Mercoledì 19 Dicembre 2018
Interviste

Dirty Channels: “questo è il nostro suono!”

Il duo italiano racconta sei anni di carriera tra nuove importanti release, dj set in tutta Europa e la gestione di un club a Milano

I Dirty Channels sono due vecchie conoscenze di queste pagine. Simone e Leme, dj e produttori italiani che iniziano a collaborare nel 2008 dopo due lunghe carriere soliste. Il loro debutto sulla storica label Manocalda è presto seguito da uscite per labels di fama internazionale tra cui Ovum Recordings di Josh Wink, Hot Waves del gruppo Hot Creations, Culprit, Abstract Theory, Crosstown Rebels e molte altre ancora. L’ultima occasione in cui abbiamo discusso della loro carriera fu nel 2012 ed oggi a sei anni di distanza sono cambiate moltissime cose. Ci siamo dunque ritrovati per fare il punto della situazione su due artisti italiani in costante crescita.

Sono passati sei anni dalla nostra ultima chiacchierata. Direi che il punto migliore per riprende il filo del discorso è chiedervi qual è lo stato di salute attuale del clubbing.
Già sei anni? Sembra ieri, ricordiamo bene quel giorno, eravamo al Crown Plaza di Verona per un rooftop party. Ecco, possiamo partire proprio da qui per risponderti… Di party come quello in Italia ne sono rimasti pochi purtroppo, fino a qualche anno fa era facile trovare situazioni così ogni weekend. Ad oggi si contano sulle dita di una mano e molti hanno ridotto la cadenza dei party da settimanale a mensile. Sempre in riferimento alla scena italiana, che è quella che conosciamo meglio, la chiusura di tanti club di riferimento ha avuto un impatto negativo anche su tutti gli eventi che ruotavano intorno ad essi. Basta guardare la situazione a Rimini e Riccione dove non è rimasto quasi più nulla o a Perugia, dove ha chiuso anche lo storico Red Zone Club. Stiamo vivendo sicuramente un periodo di cambiamento, ci sono sempre più festival sporadici e sempre meno party continuativi. Fa eccezione una città come Milano (nostro quartier generale), che oltre ai festival vanta un gran numero di club e party di alto livello… forse oggi è una delle poche realtà italiane paragonabili ad altre scene europee che vivono di grande gloria come Berlino o Amsterdam. Inoltre abbiamo notato che negli ultimi anni stanno nascendo delle nuove feste interessanti in location alternative al club, sopratutto in estate. Insomma, il momento non è dei migliori per il clubbing italiano, ma ci difendiamo sempre bene!

Sono stati anni intensi in cui siete stati impegnati come artisti, come organizzatori e last but not least come producer. Ci raccontate che direzione hanno preso le vostre vite artistiche?
Da questo punto di vista possiamo dirti che è cambiato poco. L’obiettivo è sempre quello di divertirsi facendo musica, cercando di trasmettere qualcosa alle persone che ci troviamo di fronte. Sicuramente abbiamo fatto molta esperienza, sia in studio che nelle serate, e abbiamo avuto la fortuna di girare in tanti club europei oltre che in Italia. Ma dal punto di vista artistico abbiamo sempre portato avanti le nostre influenze musicali, anche perchè la musica ritorna sempre ciclicamente. Nel lavoro in serata come dj è cambiato ben poco! Tutto si basa sempre sul creare quello “scambio” di energia tra noi e il pubblico. Senza dubbio un po’ di esperienza in più può fare ancora la differenza, sopratutto in certi club. Allo stesso tempo cerchiamo di evolverci, oltre che sul fronte musicale anche per quanto riguarda comunicazione, marketing, e così via. La sostanza è sempre la stessa ma anche il “contorno” ha un ruolo fondamentale per poter arrivare a lavorare in certe situazioni e rimanere sempre sulla scena con continuità durante gli anni.


