Mercoledì 22 Agosto 2018
Esclusiva

Il diario americano di Ackeejuice Rockers – parte 2

 

Ackeejuice Rockers sono in tour sulla West Coast americana, e ci raccontano in prima persona le loro impressioni sulla scena californiana e sulla vita quotidianana laggiù, dalle avventure al confine con il Messico alle serate nei club. Ecco il secondo episodio di questo straordinario diario di due dj italiani ngli Stati Uniti.

 

 

Mexican Barber Shop in Alvarado
Girando per Alvarado Street a Los Angeles, la percezione che si ha è che i messicani stiano reggendo sulle loro spalle l’intera micro economia americana. Il colpo d’occhio è incredibile, piccole e grandi attività gestite da comunità messicane, ristoranti, bazar, barber shop, supermercati e ovunque gli immancabili giardinieri dei film, una piccola Tijuana ai piedi dei giganti grattacieli di downtown. Sarà forse il rapido sbalzo culturale o la mancanza di ossigeno della metropoli, ma si risveglia in noi l’istinto primordiale del viaggio, e decidiamo su due piedi di noleggiare un’auto ed allontanarci dai KFC, Mc Donalds, Wendy,s, Donuts, Taco Bell, In-N-Out, Pizza Hut…(la lista è infinita). Direzione: deserto.

Prima di sfrecciare verso nord con una decappottabile (anche se abbiamo noleggiato una Toyota Corolla) lanciando in aria i nostri cap alla Thelma e Louise inseguiti dalla polizia, abbiamo in programma un pomeriggio in studio con un diciottenne dall’accento quasi incomprensibile, astro nascente della bass music di domani, D-Dots, produttore inglese con un suono di cui siamo innamorati, una cassa dritta senza fronzoli e cuts vocali Uk/Caribbean che ti arrivano dritti in faccia.
Ci dirigiamo a Whittier un po’ fuori Los Angeles, altezze più modeste, strade meno affollate e un piccolo studio molto attivo dove l’accoglienza è super. Appena arrivati, D-Dots ci fa sentire la nuova traccia che sta facendo insieme a Baauer, una bella stecca che entrerà di certo nei nostri set; noi rispondiamo facendogli sentire alcuni pezzi nuovi che stiamo producendo. È fatta. Apriamo un progetto, ci buttiamo dentro alcune drums a 128 bpm, tagli vocali al limite della tolleranza e Patrick (vero nome di Dots) ci propone dei synth in appoggio che lui descrive come derivanti dalla moombahton oldschool!! (a noi il termine oldschool ci rimanda a ben altri suoni :-)). La session è molto buona, d’altronde lavorare alle produzioni in questa città nel cuore nevralgico della scena è tutt’altra cosa, un’altra atmosfera e un po’ ci mancava il fatto di chiuderci in studio durante un tour, in quelli precedenti non eravamo mai riusciti a farlo. Andiamo avanti ore su ore e stendiamo pazzie (nuovi pezzi per l’inizio del 2017), decisamente uno dei pomeriggi più produttivi del tour.

 

 

Ackeejuice Rockers & D-Dots
Un po’ per l’euforia generale e un po’ perché avevamo già deciso di farlo, anche se si sta facendo tardi decidiamo di partire, ci immettiamo nella freeway direzione Las Vegas, tappa obbligatoria da cui l’indomani ripartire ed affrontare il deserto del Nevada. Cinque ore di auto nel cuore della notte in mezzo al deserto, stanchi morti con il navigatore che sbarella un po’, ci mancava: eccola qui l’America che immaginiamo sempre.
Fantastichiamo su distanze e miraggi, immaginiamo nuove forme di vita nascoste dietro le rocce, vediamo in lontananza luci prima flebili, poi accecanti, rosse, blu, ancora rosse e blu, si avvicinano, si avvicinano ancora… Cazzo questa è la polizia, non è un miraggio.
Non ci era mai successo di essere fermati dalla polizia negli Stati Uniti e fa sempre un certo effetto quella manina appoggiata sulla pistola d’ordinanza come nel selvaggio West. Senza grossi intoppi, spiegando all’ufficiale che se andavamo a zig zag era per colpa del navigatore e non dell’alcool, il nostro viaggio riprende e in qualche ora arriviamo a Las Vegas dove facciamo check-in in un bizzarro hotel, improvvisiamo una diretta Facebook davanti alla statua della libertà (WTF?) e ci ghiacciamo le palle per il freddo visto che ci sono zero gradi e noi siamo in pantaloncini. Il deserto di notte non perdona e nemmeno lo scenario surreale e un po’ squallido di Las Vegas.

La mattina successiva siamo in viaggio verso Rachel (Nevada) attraverso la U.S. 93, ci fermiamo per un secondo in prossimità del cartello dell’Extraterrestrial Highway, siamo nel cuore della zona con più avvistamenti ufo al mondo. Stiamo cercando l’Area 51, vogliamo arrivare alla fine di quella stradina dove il cartello dice “No Trespassing beyond this point, use of deadly force is authorized” e non vogliamo tornare a casa senza aver prima visto un UFO!
In realtà dovremo accontentarci di vedere qualche strano veicolo, mentre un aereo militare nero ci sfreccia sopra la testa a “volo radente su Ackeejuice”, forse un Blackbird SR-71 (sì, abbiamo googolato)? Siamo KO ma ci rimettiamo in viaggio, poche ore di sonno e centinaia di miglia tutte assieme non sono il massimo, ma guidare in mezzo al deserto al tramonto è dannatamente bello!

 

 

Ackeejuice Rockers live & direct at Delicious Vinyl

 

Dopo sei ore siamo di nuovo a Los Angeles, abbiamo una diretta radio al Delicious Vinyl, un posto super figo a West Adams, una storica etichetta diventata anche radio ma che è anche pizzeria (!!!), guardatevi la storia pazzesca di questo posto QUI: i più vecchi tra voi riconosceranno sicuramente l’artwork. Il programma radio è freschissimo, suoniamo dopo il nostro amico Yungg Trip, in una stanza che trasuda storia e dove la gente può anche vederci dalla strada attraverso una vetrina. Top. Il nostro show dura un’ora e mezza, passiamo dal reggae e dancehall più easy ad una bella sessione di Caribbean bass e moombahton più dancefloor oriented e come per magia un’emittente radio nel cuore di downtown si trasforma in un mini club e la diretta in un party. Il giorno successivo Stefano Fontana commentando una nostra foto su Instagram ci ricorda i nomi degli artisti storici che hanno pubblicato con la label Delicious Vinyl, Young Mc con “Bust A Move”, Tone Loc “Wild Thing” o “Funky Cold Medina”, i primi esempi vincenti di hip hop fuso al funk ed alla prima house music.
Siamo felici, forse il più bel momento del tour, usciamo stanchissimi, pieni di pizza di cui non ricordiamo il gusto, carichi di good vibes continuando a sparare cazzate in un inglese fluente ma tutto nostro. Salutiamo e ce ne andiamo, domani ci aspetta un viaggio incredibilmente lungo, direzione nord per l’ultima tappa del West Coast Tour 2016 al Tormenta Tropical il party più figo di San Francisco, dal nostro amico Deejay Theory.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.
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