Sabato 17 Agosto 2019
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Cos’è stato il Low End Theory di Los Angeles?

La storia di una delle clubnight più importanti negli USA e non solo.

Correva l’anno 2006 quando Daddy Kev, Dj Nobody e D Styles presentarono allo staff del club The Airliner di Los Angeles l’idea di un nuovo party. Si sarebbe svolto inizialmente una volta al mese di mercoledì, proprio nella cornice del The Airliner, locale nel quartiere di North Broadway. I tre avevano avvertito i sentori di un forte fermento musicale in un momento storico in cui qualcosa di nuovo e fresco stava per esplodere. La dubstep, l’hip hop e il rap conscious, la resurrezione del wonky, l’eredità di J Dilla e una nuova generazione d’oro del jazz. Il concept del party, che prese il nome di Low End Theory (A Tribe Called Quest ringraziano n.d.r), sarebbe andato ad indagare questi fenomeni, ad esporli al proprio pubblico e ad ibridarli, tavolta inaspettatamente. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: dieci anni ininterrotti di onorato servizio non più con cadenza mensile, bensì settimanale, in un periodo dove la continuità è un problema per la maggior parte dei club. Figuriamoci di mercoledì. Figuriamoci con la suddetta scelta stilistica.

Come però la vita insegna, tutte le cose belle hanno una fine, il naturale termine di un percorso in questo caso lungo una decade. I fondatori del celebre party losangelino infatti hanno dichiarato che dopo gli ultimi dieci eventi programmati Low End Theory cesserà di esistere definitivamente. Non ci sarà un cambio di location, non ci sarà un format analogo, ci sarà semplicemente la chiusura di un evento che ha fatto e detto tanto ma che forse per i suoi creatori ha esaurito gli argomenti.

Ma cos’è stato davvero Low End Theory e perché oggi ne parliamo in questi termini?

Il Low End Theory è stato quel party in cui Daddy Kev, Dj Nobody e D Styles hanno scovato resident dj quali Kutmah, Gaslamp Killer, Mono/Poly e Daedelus, un roster che farebbe invidia a qualsiasi festival. Ma è stato anche l’evento in cui Shigeto ha iniziato ad approcciarsi al vinile prima di sviluppare la sua attitudine live divenendo uno degli act più interessanti degli ultimi anni. Sono state le mura che hanno ospitato Thundercat quando ancora era considerato un dignitoso turnista e non un musicista prodigio. E’ stato il soundsystem che ha spinto le basse di Tokimonsta, Nosaj Thing e Shlomo. Il dancefloor che ha ospitato Hudson Mohawke, Mr. Oizo, Addison Groove, Samiyam, Machinedrum e Kode 9 in tempi non sospetti.

Il Low End Theory è stato il momento in cui il giovane Flying Lotus ha incontrato Thom Yorke dei Radiohead. Quattro pareti attorno alle quali i due si sono conosciuti e da cui è nato un sodalizio importante per la carriera di FlyLo, per l’ispirazione di Yorke e per lo sviluppo di tutto un filone musicale che la celebre label Warp non si è lasciata sfuggire. In sostanza se oggi Los Angeles è un prolifico hub in cui artisti di diverse estrazioni stanno abbattendo le divisioni di genere lo si deve anche a questa club night.

Il Low End Theory è morto, evviva il Low End Theory!

 

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20.07.2018

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