Avete vissuto un momento importante dopo l’approdo in casa Ovum con l’ingresso nella famiglia di Crosstown Rebels, capitanata da Damian Lazarus. Che cosa vi ha lasciato questa esperienza?

Come tante cose positive che hanno segnato il nostro percorso, anche ‘Feelings’, la nostra release dello scorso anno su Crosstown Rebels, è frutto di una collaborazione, in questo caso con i NiCe7, Nicola e Cesare. La nostra amicizia è nata qualche anno fa durante una data insieme in Inghilterra. Da lì siamo rimasti in contatto e abbiamo iniziato a collaborare in studio come facciamo con molti amici. A Damian è piaciuto l’EP fin da subito e ci ha confermato l’uscita in pochi giorni! E’ stata una grande soddisfazione anche perchè spesso si investe del tempo in lavori e collaborazioni che poi non trovano riscontro nel concreto. Un’uscita su una label importante è una fortuna che realizzi solo dopo un po’ di tempo. Lo stesso ci era capitato qualche anno fa con Luca (Bugsy) per la nostra relese su Ovum. Ci riteniamo fortunati in questo anche se forse il segreto è collaborare con persone con cui c’è un rapporto che va oltre la stima artistica. Abbiamo sempre avuto un bel rapporto umano con tutte le persone con cui abbiamo costruito qualcosa di valido, è stato così anche con Rame, Uovo e Dino (Pastaboys), con Luca e Fabio nel party Take It Easy di Milano e con i NiCe7 in questo caso!

‘Watchin Out’, vostra ultima fatica in studio, sta per debuttare ufficialmente (il 27 luglio) dopo che per diversi mesi abbiamo avuto occasione di ascoltarla proposta da artisti quali Jeremy Underground, Josh Wink o Dan Shake per citarne alcuni. Come è nato questo disco e com’è diventato così desiderato?
È una storia molto interessante. Siamo amanti del sampling e passiamo le giornate in studio a “editare” tracce che vorremmo suonare ma magari hanno solo delle parti interessanti o alle quali manca qualcosa per esplodere sui dancefloor. Spesso finiamo per stravolgerle aggiungendo suoni e così diventano qualcosa di nuovo. Però è difficile trasformare questi edit in una release o remix ufficiale, anche per una questione di diritti d’autore. ‘Watchin Out’ nasce così, come edit di un edit di un disco anni ’70, ‘Split Decision Band -Watchin Out’, in collaborazione con Danny Russell. Abbiamo pensato di condividerlo con alcuni amici che avrebbero potuto suonarlo e tra i primi c’era Jeremy Underground, con il quale avevamo condiviso una serata a Milano poco tempo prima. È stato proprio lui a credere tantissimo nel pezzo, poco dopo infatti ha postato un video in cui lo suonava dicendo “questa sarà una futura hit e lo suonerò in tutti i miei set”. Da li è abbiamo iniziato a ricevere richieste ogni giorno sulla data di uscita e molti altri dj che stimiamo lo volevano suonare. Tra questi Dan Shake, che lo ha messo nel suo Boiler Room, Dj Haus, Josh Wink, Dj Boring, Jacques Renault, Jimpster e tanti altri. Si è creato un po’ quell’effetto “hype” che alla fine è fondamentale. L’altra cosa importante è che il sample è molto orecchiabile e riconoscibile, ce ne siamo resi conto suonandolo, spesso che le persone iniziano già a canticchiarlo dopo le prime battute. È stato poi lo stesso Jeremy a preoccuparsi dell’uscita, facendo sì che potesse trasformarsi in una release ufficiale. Ci ha messo lui in contatto con Athens Of The North, la label che aveva i diritti del pezzo originale. Il disco è già in esclusiva su Beatport e presto sarò disponibile in vinile e in tutti gli store digitali. Non ci siamo mai stancati di suonarlo e siamo molto felici di questo!


Nel corso della vostra carriera avete assistito alla nascita e al declino di diverse “big thing” nella scena club. Questo vi ha resi dei dj eclettici, capaci di capire diverse situazioni. Cosa però vi ha colpito profondamente da un punto di vista musicale in tempi recenti?

