Domenica 15 Dicembre 2019
Clubbing, News

Danny Daze: “Non sono il ragazzo che fa deep house”.

Danny Daze è uno dei più giovani talenti all’interno dell’incredibile famiglia artistica di Maceo Plex. La sua carriera è iniziata molto presto grazie ad una forte influenza dell’italo disco che è stata una componente fondamentale del suo background come producer. Dopo anni di pratica il suo talento è stato finalmente notato, e Danny ha iniziato a viaggiare in tutto il mondo esibendosi nei migliori eventi, club e festival. Non ama parlare molto di sé e questo atteggiamento molto umile è sempre stato apprezzato dai suoi colleghi. Abbiamo avuto il piacere di parlare con lui scoprendo alcune indiscrezioni sui suoi prossimi progetti.

Ciao Danny, per prima cosa voglio ringraziarti per l’intervista. Iniziamo parlando del termine di questa stagione estiva. Stai vivendo un tour molto intenso e stai preparando la tua prima data al Panorama Bar a settembre. Ci dobbiamo aspettare qualcosa di speciale?

Grazie a te per l’intervista. Il Panorama per me è un posto speciale, ci sono stato così tante volte che suonarci con gli amici della Kompakt sarà veramente emozionante. In questi giorni poi sto viaggaidno un sacco con i treni e 200 dischi comprati e portati da Miami, in questo momento la schiena infatti non mi ringrazia, però ho comprato un sacco di italo disco che spero di poter suonare nelle prossime serate.

Recentemente è uscito il tuo ultimo EP “Flange”, cosa ci puoi raccontare di questa release?

Questa release è un po’ folle. Tutte le mie produzioni suonano diversamente da un EP all’altro. Ho mostrato questo a Eric (Maceo Plex, nda) e lui lo ha subito voluto per la sua label. “Flange” è una traccia percussiva mentre il B Side “Ritmo” è più tranquillo. Abbiamo anche deciso che rilasceremo una versione “7am Dub” gratuita su Beatport.

Sei famoso anche per i tuoi lunghi back 2 back con Maceo Plex. Come riuscite a trovare la giusta alchimia in queste performance?

Non credo che ci sia un segreto ad essere onesti. L’alchimia è qualcosa che non può essere insegnato, ce l’hai o non ce l’hai. Fortunatamente con Maceo, proveniendo entrambi dallo stesso background musicale, c’è e rende i nostri set omogenei. Non parliamo mai di cosa suoneremo, arriviamo all’evento, ci fidiamo l’uno dell’altro e sembra funzionare.

Il tuo stile ha attraversato fasi diverse durante questi anni, puoi descriverci questo percorso artistico?

In realtà non credo che il mio stile sia cambiato. Faccio tutti i tipi di musica. Cosa credo sia cambiato davvero è la percezione che ha la gente di me. Tanti hanno pensato che io fossi il ragazzo che fa solo deep house, ma tutti i miei EP hanno sonorità differenti. Per i dj set vale lo stesso discorso, dalla techno alla italo disco con in mezzo un disco di 8 minuti senza cassa. L’unica cosa che rimane sempre la stessa è l’approccio ai suoni da utilizzare, al sequencing e a tutto ciò che mi ricorda i lavori di metà anni ’90. Le mie produzioni sono differenti semplicemente perché ho molte idee.

C’è in cantiere un nuovo progetto nella tua carriera con il lancio di una nuova etichetta. Ci sveli qualche anticipazione?

Ho lavorato con la mia vecchia label circa dieci anni fa. Ho mantenuto i contatti e le connessioni necessarie per un discorso di questo tipo ed ora sono pronto per ripartire con una nuova etichetta. Molti artisti che ho scelto per partecipare a questo progetto mi stanno inviando tracce techno e downtempo, nel frattempo non svelerò il nome del progetto. L’obiettivo dell’etichetta non è quello di sfornare grandi hit e tormentoni ma credo che questo si capirà subito. Nel frattempo posso dirti che ci saranno lavori di Drvg Cvltvre, Barker & Baumecker, 214, Erika, Luke Eargoggle, IST, Dj Godfather, Translucent, Deroboter e molti altri. Tanti altri in realtà ma questa lista è già troppo lunga per i lettori (ride n.d.r)

Come selezioni il materiale per le tue performance o per i tuoi progetti?

Molto semplice, la musica che scelgo deve essere musica che suonerei o che ascolterei in macchina. La label non avrà solo musica dedicata al dancefloor. Quando mi arrivano le demo le ascolto sempre pensando a come suonerebbero in un film, in macchina o nell’ascensore.

In questo momento c’è un artista con cui vorresti assolutamente collaborare?

Uno sopra tutti, il cantante Jose Gonzales che mi piacerebbe partecipasse al mio prossimo album essendo una delle migliori voci che ho mai sentito. Poi mi piacerebbe entrare in studio con Arthur Baker che ha prodotto alcuni dei migliori classici della electro di sempre.

Molti artisti soffrono la vita in tour, tu come la affronti e come risolvi eventuali problemi?

Penso che sia perché non mi drogo e questa è una delle ragioni per cui posso affrontare le difficoltà di questa vita. La parte più difficile tuttavia è viaggiare. Ammetto che ho bisogno di una lunga vacanza e credo che la farò ad ottobre, standomene a Berlino e lavorando sul mio nuovo album.

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