Sabato 04 Dicembre 2021
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Cosmo ha ragione: siamo stufi marci di avere paura. E al suo concerto siamo rinati

Un clamoroso successo all'Alcatraz per il Blitz del cantante-raver, una serata catartica, un'emozione forte, tre ore di show tutte da ballare, cantare, vivere. Per davvero

Foto: Francesco Prandoni

“Sono stufo della paura! Sono stufo marcio di avere paura!”. A un certo punto del suo concerto, del suo Blitz milanese (così è stata battezzata la serata, un unicum che rappresenta l’anteprima di una serie di date nel 2022, tra cui quelle a Bologna annunciate per lo scorso ottobre, e poi purtroppo saltate per quei nodi burocratici che hanno tenuto sospesa fino all’ultimo la possibilità di poter dare luogo a quei concerti, ma su questi ci torniamo su più avanti), Cosmo si rivolge così a tutti noi. E dà voce al pensiero che, credo, tutti noi abbiamo elaborato. Ieri sera ma già da qualche tempo. Siamo stufi marci di avere paura, siamo stati prudenti (molto, considerando come stanno andando le cose nel resto del mondo occidentale e considerando la violenza con cui il Covid aveva colpito l’Italia nella sua prima fase di diffusione), siamo stati responsabili (e chi non lo è stato è messo ai margini, com’è giusto che sia, a livello sociale “macro” e anche nel nostro piccolo mondo di club ed eventi), siamo stati pazienti. Adesso che ci sono le misure e la relativa serenità di poter fare qualcosa di bello, di ricominicare a vivere, ecco, è ora di superare la paura, di sfidarla, di ballarle e di cantarle in faccia. E Cosmo tutto questo ci ha invitato a farlo prima con il suo album ‘La Terza Estste Dell’Amore’ uscito la scorsa primavera, un album che invece di replicare la formula – fortunatissima – di ‘Cosmotronic’ si è preso delle gran belle libertà, con episodi fantastici (‘La Cattedrale’, ‘Gundala’ per citarne un paio) ed altri efficaci ma forse un po’ a trazione d’inerzia (‘La Musica Illegale’ è un inno ma ci riporta, appunto, a un Cosmo già sentito). E poi con la voglia di metterci la faccia in un discorso politico, in un tentativo di dialogo con le istituzioni, con i concerti (mancati, per ora, di Bologna) e con altre sortite, social e non, in cui ha spesso dichiarato che forse era il momento di lasciarci alle spalle il tempo della paura e di tentare di riabbracciare quegli aspetti della vita che ci fanno stare bene.

 

Tutto questo preambolo per dire che il concerto, anzi, il Blitz, di Cosmo all’Alcatraz di Milano non solo è stato un successo incredibile di pubblico, ma anche e soprattutto un momento di catarsi, di rigenerazione, di riappropriazione di spazi fisici e mentali, ma soprattutto emotivi, che ci ha dato una botta di adrenalina e di emozione fortissime. La fila per l’ingresso faceva letteralmente il giro dell’isolato, di tutto l’isolato dell’Alcatraz, che non è esattamente una palazzina minuscola. I controlli ci sono stati, e sono stati rigidi e seri: temperatura, green pass, documento d’identità per evitare pass falsi o “prestati”. Flusso e deflusso gestiti con criterio. Dentro, una marea di gente da far impressione. Tantissima. Bellissima. Gioiosa. E in larga parte, in modo del tutto volontario, con la mascherina sul viso per buona parte del tempo (giusto per ribadire che sì, siamo dei matti ma prudenti, seri, coscienziosi). Il primo impatto è stato un incredibile senso di elettricità che non provavo da tanto, troppo tempo. Poco dopo, su ‘Quando Ho Incontrato Te’, a vedere e sentire tutte quelle voci, più di tremila voci, cantare in coro, all’unisono, farsi una sola voce, mi sono commosso. È stato un rito collettivo, una rinascita sociale. La sensazione era quella di andare per la prima volta a un concerto, come quando si è ragazzi, e si vivono per la prima volta davvero, dal vivo, quelle dinamiche che nel tempo diventano così famigliari da non prestarci quasi più caso. Ecco, riviverle dopo quasi due anni è una sensazione fortissima.

Ma il concerto? Era bello solo perché ha rappresentato un momento importante oppure è stato davvero un bel concerto? È stato un grande concerto. Cosmo ci aveva abituato bene, avevamo tessuto le lodi della sua data al Forum qualche tempo fa e ancora constatiamo quanto sia un artista a fuoco, in costante crescita, con la voglia di lavorare bene ai suoi spettacoli e dare il massimo a tutti noi che lo andiamo a sentire, e darsi al massimo. Tre ore di show, senza pause, non sono uno scherzo. E considerando che comunque è un live molto – tutto o quasi – da ballare, con i pezzi talvolta mixati l’uno nell’altro, andava gestito con molta cura. Gli arrangiamenti sono sorprendenti, anche i classici recenti sono spesso rielaborati con suoni differenti, soluzioni ritmiche nuove, con dei refresh che non li snaturano ma ce li fanno vivere in maniera accattivante, tra acid, breaks, beat che strizzano ancora di più l’occhio ai suoni rave UK ’90 ma anche alle italianate slow tipo lento violento. Più che in zona Chemical Brothers, siamo dalle parti degli Underworld, per capirci. Formazione di cinque elementi, Cosmo che canta, balla, intrattiene, una scenografia e un light design giustissimi, non eccessivamente elaborati ma nemmeno poveri, un equilibrio tra rave, festa tra amici (ma curata) e club. Idem per gli outfit, meno elaborati della data del Forum ma esattamente inseriti nell’immaignario visivo di Cosmo, tra acetati, smile e t-shirt psichedeliche. In mezzo al ballo, lagune di pace date dalle parti lente, ambient del concerto. Diciamolo serenamente: la moda del ritorno dell’ambient, la voglia di chill out tra le tempste di beat, è cosa buona e giusta, e Cosmo le sa gestire alla grande perché è qualcosa che gli appartiene fortemente.

 

Infatti, il pubblico ha ballato cantato sudato goduto. Tanto. Le hit sono momenti da stadio: ‘Quando Ho Incontrato Te’, ‘Turbo’, L’Amore’, ‘L’Ultima Festa’, ‘Sei La Mia Città’. Ora, si guarda avanti: le date di Bologna saranno recuperate il prossimo aprile, e saranno un format ancora più particolare e personale: delle vere e proprire giornate simili a un festival. E d’altronde, questo tipo di personalizzazione sembra essere destinato a un certo successo, e chissà che non sia l’idea giusta per evolvere i concerti e l’intratteniment post-covid: il Jova Beach Party ne è un esempio vincente. Questa idea di Cosmo, su altra scala, lo sarà certamente. Salmo ha già dimostrato la voglia di buttarsi in concept simili, con dj set e altre trovate. È un discorso molto interessante e che avremo modo di approfondire. Intanto, godiamoci la gioia di essere tornati a godere, a vivere la musica, a a stare insieme. Che è tantissimo. E grazie Cosmo, mattatore matto, joker psichedelico, raver con il microfono in mano. Rubo la considerazione di Valeria, un’amica di Facebook, che trovo perfetta per chiudere e riassumere tutto: “Cosmo vi può piacere come no, ma ha un pregio che hanno in pochi: lui riesce a stare sul palco ma anche sotto il palco contemporaneamente. È una questione di prospettiva, di attitudine e di libertà, quella vera, che non ostenta nulla. Profilo basso, spessore immenso”.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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