Una cosa che ci ha colpito in positivo è come sia ancora possibile costruire un proprio suono all’interno del club. Ci teniamo in questo caso a parlarti di come è cresciuto Take It Easy, il party dove siamo resident a Milano da ormai 6 anni. Avere un club nella nostra città dove poter suonare con continuità e dove impostare la scelta musicale è fondamentale per noi. Negli anni passati è sempre stato fatto in Italia da molti resident storici e anche noi siamo cresciuti con questa impostazione. Molti ragazzi che si avvicinano a questo mondo purtroppo non colgono a pieno l’importanza di questa cosa, anche perché al giorno d’oggi è molto più semplice arrivare subito a grossi festival o club importanti senza fare una vera gavetta nei club. Avere un locale dove poter suonare con continuità è invece una grande fortuna, una sorta di allenamento continuo che ti permette di sviluppare un tuo “suono” che puoi portare in giro negli altri club. In questo siamo molto contenti del lavoro che, come resident, abbiamo portato avanti insieme a Luca (Bugsy) e Fabio (DJLMP) all’ interno di Take It Easy. Dopo anni siamo molto allineati in quello che proponiamo, ci sono ad esempio molti dischi poco conosciuti che suoniamo tutti e tre e che sono diventate delle vere e proprie hit all’ interno del party. Tra questi anche i nostri dischi, per questo, come ti dicevamo, è un grosso vantaggio avere una base dove poter sperimentare con continuità e con un tuo pubblico che ti segue con attenzione.

Voci di corridoio dicono che abbiate trascorso del tempo in studio assieme a Don Carlos, nome che ha bisogno di ben poche presentazioni, soprattutto per chi ha consumato la house music dei primissimi anni ’90. Cosa ci dobbiamo aspettare?
Grande Don! Si, oltre che fans dei suoi dischi ci conosciamo personalmente da tempo, anche perché è delle nostre zone! Certe sonorità sono tornate e anche a Carlo (Don Carlos) è tornata voglia di fare musica come un tempo! Per questo non ci abbiamo pensato due volte a collaborare con lui anche perché è un grande onore. Stiamo ultimando due tracce insieme, quindi a breve ci saranno grandi novità anche su questo!

 

 

Siete anche i curatori del progetto Play Dirty, di cosa si tratta?
PlayDirty è il nostro radioshow mensile e va in onda ogni terzo martedì del mese in Rete. Alla base del progetto c’è l’idea di suonare tutto ciò che ci piace, senza troppe regole o schemi. E in radio questo è sicuramente più facile che nei club. Stiamo ospitando anche diversi amici oltre che validi artisti come Rogue D, Pastaboys, Don Carlos, Take It Easy crew e presto ne avremo tanti altri. Nei nostri set per PlayDirty ci divertiamo a selezionare quello che ci piace di più, anche ripescando qualcosa dal passato per condividerlo con le persone!

Cosa c’è nel vostro futuro adesso, con tutta questa d’esperienza alle spalle?
Sicuramente l’esperienza è importante, come in tutti i lavori. Nel campo artistico e in quello del clubbing poi, le scelte sono fondamentali anche perché tutto va programmato con largo anticipo e talvolta delle scelte sbagliate possono compromettere il tuo lavoro per diversi anni a seguire. In questo senso un po’ di esperienza ci ha fatto capire cosa fare e cosa no, anche se spesso non dipende solo da noi. Dopo l’uscita di ‘Watchin Out’ abbiamo in programma un EP sulla label di Dan Shake. Come detto, stiamo collaborando con Don Carlos per una release insieme, mentre con i ragazzi di Take It Easy lanceremo dopo l’estate una label legata al nostro party! Nel frattempo continuiamo a divertirci facendo ciò che ci piace, mettere dischi nei club!

© RIPRODUZIONE RISERVATA
26.07.2018

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