Lunedì 17 Giugno 2019
Costume e Società

Come il DJ-producer sta lasciando spazio al DJ-influencer

Da semplici "mettitori di dischi" i DJ sono diventati musicisti, producer, artisti rilevanti sullo scenario mondiale. Ma oggi è ancora necessario produrre una hit per emergere? Il web e i social stanno cambiando molte dinamiche

C’era una volta il dj. Il disc jockey. Quello che metteva i dischi in un angolo del locale, nella penombra della sala. La figura più distante che si possa immaginare dal concetto di star. Una specie di juke-box vivente, che passava i dischi di proprietà del locale e annunciava che c’era da spostare una macchina di tanto in tanto, proprio come avrebbe stigmatizzato a fine anni ’80 un ispirato Francesco Salvi facendone un hit umoristica. Poi il dj è diventato DJ. Tutto maiuscolo. Uno che i dischi li portava lui, un artista che ha imparato a far ballare le persone con i pezzi più rari, unici, nascosti. Sono gli anni ’90 e nasce la vera e propria mitologia del DJ: i dischi senza etichetta, i promo, gli acetati, le edizioni limitate, i pezzi introvabili. La storia la conosciamo bene, l’abbiamo sentita raccontare decine di volte, letta in libri e vista in documentari dedicati. Nel passaggio successivo, il DJ è diventato DJ-producer, iniziando a comporre le proprie tracce che sono diventate hit nel settore e poi successi veri e propri anche nel mondo pop, nelle radio, nelle classifiche. Tanto che a un certo punto si è iniziato a constatare che un DJ non riusciva più a costruirsi una carriera senza essere un producer, senza cioè mettere a segno almeno qualche traccia di buon successo. Una routine che gli anni dell’EDM hanno portato agli estremi, con un ribaltamento di prospettiva: non sono più i DJ a diventare producer, ma i producer a scrivere e produrre brani che li porteranno poi a diventare DJ in giro per il mondo. Ma anche questo periodo sembra tramontare.

 

Cheers.

Un post condiviso da Jack Revill (@jackmaster) in data:

Se diamo uno sguardo ai profili emersi negli ultimi due anni, più o meno, ci rendiamo conto che in diversi casi assistiamo all’ascesa di DJ che non passano più necessariamente dalla produzione per diventare “qualcuno”. Esiste un mix di fattori che stanno nuovamente rivoluzionando le modalità e i meccanismi che regolano gli ingranaggi del mercato. Su tutto, come sempre, un ruolo fondamentale lo gioca il web. Prendiamo qualche caso clamoroso: Amelie Lens, Jackmaster, The Black Madonna. Nessuno di loro è un producer “degno di nota”, nel senso che nessuno di loro ha mai piazzato vere e proprie hit, neppure circoscritte al mondo dei club. E in ogni caso, la loro fama di DJ è certamente maggiore di quella che hanno come artisti in studio. Com’era una volta. Certo, se parliamo di The Black Madonna ci sono un paio di pezzi che hanno circolato abbastanza bene, e come lei anche Amelie Lens ha ora una propria label. Ma non possiamo parlare di una loro grande visibilità come producer. E il discorso vale anche per altri talenti della consolle che sta stanno distinguendo negli ultimi tempi. Jackmaster è un DJ che si è fatto le ossa nei rave da warehouse nella sua Scozia, la sua fama è cresciuta e ha iniziato a girare parecchio accompagnato dalla sua ottima nomea. Come succedeva una volta, appunto. Solo che in questi ultimi tempi il web aiuta non poco a spingere gli artisti. Le reazioni social sono il nuovo passaparola che innesca i meccanismi del successo, accompagnate naturalmente da una buona abilità manageriale degli artisti stessi, capaci di crearsi un mercato e di circondarsi delle persone giuste. Il caso di Amelie Lens lo cito perché è emblematico: in pochi mesi la sua carriera ha conosciuto un’impennata notevolissima. Merito dei suoi set, sicuramente. Merito anche di un’ottima gestione dei media, con profili curati e un’immagine perfetta per ciò che fa: alcuni dei tipici stilemi da “dj techno” (abiti neri, mood ombroso e un po’ imbronciato) a cui si contrappone la dolcezza delle immagini che contrasta con il suono durissimo dei video in cui è in consolle, e gli stacchi su folle oceaniche a dare la sensazione che le serate siano tutte ottime. Un lavoro da manuale. In molti faticano ancora a comprendere l’importanza di questi aspetti nella professione di un DJ oggi. E in parecchi li vivono come qualcosa di accessorio, nel peggiore dei casi addirittura come qualcosa di negativo. Non è così. Si tratta di strumenti che fanno parte della nostra vita e che devono essere sfruttati al meglio, perché grazie ad essi ci si costruisce la propria personalità: dai social e dal web capiamo moltissime cose degli artisti che ci piacciono, e soprattutto un bravo artista riesce a far passare gli aspetti che ritiene importanti del proprio lavoro. Si tratta di comunicazione, di comunicare ciò che si è nella maniera più efficace.


