso ottimismo grazie al costante aumento dei casi di guarigione. Una cifra che in questo momento si attesta attorno ai 23.000 pazienti. Tuttavia, analogamente alla situazione italiana, l’augurio è quello di una gestione oculata dell’emergenza anche a supporto delle piccole realtà imprenditoriali che rischiano di essere spazzate via da un caso globale così pervasivo, improvviso e per certi aspetti imprevedibile.

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