Giovedì 23 Maggio 2019
Interviste, News

DjMag Italia incontra Psyk

Quarta uscita su Mote Evolver per Psyk. Noi di DjMag Italia lo abbiamo incontrato per la presentazione di “Human”, Ep fresco di pubblicazione sull’etichetta di Luke Slater. “Human” racconta alla perfezione lo spirito Mote, le tre tracce che lo compongono sono inni alla monotonia, alla musica ideata creata con iterazione di loop, senza varianti. Psyk è un producer atipico per la scuola spagnola, un vero e proprio istrione della techno, capace di propagandare il genere in tutte le sue sfaccettature. I suoi dj set sono carichi di insano trasformismo e il suo carisma, nonostante la giovanissima età, ha già stregato i big del circuito techno mondiale.

Human” Ep, lavoro che verrà rilasciato il prossimo 22 giugno, sarà la tua quarta release su Mote Evolver. Quanto sei orgoglioso di essere così un punto di riferimento per Luke Slater e per la sua label? Ho avuto la possibilità di ascoltare l’Ep in anteprima, raccontaci qualcosa di più a riguardo per i nostri lettori…

E’ un onore per me far parte di questa grande label e lavorare con un artista che è per me fonte di grande ispirazione come Luke. Questa release è ideata per la dancefloor, come la maggior parte dei miei lavori, sulla falsariga dei miei altri Ep editati sulla stessa label. Il sound è un po’ diverso, ho anche cambiato studio di recente. Ma ho provato a conservare l’essenza della mia musica con un approccio minimalistico alle tracce e ricercando una certa ripetitività, monotonia sonora.

Qual è stato il tuo primo approccio con la techno e quando è nato Psyk? Questa è la tua prima intervista per DjMag Italia, vorrei ripercorressi le tappe della tua carriera per chi non ti conosce…

Ho comprato la mia prima attrezzatura quando avevo quindici anni. All’età di sedici suonavo ai rave illegali che si svolgevano a Madrid e dintorni, quello era l’unico modo per far sentire dischi alla gente e il solo escamotage per partecipare ai party date le severe politiche d’età nei club. Psyk è nato con la mia prima traccia. Fu pubblicata in una compilation mix da Richie Hawtin, pensai si sposasse alla perfezione col mio sound. Dare inizio alla mia label Non Series è stato il momento di svolta della mia carriera, insieme al fatto di aver firmato un contratto con Luke Slater nel 2012, pubblicando il mio primo album “Time Foundation” su Mote Evolver.

Sei spagnolo ma hai molte influenze, su tutte Detroit e Berlino. Hai fatto dei podcast per Pole Group ma non hai mai prodotto per Mulero e il suo team. Pole Group è la maggiore etichetta spagnola e caratterizza la Spagna col suo stampo, identificando l’intero paese nel suo sound. Non farne parte ti rende un artista spagnolo non convenzionale per questo periodo di tempo?

Si. Le mie influenze maggiori provengono da Detroit ma ho anche molte ifluenze, e probabilmente tanti altri artisti le hanno, da Berlino, dal Regno Unito, dalla techno spagnola. Oscar è un grande punto di riferimento per me e così è Pole Group. Ad essere onesti voglio percorrere il mio percorso come sto già facendo. Perciò ho creato Non Series, che supporta molta techno spagnola. Così in Spagna abbiamo Pole Group, Non Series e Semantica come grandi colossi della techno music e penso sia giusto che ognuno di questi colossi esprima la propria idea musicale, la sua personalità, la sua identità. Comunque sono sicuro del fatto che collaborerò con Pole Group e con Oscar nel più immediato futuro, puoi scommetterci!

Maan e Psyk, due facce della stessa medaglia, due espressioni dello stesso artista. Quali sono le differenze principali tra i due alias? Come scegli quando essere Maan e quando essere Psyk?

A dirla tutta Maan era un progetto che ho creato per fare delle release sulla mia label. Poi pensai che fosse più interessante uscire come Maan per la pubblicazione di tracce più groovose o con influenze house. Ad ogni modo credo che accantonerò per un po’ Maan per concentrarmi su un progetto nuovo per l’anno prossimo. Vedremo…

psyk2

Passiamo a Non Series, la label che curi dal 2012. Non Series è un’istituzione della techno, raccontaci di più della tua creatura, di come questo progetto si stia sviluppando attraverso gli anni. Che caratteristiche deve avere un Non Artista?

Realizzo un prodotto che mi piacerebbe comprare o ascoltare nei club, semplice. Amo gli artisti che usano pochi elementi per le loro tracce e che sono ripetitivi nella loro musica. Credo di aver trovato un gruppo di artisti molto interessante, Savas Pascalidis, Mark Broom, Chevel, Raffa (Raffaele Attanasio). Uno dei miei propositi è quello di porre sotto i riflettori la scena spagnola con alcuni tra gli artisti più interessanti della nostra terra come Tadeo, Aiken, Eduardo De La Calle. Abbiamo un team molto solido.

L’artista per cui nutri più ammirazione?

Robert Hood

La prima release “Non Series” vede il tuo nome abbinato a quello di Raffaele Attanasio, l’ultimo Ep invece è di Chevel. Questo significa che coltivi una solida connessione con gli artisti techno italiani. Che pensi di questi due talentuosi producer e della nostra cultura techno?

Raffa è stato il primo artista con cui sono entrato in contatto, un musicista molto talentuoso e un vero amico. Chevel è uno dei miei produttori preferiti sulla scena. Entrambi hanno prodotto molte release sulla mia etichetta e tutte hanno funzionato alla grande. La techno italiana è sempre stata interessante per me. Spero di produrre altri artisti italiani in futuro.

Articolo PrecedenteArticolo Successivo

ISCRIVITI ALLA NOSTRA MAILING LIST

Scoprirai in anteprima le promozioni riservate agli iscritti e potrai cancellarti in qualunque momento senza spese.




In mancanza del consenso, la richiesta di contatto non potrà essere erogata.