Il DJ oggi non è solo DJ-producer, ma si è trasformato in DJ-entertainer, e ora anche in DJ-influencer, in un format multi-piattaforma. Ognuno veicola un modo personale di raccontare se stesso e il proprio mondo.
Una forte personalità emerge anche da qui: e non solo con la quantità dei follower o delle view, ma anche con la qualità. Se i numeri sono schiaccianti quando parliamo di personaggi mainstream come Steve Aoki, che fa della sua pazza e perenne tour life il format della sua comunicazione (dai noti #AokiJump ai brand che reclamizza e/o produce fino agli innumerevoli amici VIP), o addirittura della potenza di fuoco stessa che costringe il mondo a girare a guardare (come succede alla più celebre star del web, il Gianluca Vacchi che per forza di cose diventa un fenomeno di costume capace di dividere ferocemente le reazioni tra chi vorrebbe bruciarlo sul rogo e chi lo applaude divertito), siamo comunque in presenza di un’ennesima trasformazione del paradigma anche quando, come dicevo, la qualità dei followers supera la quantità. Ma cosa significa?

 

#aokijump #881. The Aoki x @lelepons x @eljuanpazurita Jump. @ultra. Miami. March 24, 2018.

Un post condiviso da Aoki Jump Series (@aokijumpseries) in data:

Per “qualità” intendo dire che i promoter, i manager, i booking agent, i proprietari dei club, gli addetti ai lavori guardano, come tutti, i social con una certa compulsività curiosa, e quindi cercare di veicolare il proprio mestiere su questi media può essere una buonissima pubblicità: molti DJ sbocciati di recente ne sono testimonianza. Ilario Alicante forse non è proprio un newcomer ma ultimamente sta trasformando il proprio profilo con un vlog che ne dà un’immagine totalmente nuova, e anche in questo caso c’è chi ne biasima il comportamento un po’ troppo frivolo per l’artista che è, e chi invece trova simpatica e accattivante la sua veste social. Un altro artista che è riuscito a rinnovarsi con credibilità è Luca Agnelli, grazie anche alle sue dirette Facebook del lunedì diventate veri e propri must per i fan, con le novità ascoltate in streaming dallo studio e con le reazioni “in tempo reale”. Non è un caso che quando chiedemmo ai lettori, proprio via web, chi avrebbero voluto in copertina – una sorta di esperimento per vedere i dj più “social” – Luca trionfò in modo plebiscitario. Sul versante della quantità, proprio l’esempio di Vacchi è perfetto, perché la sua fama social lo rende gioco-forza desiderabile e appetibile per qualsiasi cosa si metta in testa di fare. Ecco quindi che riesce a diventare producer assoldando dei veri e bravi producer e a uscire su label come Spinnin’; ecco che riesce a diventare un DJ da residenza all’Amnesia di Ibiza. Sono i tempi che corrono, sono i tempi che facciamo correre.

Un tempo le regole le faceva la borsa dei dischi; poi le hanno fatte (e continuano a farle, sia chiaro) le hit prodotte in studio. Oggi ci stiamo abituando rapidamente alle carriere aperte dalla chiave di una comunicazione gestita più o meno bene. Non è mio compito e non è semplice dare giudizi, anche perché come potete facilmente intuire possono essere positivi o negativi a seconda della prospettiva che vogliamo vedere. Più che il “cosa” è quasi sempre il “come” a pesare sulla bontà e sulla qualità di qualcosa. Però un consiglio posso darvelo: non sottovalutate i vostri profili, e siate creativi e unici nel modo in cui vi presentate al mondo.

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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