Mercoledì 16 Ottobre 2019
Festival, News

Dimensions Festival: Grand Final

Dopo cinque intensi giorni in terra croata siamo giunti alla fine di questa splendida esperienza nei boschi di Forte Punta Christo. Il Dimensions Festival si appresta a vivere il “grand final” ed oggi il piatto sarà particolarmente ricco. Si comincia dal “The Clearing” con il live attesissimo di George Clinton, il “ministro del funk” che sale sul palco con una ensemble composta da musicisti dei Parliament e dei Funkadelic. “Loopzilla” e “Atomic Dog” sono i due brani che suscitano nel pubblico la reazione più intensa ma tutto il live è seguito con grande entusiasmo quasi fosse il modo migliore per salutarsi e sorridere tutti assieme dopo le intense notti trascorse qui.

Una breve attesa per il classico cambio palco e a salire sullo stage è Moodymann che dopo un promettente inizio (per sua stessa ammissione un tributo a George Clinton) cercando l’inatteso colpo di scena sfodera “Around” nel remix di Solomun e ne esce in modo tecnicamente (e forse anche musicalmente) poco convincente. Incassata la cocente delusione ci spostiamo verso il “The Void” dove a tenere alto l’onore di casa nostra c’è niente meno che Daniele Baldelli alle prese con il soundsystem più performante del festival. Il suo è un set di due ore coinvolgente e preciso che non parla solo del Cosmic ma tocca sonorità inedite, sicuramente una delle performance migliori ascoltate (e ballate) sino ad ora.

D2

Al Moat è all’opera Truncate in un’atmosfera claustrofobica che incontra le preferenze del pubblico techno scatenato al punto da far chiudere lo stage per il numero eccessivo di presenti, se ancora aveste dubbi su ciò che va per la maggiore quando si parla di grandi numeri. Ascoltiamo anche un breve accenno di Ben Klock che la butta sul facilone con “I Wanna Go Bang” di Bjarki e la cosa francamente non sorprende. Al Void John Talabot ci accoglie con un mood malinconico mentre il sole sorge e le migliaia di presenti iniziano a salutarsi in un clima “bittersweet” tra gioia per quanto vissuto e tristezza per il fatto che questa esperienza stia per terminare.

Il Dimensions Festival 2015 si chiude così con l’ultima lunga camminata verso l’uscita del bosco di Punta Christo e l’alba che ancora una volta ci saluta, in questo caso però fino alla prossima estate. Quest’anno l’afflusso di persone è stato superiore rispetto all’edizione precedente nonostante la line up avesse subito un ridimensionamento evidente. Difficilmente ci si è trovati nelle condizioni di dover scegliere tra diversi act rilevanti nello stesso momento ed in qualche occasione gli stage non sono stati gestiti al meglio, basti pensare che il Void (stage di primaria importanza e con il soundystem più potente del festival) per ben due sere di fila abbia attratto pochissime persone. D’altro canto c’è stato un forte investimento sugli stage migliorati sensibilmente ed un servizio logistico snello ed efficace. Di questo festival si potrebbero dire molte altre cose ma resta comunque un’esperienza interessante, a volte faticosa, ma probabilmente unica nel suo genere. Una cinque giorni trasversale consigliata a tutti gli appassionati e agli addetti ai lavori che desiderano restare “sul pezzo” e mantenersi aggiornati sulla direzione che la musica sta prendendo internazionalmente. Certo l’hype c’è e si percepisce ma a differenza di molti altri eventi forse più blasonati qui c’è anche la sostanza.

Ci vediamo l’anno prossimo, grazie Dimensions.

Dimensions Festival: Opening Concert
Dimensions Festival: Thursday
Dimensions Festival: Friday
Dimensions Festival: Saturday

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