Sabato 23 Ottobre 2021
Interviste

Dave Clarke: un remix (house!) per Joseph Capriati, e la beneficenza con Ferrara e Cannavaro

Un'incursione nel mondo house, un sodalizio con Joseph Capriati e un'iniziativa di beneficenza assieme a due grandi campioni del calcio. Questo lo strano, ma apprezzabile, fil rouge che lega Dave Clarke al suo ultimo progetto discografico

Dave Clarke, dj producer inglese, è un nome che ha bisogno di poche presentazioni. Sebbene nel corso della sua carriera abbia scelto spesso un profilo taciturno, forse per qualcuno anche un po’ burbero, è sempre riuscito a rimanere rilevante, grazie ai propri lavori discografici e all’impegno dietro la consolle. In un’epoca segnata da un divismo dilagante Clarke si è esposto spesso e volentieri in lunghe riflessioni sullo stato di salute della “scena”, limitando la sua partecipazione social a questo tipo di dibattiti. Inutile negare che il suo nome sia facilmente riferibile alla techno, anche se non sono mancati approcci alla house, soprattutto nel passato meno recente. Inatteso dunque il suo ritorno a questo tipo di sonorità che è avvenuto grazie al remix di ‘Love Changed Me‘, brano di Joseph Capriati ed Eric Kupper, cantato da Byron Stingily.

Il progetto alle spalle di questa collaborazione nasce all’interno di ‘Metamorfosi Remix vol.4‘, serie di remix dell’ultimo album di Joseph Capriati, che sposa un’importante causa benefica. Il ricavato di questo lavoro sarà infatti interamente devoluto alla Fondazione Cannavaro Ferrara, fondata dai due celebri calciatori Paolo e Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara. Lo scopo di questo progetto è quello di contrastare le situazioni di disagio infantile e giovanile nella città e nella provincia di Napoli. Una causa indubbiamente nobile che si arricchisce di personaggi noti, i quali possono sfruttare la propria popolarità come cassa di risonanza per questo processo di sensibilizzazione e sostegno. Ne abbiamo parlato proprio con Clarke nel corso di questa breve intervista.

 

‘Love Changed Me’ è il tuo ultimo lavoro in studio. Com’è nata questa collaborazione e qual è stato l’intento artistico del progetto?
Ho ascoltato la prima volta questa traccia durante uno shooting fotografico in Spagna. Ero molto concentrato nell’ascolto sin dalla prima occasione e ho pensato che Joseph sarebbe stato contento se mi fossi proposto per un remix. Come sappiamo poi è successo qualcosa che ha cambiato tutto il mondo ed in quel momento mi sono reso conto che sarebbe stato bello se il ricavato di questa produzione fosse stato donato in beneficenza in Italia. Così con l’aiuto di Joseph ci siamo accordati per riuscire a finalizzare questa iniziativa a Napoli. Questa città mi ha dato tanto amore nel corso di questi trent’anni di carriera e sono felice che riusciremo a ricambiare con questo piccolo aiuto dopo un periodo così duro.

Quando si descrive Dave Clarke si parla di una figura estremamente rilevante in ambito techno. In questo remix ci viene però offerta una prospettiva diversa, molto più vicina alla house music. Il tuo approccio in studio è cambiato andando a lavorare su questo tipo di sonorità?
Direi di no, il mio approccio è sempre lo stesso. All’inizio mi chiedo se mi piace l’originale e se la risposta è affermativa inizio a lavorarci sopra. Lo stesso approccio lo utilizzo nei miei mix più vicini al punk quando lavoro con brani di gruppi come Depeche Mode, A Place to Bury Strangers o Placebo. Se date un ascolto al mio show Radio Saga sentirete molta musica che mi piace e non ha nulla a che fare con la dance.

 

E la pandemia ha in qualche modo cambiato il tuo modo di produrre e le emozioni che provi attraverso la musica?
Non credo, ma forse la mia soglia di sopportazione della musica commerciale è diminuita ulteriormente. Mi piace ancora la musica pop fatta con criterio e credo che ci siano molte cose interessanti da ascoltare e da cui prendere ispirazione in quel mondo. Ma resto sempre dell’idea di fare ciò che desidero, altrimenti quello che faccio sarebbe inutile.

 

“Politicamente parlando molti artisti sceglieranno di seguire cause virtuose segnalate dal loro management ma se la loro visione sociale può influenzare negativamente la loro carriera, nonostante sia una buona visione, rimarranno zitti”

 

Questo remix è parte di un progetto benefico in cui collabori assieme a Joseph Capriati. Possiamo dire che questa è la dimostrazione dell’importanza di una scena consapevole attorno al mondo della musica elettronica?
Lo è, senza ombra di dubbio. Però dev’essere sempre qualcosa di spontaneo che viene dal cuore degli artisti e dei promoter. Politicamente parlando molti artisti sceglieranno di seguire cause virtuose segnalate dal loro management ma se la loro visione sociale può influenzare negativamente la loro carriera, nonostante sia una buona visione, rimarranno zitti. In questo caso invece Joseph ed il suo management sono stati molto aperti e hanno accolto ogni mio suggerimento. Questo per me è un segnale importante e dice molto sul tipo di persone che sono.

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