Martedì 18 Giugno 2019
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I Dasko sono l’Italia elettronica che guarda al pop. In anteprima su DJ Mag

'Dreaming Out Loud' è il nuovo singolo degli italiani Dasko, duo da tenere assolutamente d'occhio

Giovani, italiani, con delle belle realtà che credono in loro come Doner Music di Big Fish e la virtuosa etichetta indipendente Do It Yourself. Sono i Dasko, duo formato da Frankie e Dave. Lo scorso 19 gennaio è uscito il nuovo singolo  ‘Dreaming Out Loud‘, con la voce di Stephano Prunebelli. Una canzone che parla del tempo utilizzato per inseguire i sogni che abbiamo nel cassetto, esattamente ciò che i Dasko stanno facendo, dando vita alla loro passione e a ciò che sanno fare.

In anteprima assoluta su DJ Mag Italia, il videoclip ufficiale della loro ultima, elegante creazione. Ne abbiamo approfittato per fare loro qualche domanda e conoscerli meglio.

Come vi raccontereste a chi non vi conosce?
Raccontarsi non è mai facile! Siamo due ragazzi appassionati di musica che si conoscono da quando eran ragazzini. Dj e produttori, inizialmente singolarmente e poi in duo, abbiamo da poco rilasciato ‘Dreaming Out Loud’.

Come si passa da amici, ad artisti in solitaria all’essere un duo? Quali difficoltà avete incontrato e quali pregi vi ha portato il lavorare insieme?
Non è stato un passaggio così drastico come potrebbe sembrare, in realtà abbiamo iniziato si suonando da soli ma già dopo poco tempo cercavamo di lavorare nelle stesse serate e ad orari consecutivi per mixare qualche minuto insieme. L’unica difficoltà riscontrabile è chiaramente il dover mettere insieme due teste che ragionano in maniera diversa, soprattutto in studio dove anche le preferenze stilistiche si notano di più. Non è sempre rose e fiori, ma si cerca sempre di pensare all’identità del progetto ovviamente. Nella preparazione dei set invece si nota meno, andiamo molto d’accordo su quello che ci piace suonare.

Dai vostri pezzi si evince che negli anni avete sviluppato un sound più raffinato, cambiando quasi destinazione dai club ai servizi di streaming. È una scelta voluta o suggerita dal mercato?
Diremmo un mix delle cose, sicuramente ha completato la svolta iniziare a lavorare su ‘New Day‘. Inizialmente non pensavamo molto alla destinazione finale del brano, era più un lavoro sul trend del momento per proporre a modo nostro quello che ci colpiva suonando in giro o ascoltando le release delle varie etichette (chiaramente quelle più improntate ad un discorso da dancefloor). Contemporaneamente poi alla stesura di ‘New Day’ abbiamo incontrato i ragazzi di Doner a cui la bozza iniziale del brano era piaciuta. Da lì abbiamo quindi deciso di virare a quello che realmente ci piaceva, con cui magari eravamo cresciuti.

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