• LUNEDì 30 GENNAIO 2023
Interviste

DADA’ racconta: il pop, la dance, Napoli, X-Factor e molto altro

Ackeejuice Rockers, Big Fish, Retrohandz tra i producer di questa cantante che ama il pop ma flirta con la dance, utilizza la lingua napoletana e ha conquistato X-factor

Fresca di una partecipazione a X-Factor in cui si è fatta notare da molti, e con una manciata di release alle spalle che l’hanno messa sotto i riflettori, sia per lo stile eclettico ma in qualche modo sempre molto vicino ai suoni da club, sia per le preziose collaborazioni con producer quali Big Fish e Ackeejuice Rockers, DADA’ è da poco uscita con la nuova canzone ‘Mammamà’, ulteriore prova di uno stile dove il pop flirta con l’elettronica e con la musica da ballare.

Tutte ottime ragioni per raggiungerla e intervistarla in un momento della sua carriera che la vede spiccare il volo.

 

Non possiamo che partire da X-Factor, visto che è un’avventura sicuramente interessante e direi importante per come ti ha messo in luce. Come ci sei arrivata e come è stato partecipare?
È capitata per caso, non avevo mai considerato la possibilità del talent, ma solo perchè quando li vedevo in TV cambiavo stanza, mi mettevano tensione. Per gioco i miei amici mi hanno spronata a iscrivermi e all’inizio ero refrattaria, poi invece ho deciso di accettare questa sfida, nonostante un progetto in lingua napoletana come il mio poteva essere poco adeguato per un programma come questo. Invece pubblico giudici si sono entusiasmati audizione dopo audizione. Per me è stato un anno particolare e l’esperienza è arrivata al momento giusto. Ero la più calma, sorridevo a tutti e confortavo tutti, mi sono sorpresa di me stessa. Anche se l’ambiente era ovviamente tanto competitivo e questo è un elemento che non mi appartiene.

Da XF sei uscita a testa alta e da poco hai lanciato ‘Mammamà, un nuovo pezzo: cosa ti aspetti?
Sicuramente X-Factor ha ampliato la visione della musica e di questo lavoro. Ti confesso che avevo paura di Fedez, pensavo di non piacere a un artista del genere, invece è lui che mi ha voluto fortemente nel cast e mi ha dato più libertà. Quindi ha ribaltato alcune mie convinzioni e ne ha rafforzate altre, per farti un esempio di come un programma del genere possa far maturare una giovane cantante che pensa di avere diverse certezze e si scontra poi con una realtà delle cose molto più complessa e sfaccettata. ‘Mammamà’ è il singolo che pensavo di presentare alla quarta puntata, poi non ci sono arrivata ma la canzone era pronta e quindi siamo usciti subito. Non ho mai enormi aspettative, lascio andare i brani ma spero sempre che a livello emotivo arrivino a più persone possibile. Sono molto contenta.

‘Mammamà’ è prodotta dai Retrohandz, ci avevi mai lavorato?
Faccio parte della scuderia di Big Fish, gli ho scritto su Instagram e dopo pochi minuti mi ha chiamata entusiasta e così abbiamo iniziato a lavorare insieme. Anche qui, il mondo della musica, quello vero, mi ha stupita. Fish è un produttore come non ne ho mai incontrati, mi ha messo davanti alla mia vera natura, mi ha spronata, mi ha fatto fare un salto quantico. E mi ha presentato i Retrohandz, duo di producer che da anni orbitano intorno alle produzioni dei suoi artisti, con cui pensava ci fosse un feeling particolare. E c’è stato, aveva ragione. Mi serviva qualcosa che “pettinasse” la mia idea, da sola non ci sarei arrivata, e i Retrohandz hanno saputo esattamente come farlo.

 

C’è tanta dance nei tuoi brani, perché?
Io vengo dalla classica, volevo fare la concertista, ho studiato chitarra classica, poi sono passata al folk, Joni Mitchell, Capossela… però ho sempre amato la disco, la musica da ballare degli anni ’70, e sentivo che mi mancava qualcosa in ciò che facevo. Così durante il periodo dei lockdown mi sono guardata dentro e ho cercato di fare una sintesi di quello che sono e che amo, io mi sento “world music” per le tante influenze che porto nel mio sound.

Quanto ti interessa la musica e la scena dei club?
X-Factor è stata la prima esperienza in cui ho dovuto combaciare con la musica che stavo facendo, perchè un conto è lavorare in studio e un altro è doverlo fare dal vivo, con il corpo. La scorsa estate sono stata sul palco al Jova Beach Party ed è stato come dover mettermi a nudo, perché io pensavo di stare in consolle con gli Ackeejuice Rockers, ma invece loro mi hanno letteralmente spinta davanti, come frontwoman, a cantare i miei brani, di cui anche qualche pezzo prodoto insieme a loro. E quindi a dover utilizzare il corpo, muovermi, ballare, essere il centro dell’attenzione. Questo mi ha dato una bella scossa. Del mondo club mi interessano le sonorità viscerali, quelle che ti prendono dallo stomaco e ti arrivano a tutto il resto. Da piccolina ho abusato di volumi notevoli come ascoltatrice e insomma, in qualche modo il club è parte di me. E poi amo il teatro, Eduardo De Filippo, e questo fattore combacia con il clubbing e con la sua profonda visione del corpo come strumento di ballo e performativo.

 

“È un brano arcobaleno, fatto di mille propositi e con una scala interpretativa infinita: fermati sul gradino emotivo/colore che preferisci e fallo tuo!!”. È la caption che hai scritto su Instagram per presentare ‘Mammamà’. Che significa?
Quello che mi piace della musica e della mia musica è che per ogni ascoltare il pezzo suona diverso, nelle pareti dell’anima dell’ascoltatore la canzone risuonerà in maniera diversa. I principi poetici della musica sono la libertà e la possibilità identitaria. Amo i colori, esteticamente gli opposti, i mash up, c’è gente che mi paragona a roisin Murphy e altri agli U2, tutto questo mi elettrizza, mi fa sentire viva, dinamica, in movimento, anche solo per come sono appunto percepita e vissuta da chi mi ascolta.

Immagino che dopo un anno come questo, in cui molte cose per te hanno preso una buona piega, il tuo 2023 sarà un anno importante. Cosa bolle in pentola?
Non vedo l’ora di sguinzagliare tutti i miei inediti, e una cosa che non vedo l’ora di mettere in campo sono i live, comincerò con alcune date a Napoli che per me è un banco di prova importante, perchè Napoli vive di grandi miti ed essere accettata è difficile. E poi tanto altro, in giro per l’Italia.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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