Sabato 15 Maggio 2021
Interviste

Get-Far e Danny Trexin: l’unione fa la forza

Un talento emergente e un veterano della scena insieme per un pezzo che profuma di hit

L’emergente e il veterano. Due sguardi contemporanei che si incrociano sulla stessa prospettiva. E danno vita a una collaborazione davvero riuscita. Così è successo tra Danny Trexin, giovane producer dallo spirito molto fresco ma già decisamente maturo e dalle idee molto chiare, e Get-Far, il mitico Mario Fargetta, un nome che da queste parti non ha certo bisogno di presentazioni: 25 anni di successi discografici, più di 30 in radio e in giro per i club italiani e di tutto il mondo.

La loro ‘Underwater’ si proietta con forza sulla mappa di quele che potrebbero essere le hit della prossima primavera e fino all’estate, anche grazie alle voci di Jaime Deraz e di Bad Boyfriend. Abbiamo raggiunto i due producer per farci raccontare come nasce la loro collaborazione.

 

Ascoltando ‘Underwater’ sembra di percepire molto affiatamento tra di voi, nelle atmosfere, nel mood, in uno spirito dance che guarda al pop. Come è nato il progetto di questo brano insieme?
Danny Trexin: Avevo questa bozza finita già all’inizio dello scorso ottobre e l’ho subito girata alla mia discografica e abbiamo pensato a Fargetta: avevo già lavorato a un suo remix e mi elettrizzava l’idea di produrre qualcosa con lui, sia perché il suo feedback sul remix era stato lusinghiero, sia perché è un gigante della dance da molti anni, è un mito. Ci abbiamo lavorato da remoto, la demo era finita a gennaio e poi si è trattato di dare una rifinitura alla canzone.
Get-Far: È stata una bella sorpresa per me, il suo remix mi piaceva e mi ha fatto molto piacere la sua proposta, ho sentito il pezzo e ho pensato subito che fosse forte. Così l’abbiamo portato avanti. Per me quando si intavola una collaborazione dev’esserci una premessa tacita, si parte cioè sempre da rispetto e stima reciproci, e ovviamente da un’idea forte.

Come vi siete trovati in studio?
G: Non ci siamo mai trovati! Nel senso che non ci siamo mai visti di persona, ad oggi! Purtroppo è dovuto alla situazione di pandemia, come puoi immaginare.
D: Sì, purtroppo le cause di forza maggiore dell’ultimo anno ce l’hanno impedito, perché sono di Milano anch’io e quindi saremmo comodissimi, ma purtroppo abbiamo dovuto gestire tutto dai nostri rispettivi studi.

Come avete contattato Jaime Deraz e Bad Boyfriend, i cantanti di ‘Underwater’?
D: Io conoscevo Jiame da un’altra collaborazione e mi aveva inviato lei una demo della linea vocale di ‘Underwater’ sulla quale poi ho lavorato con Mario costruendoci intorno il brano. E anche Bad Boyfriend era già lì, perché c’è un rapporto di collaborazione anche lui e Jamie. Tutto si è incastrato molto rapidamente e in modo armonioso, è andata alla grande.

 

“Oggi le chiavi per il successo sono tante:

un singolo può girare in Rete, diventare virale, essere supportato da qualcuno di molto famoso, ma lavorare sodo con la testa giusta mette al riparo

dai miraggi del successo facile ed effimero”

 

Domanda per Danny: come si può emergere, come si diventa rilevanti a 20 anni nell’affollatissimo mondo dei producer di oggi?
D: Cercando sempre di essere originali in ciò che si fa e cercando di creare un proprio stile, con la musica ma anche con l’immagine, e guardando sempre a un obiettivo più grande, puntando più in alto, lavorando tanto e credendoci sempre. Oggi le chiavi per il successo sono tante, un singolo può girare in Rete, diventare virale, essere supportato da qualcuno di molto famoso, ma lavorare sodo con la testa giusta mette al riparo dai miraggi del successo facile ed effimero, perché puoi avere la botta di forutna e il volano dei social o del pezzo virale, ma poi devi dimostrare che non è stato un caso.

Domanda speculare per Get-Far: come si resta rilevanti in un mondo veloce come quello della musica, ancor più nella dance?
G: Credo di essere un ragazzo fortunato, perché la radio è un pezzo importante della mia vita che mi ha dato sempre tanta rilevanza e tutt’oggi mi tiene in contatto con gli ascoltatori, cosa che io trovo fondamentale per capire cosa piace alle persone. Oggi i social aiutano il rapporto con il pubblico, e va sviluppato quel rapporto. A livello personale poi penso di avere un carattere che per indole mi porta a socializzare e a mantenere dei buoni rapporti, cordiali, con tutti. Nel tempo capisci anche che essere educato e gentile è doveroso, l’educazione è una grande qualità. Per quanto riguarda le produzioni, ognuno di noi ha una dote e io mi sento di avere questa. Oggi più che andare in discoteca e mixare si tratta di andare in studio e produrre con il proprio stile. Da anni lo faccio e non smetto mai: idee, sample, studio, quest’anno ho pubblicato tre produzioni e due remix, non bisogna mai fermarsi, ma non lo faccio per forza, lo faccio perché è il mio lavoro.

Avete detto che non vi siete incontrati a causa del Covid: Mario, proprsio sui social hai documentato delle brutte settimane a casa con il virus, com’è stato?
G: Mah… è stato pesante più da un punto di vista psicologico che fisico. A parte febbre e dolori vari, non sono stato male per fortuna, dopo una settimana ero quasi guarito, certo spossato e stanco ma nulla di grave. Però vedere questi test continuamente positivi al virus, non potere vedere i miei figli, non potere vedere nessuno, non andare in radio, è stato duro. Per fortuna ora sono guarito e ho ricominciato a vivere. È una rinascita.

Danny, tu hai avuto problemi di Covid o sei sempre stato ok?
D: Io sto bene, grazie. Mai avuto nulla e spero di non avere niente ancora a lungo!

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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