Martedì 18 Giugno 2019
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L’Essential Mix di DJ Tennis è lo specchio di un grande artista

Dj, producer, label manager, promoter, booking agent: DJ Tennis è un gigante della scena elettronica mondiale, e lo dimostra ancora una volta

DJ Tennis è uno dei veri fenomeni mondiali contemporanei. Uno che si è costruito una carriera incredibile e anche credibile. Scusate il gioco di parole. Incredibile perché uno che inizia a fare il dj con l’idea di farne una carriera verso i quaranta è quantomeno spregiudicato e un po’ folle. Credibile perché in realtà il suo successo globale da artista è il frutto e la conseguenza di una credibilità costruita in una vita professionale lunga e fatta di tanti gradini diversi: Daze, agenzia che da anni ha una forte reputazione nel rappresentare moltissimi dj internazionali; Life And Death, da molto tempo ormai etichetta di riferimento per tutto ciò che orbita intorno a una certa idea di techno e diventata casa per artisti come Tale Of Us, Recondite, Red Axes, Mind Against, Marvin & Guy, Scuba, Stephan Bodzin, per citarne qualcuno. In tutto questo lunghissimo lavoro di tessitura della propria tela, di allargamento del proprio giro di connessioni, Manfredi Romano a una certa ha deciso di mettersi in gioco in prima persona anche come dj. Uno sfizio, hanno pensato in molti: uno che è già così inserito proverà anche a mettersi in consolle ma resterà sempre una delle sue attività collaterali. Per nulla: DJ Tennis in poco tempo è diventato un nome rispettato e di successo, capace di girare il mondo in club prestigiosi e di essere richiesto per progetti di enorme rilievo. La scorsa estate è uscito un volume da lui curato per la leggendaria serie di compilation ‘DJ Kicks’ della !K7, e lo scorso sabato è andato in onda su BBC Radio 1 il suo Essential Mix, uno dei punti di arrivo per un dj. Uno dei sogni bagnati per chiunque di noi abbia mai preso in mano i piatti seriamente. Eccolo sul sito di BBC Radio 1 QUI. Oppure qui sotto, caricato su Mixcloud se siete pigri.

Le sue due ore, introdotte da Pete Tong con un “representing Italy via Barcelona and Miami” che è già storia e che fotografa alla perfezione l’attitudine da globetrotter di Manfredi, rispecchiano un gusto preciso, e se da un lato inevitabilmente fanno capolino numerose produzioni di artisti e label che gravitano intorno al suo giro (Donato Dozzy, Margot, Tiger & Woods, KiNK, Life And Death, Claque Musicque, tutto legittimo e giustissimo), dall’altro si gioca gli assi nella manica, classici come Grace Jones, Autechre, Goldie e gli Underworld con la splendida ‘Cups’ nel remix firmato Salt City Orchestra, grande feticcio di chi ha vissuto una certa epoca. Per poi chiudere con Shackleton.

Un Essential Mix da manuale, impeccabile, che rispecchia la consapevolezza di sè di una figura enorme, fondamentale dell’universo del clubbing degli ultimi quindici anni. Senza smania di stupire a tutti i costi ma con la coscienza di fare qualcosa di grande gusto e profilo. Che poi, è ciò che ha portato Manfredi ad essere la figura monumentale che è. Un applauso.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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