Venerdì 04 Dicembre 2020
Costume e Società

Derrick May predatore sessuale: le testimonianze di diverse donne su DJ Mag

Accuse pesanti, bufera mediatica e tante ombre: su DJ MAG UK diverse testimonianze di presunte vittime del noto dj e producer americano

La vicenda ha fatto il giro del mondo già da qualche tempo, e vede come triste protagonista uno dei dj più stimati e rispettati di sempre. Derrick May, considerato a tutti gli effetti uno dei tre “padri” della musica techno insieme a Kevin Saunderson e Juan Atkins, è al centro di accuse molto pesanti. Molestie, abusi, comportamenti da predatore sessuale. Il primo ad alzare il velo sui presunti atteggiamenti molesti dell’artista è stato Michael James, per lungo tempo collaboratore amico di May, dopo la vicenda di Erick Morillo, accusato di stupro da una presunta vittima (con prove piuttosto evidenti, pare, un test chiamato “rape kit” in grado di stabilire con ampia possibilità di certezza se la persona è stata effettivamente vittima di questo tipo di violenza) e poi finito al centro di diverse accuse analoghe prima della sua scomparsa. 

Il caso si è allargato esponenzialmente, e su DJ Mag UK è apparso un articolo pesantissimo, con testimonianze di diverse presunte vittime che sembrano inchiodare May a responsabilità di comportamenti decisamente gravi. Lo potete leggere per intero QUI. Usiamo costantemente la parola “presunte” perché nell’ordine di una corretta e limpida informazione, non possiamo dare per certa nessuna informazione senza aver sentito entrambe le parti: non siamo un tribunale, non siamo un giornale scandalistico e non vogliamo inasprire un argomento già di suo delicato e facile da portare in territori da linciaggio mediatico. Quel che è certo è il problema delle molestie, che esiste e su cui giusto pochi giorni fa avevamo speso un lungo articolo di opinione.

Il fatto che un personaggio così esposto e con una storia artistica così lunga, gloriosa, rispettata, sia finito al centro di accuse gravi da parte di un ex amico e collaboratore di lungo corso, e che i suoi comportamenti pare si siano protratti per anni e praticamente ovunque, dalla “sua ” Detroit con persone con cui collaborava fino al personale di un hotel di Amsterdam, non depone a suo favore. Così come le quattro, lunghe, dettagliate testimonianze raccontate in prima persona su DJ Mag dalle donne che hanno deciso di esporsi. Da parte sua, Derrick May ha risposto alle accuse in questo modo:

Come uomo di colore che lavora in un’industria dominata dai bianchi e così apertamente pregiudizievole, ci si aspetta che abbia imparato la dolorosa lezione che non esiste di più importante della verità, della giustizia o di un giusto processo? Quando finirà questa lunga storia di considerare la sessualità degli uomini afroamericani come un’arma? Dovrei collaborare sotto coercizione con la vittimizzazione di me stesso per mano di una stampa apertamente ostile che amplifica le cosiddette paure di donne privilegiate e anonime in un linciaggio mediatico su internet? Non ho alcun interesse a legittimare queste distorsioni della realtà. Le donne sono il canale principale in cui passa la vita e, come tali, vanno protette e non sfruttate. Vivo rispettando queste parole”.

Insomma, non cerca in alcun modo un “patteggiamento mediatico”. Non ammette nulla, non cerca rifugio nella comprensione e non appare avvezzo a posizioni concilianti. Sembra andare verso una linea dura di difesa. Vedremo come si svilupperà la vicenda. Mediaticamente, per ora, sembra essersi aperto uno squarcio enorme su una realtà sommersa nel mondo del clubbing.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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