Giovedì 19 Settembre 2019
Interviste

La disco secondo Munk

Mathias Munk Modica è un artista che ne ha di cose da raccontare. Protagonista dell’ondata indie pop a cavallo tra il 2008 e il 2010, ha una formazione jazz e una predilezione per il funk, senza disdegnare sonorità più smaccatamente club, come dimostra con la sua sub label orientata al dancefloor, la Toy Tonics Records. Noi l’abbiamo incontrato per parlare di cosa sta accadendo nella scena berlinese e di come vede la disco music dei prossimi anni, mentre strizza l’occhio all’underground italiano che da sempre segue e supporta. Se volete sentirlo sulle note di Down in L.A., basta andare sabato 21 febbraio al Tunnel Club con Le Cannibale.

Ciao Mathias, come stai? Da quanto tempo mancavi in Italia?
Ciao! In Italia non manco da tantissimo, da circa 3 o 4 mesi, se non ricordo male.

Partiamo da qualche curiosità. Nel roster della Gomma Records ci sono (o ci sono stati) molti nomi italiani: Baldelli, Esperanza, The Barking Dogs, Robotnick. Cosa pensi del bistrattato panorama italiano cosiddetto underground?
L’Italia ha sempre avuto un alto numero di musicisti interessanti, a prescindere dallo stile o dalla moda del momento. Non c’è da meravigliarsi che anche nella musica elettronica degli ultimi anni ci sia tanta gente che fa cose belle. A me interessano gli artisti che provano ad andare fuori dal “normale”, a distaccarsi dal sound generalista, e gli artisti italiani che ho scelto sono ragazzi si distinguono per uno stilo assolutamente unico. Gli Esperanza, che hanno cominciato da noi e adesso sono finiti su Life & Death col nuovo nome (Death Heat) o i Barking Dogs, col loro singolo in collaborazione con Marcelo Burlon al microfono, hanno sicuramente creato pezzi non classificabili in un genere solo. Adesso abbiamo anche i Black Loops e gli Army of Me – toscani – le cui release vengono pubblicate sulla nostra sub label Toy Tonics. Vanno fortissimo soprattutto in UK e adoro questa cosa, essendo mezzo italiano.

Rimanendo nell’ambito dell’underground, sei sicuramente stato uno dei protagonisti della scena indie tra il 2009 e il 2010: le tue tracce sono state remixate da Siriusmo ai Cut Copy, passando per gli artisti della mitica Ed Banger Records. Che fine pensi abbia fatto quella scena e che evoluzione pensi potrà avere?
Come sempre nella musica le cose vanno, vengono e poi ritornano… Il sound Ed Banger in Europa è un po’ finito ma in USA è ancora un fenomeno da stadio. Da noi, ad esempio, è diventata una moda mainstream la deep house o la new romantic house (che a Berlino chiamiamo anche yoga house perché molte di quelle tracce vanno bene anche come sottofondo al supermercato o alle lezioni di yoga :D). Pensa che quel sound deep è talmente commerciale che tutti i produttori giovani si stanno orientando di nuovo verso sonorità funky e disco, quantomeno a Berlino. Max Graef, tutta la scena Oye Records, etichette hype come Public Possesion o Fasaan Recordings ora fanno tutte disco e no wave electronica. E poiché quello che succede nell’underground tedesco spesso si diffonde anche in altri paesi, potremmo dire che siamo davanti a uno nuova ondata di musica elettronica più funky, stile Gomma. Vorrei chiarire che col termine “underground” non mi riferisco certo al Berghain o al Watergate, queste scene rappresentano praticamente il mainstream della musica elettronica, non certo l’underground.

Lo scorso ottobre sei stato all’Ade insieme a Moullinex per un’esibizione live. Com’è andata? E soprattutto, se avessi partecipato come fan, chi saresti andato ad ascoltare?
È andata davvero benissimo, non ci aspettavamo il sold out. Sono venute circa 800 persone. Purtroppo avevo due set, uno la sera prima e uno quella dopo, e non sono riuscito a vedere nessun altro artista.

Parliamo della Toy Tonics, nuovo progetto intrapreso nel 2013: è una label che pubblica solo EP e di tanto in tanto qualche compilation. Il suono che proponi qui è molto diverso da quello per cui ti conosciamo: la disco colorata diventa techno berlinese, l’electro-funk passa la palla all’house spinta di Ricardo Baez. Hai preferito mantenere ben distinte le tue due anime?
Hai colto il punto: Gomma è un terreno di gioco dove possiamo sperimentare di più, esplorare tanti generi diversi. Su Toy Tonics facciamo uscire solo EP destinati ai DJ, pezzi strettamente correlati al dancefloor e ai club, pur senza fossilizzarci su un genere solo. Ci piaceva l’idea di far uscire tutte tracce di nomi emergenti da suonare nei club, anche se adesso si stanno aggiungendo tanti artisti che hanno già un certo nome e vogliono fare uscire i loro pezzi con noi. L’ultimo, ad esempio, è stato Alixander III degli Azari & III che ha appena firmato un contratto per il suo progetto da solista. Poi arriveranno gli EP di Jad & The Ladyboy degli Exploited Records, Pbr Streetgang dalla Hot Creation, Ardalan di Dirtybird che ha lavorato coi Black Loops ed esce ad aprile.

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Conosco e condivido la tua storica passione per la musica Jazz, da Herbie Hancock a Mark Longo, e hai inaugurato da poco una serie di tribute mixtape dedicati al genere. Dove e come nasce questo interesse? E quanto credi che il jazz stia influenzando l’elettronica contemporanea?
Io vengo dal jazz, ho studiato pianoforte e batteria seriamente e prima di ritrovarmi nel mondo della musica elettronica volevo diventare musicista jazz. La nuova serie di mixtape jazz nasce dal fatto che a casa mi piace sentire quel genere di canzoni, ma anche perché – come detto prima – penso che stiamo andando incontro a un grande ritorno della musica funky, handmade. Tanta gente, specialmente produttori giovani, che hanno suonato techno e house negli ultimi anni, stanno riscoprendo l’old style attraverso i samples e scommetto che arriverà una nuova ondata di interesse verso i suoni più organici, analogici.

A novembre Gomma Records ha pubblicato una rivista celebrativa in cui raccontava per immagini i suoi primi 15 anni di storia, Amore Magazine. È vero che hai realizzato tu gran parte delle illustrazioni presenti? In questo caso potremmo parlare per ore di quest’altra passione che abbiamo in comune.
Sì, la rivista si può anche comprare su www.gomma.de e nei negozi specializzati. La maggior parte delle immagini di Gomma le fa il mio amico Mirko Borsche, che è anche il nuovo designer della rivista di arte milanese Kaleidoskope. Altre cose le facciamo insieme, alcune idee vengono solo da me, ci confrontiamo tanto.

A breve pubblicherai anche il lavoro di un artista che conosciamo benissimo qui a Milano, resident della serata Le Cannibale da ormai 4 anni: vuoi anticiparci qualcosa su cosa dobbiamo aspettarci da Uabos?
Si tratta di un singolo, 3 pezzi e un remix di Legowelt. Spacca il culo, una traccia house bella spinta. Uscirà su Toy Tonics per quest’estate.

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Irene Papa
Analogue at birth, digital by design. Editor for dlso.it, Zero e DJMag.

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