Domenica 16 Dicembre 2018
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deadmau5 è ancora deadmau5

deadmau5 è tornato al Cocoricò, e non ha perso occasione per farlo in grandissimo stile.

Circa quattro mesi fa, il Cocoricò di Riccione – in collaborazione con Altromondo Studios – ha annunciato il nuovo format estivo, RIVIERA, attraverso il quale la storica piramide sarebbe tornata ad accogliere i più grandi nomi dell’emisfero underground e mainstream, da Richie Hawtin ad Armin Van Buuren, da Carl Cox ad Hardwell, e così via. L’obiettivo è quello di rilanciare la movida della riviera che ha vissuto decenni leggendari in termini di musica elettronica, e che negli ultimi tempi si è dimostrata più bisognosa che mai di un rilancio d’immagine ma anche di sostanza; non secondari sono da considerarsi anche gli sciagurati avvenimenti che hanno visto direttamente coinvolto il Cocoricò nel 2015. Quale occasione migliore se non l’estate del trentesimo anniversario? I nomi passati di qui nelle ultime settimane sono stati immensi, e i feedback provenienti dalle sale della piramide e del Titilla erano decisamente interessanti, motivo per cui mi sono recato personalmente in loco per constatare la rinascita firmata RIVIERA. Venerdì 3 agosto è stata la notte di deadmau5. Il canadese si trova nel bel mezzo del suo “World Tour 2018“, un mega tour da oltre cinquanta show in tutto il globo, nonchè a ridosso di un’importante release che vede l’inizio di una serie di Ep dal nome ‘Mau5ville’, ultimo dei quali ha coinvolto Getter, GTA, ATTLAS, Latroit, Rinzen e soprattutto Rob Swire. Quest’ultimo è la voce di ‘Ghost’n’Stuff’, la celebre hit che ha contribuito a rendere famoso il topo mascherato, nonchè di ‘Monophobia’, il loro secondo capitolo che ha sicuramente incontrato il nostro gusto. Venerdì scorso è approdato al Cocoricò, dunque. 

Messo piede nel locale, vengo accolto dalle note di Diego Donati, che scalda la piramide a suon di grande house, a cui seguirà quella di King Joshua. Il disco che accompagna i miei primi passi nel corridoio è ‘DMT’ dei CamelPhat – a mio parere tra i migliori dell’estate 2018 – e la sensazione immediata che provo è quella di una grande notte in arrivo; è sempre bello iniziare la serata con il brano giusto, e sicuramente non manca l’energia della folla. Si sprecano le ‘mau5head’ luminose alla Joel Zimmerman, tra cui scorgo anche quella di Giuseppe Vega, il ventiseienne di Lecco che dal 2012 si diletta nel costruire le celebri “teste da topo”, e che recentemente ha conquistato il cuore di deadmau5, come vi abbiamo già raccontato. Non a caso, in occasione degli ultimi dischi, Joel ha deciso di scambiarsi la maschera con il nostro connazionale. Dopo un paio di drink e una passeggiata in giro tra la folla (la fascia d’età media a primo acchito è tra i 20 e i 23 anni), alle 2:15 è finalmente giunto il grande momento: sale in cattedra il prof. Zimmerman. 

@deadmau5 plays ‘Strobe’ ❤️

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Una prima frazione di set offre una selezione di potentissima techno e qualche sprazzo electro, introdotti da una lunga intro sulle note di ‘Some Chords’. L’intermezzo del brano si ripete ogni circa due o tre stacchi techno, quasi a raccontare una storia capitolo per capitolo. Il marchio di fabbrica dei set di deadmau5, oltre all’energia del suo suono e alla difficile catalogazione della selezione musicale – oggi più che mai un pregio notevole – sono sicuramente i visual, tra sagome roteanti, piccoli troll, fotogrammi psichedelici: gli show di Joel sono da sempre una grande esperienza per tutti i sensi. Ad un certo punto, Joel sparisce sotto la console e ricompare pochi secondi dopo con la mau5head: boato della folla. I ragazzi saltano, fanno cori, applaudono ogni dieci minuti. Il trasporto dei presenti è palpabile, e deadmau5 potrebbe far emozionare tutti i presenti anche mettendo raggaeton. Quando si dice “avere il controllo del pubblico”.

Cocorico, 3 agosto 2018📍deadmau5 è tornato in Italia 🇮🇹Il momento di ‘Ghost’n’Stuff’ è da brividi🔥

Publicado por DJ MAG Italia em Sábado, 4 de agosto de 2018

    
Trascorsi i primi sessanta minuti, è il momento dei grandi classici. Silenzio, poi attaccano le prime note di ‘Ghost N Stuff’. È il delirio e cantano tutti. Seguono tante altre hit che hanno contribuito negli ultimi dieci anni a sottolineare l’incredibile tecnica di produttore del canadese, che non a caso ha sempre preferito essere descritto come tale e non come un dj. Un termine che gli è sempre stato stretto, quello di “dj”, che per Joel ha un significato fin troppo storpiato, nell’epoca dell’EDM e dei “personaggi che premono bottoni”, come ama definirli. Ma di questo non c’è bisogno di parlare. Il momento più alto della serata è stato oggettivamente quello di ‘Strobe’, a detta di molti il grande capolavoro di deadmau5, e a mio giudizio uno dei brani più affascinanti della storia della musica elettronica. Si sprecano le emozioni, sotto la piramide vibrano i cuori dei duemila presenti. Segue ‘Monophobia’, il suo già citato ultimo singolo, e un ultimo quarto d’ora a suon di techno. Quindi tutti nel Titilla, col cuore carico di adrenalina per le ultime ore di sane vibrazioni. 

deadmau5 è ancora deadmau5. Il mostro sacro della scena che ha guadagnato il rispetto di tutti in nome di autenticità, coerenza, qualità e sicuramente tantissimo stile. Joel Zimmerman è amato da tutti perchè appare così com’è. Sputa fuori tutto quello che pensa – a volte con qualche eccesso, come è umano che sia – e non teme il giudizio di nessuno perchè sa che il suo percorso artistico ha sempre seguito una linea ben precisa, sia a livello personale che di etichetta, sia come deadmau5 che nei suoi side project. Joel è quello strambo amico di famiglia che conosci da quando sei piccolo e che tutti vorremo avere come zio, senza peli sulla lingua e con uno “swag” intramontabile. Il Cocoricò è stata la sede perfetta per veder ribadito il concetto, in una notte di grande elettronica che si unisce alle altre del locale che nei giorni successivi ha ospitato Joseph Capriati e Carl Cox. La piramide è tornata, più in forma che mai. Joel non ha mai smesso di esserlo. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
8.8.2018

AGGIORNAMENTO
9.8.2018

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Un ventiquattrenne romano letteralmente cresciuto nel club, ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando la playlist di Spotify.

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