Sabato 04 Aprile 2020
Interviste

DjMag Italia incontra Tadeo

Tadeo si racconta, ed è un’introspezione per nulla banale. L’estro futurista di Granada si concede ad un approfondimento sui temi riguardanti la sua carriera, le label di cui è riferimento principe e il suo recente sbarco, da protagonista, sul pianeta Token. Scopriamo meglio l’uomo Tadeo e cosa si cela dietro il suo sound ermetico.

Cominciamo dal tuo ultimo lavoro su Token: “Terra Incognita”. Quale lato inesplorato della tua natura artistica hai voluto esprimere e che traguardo credi di aver raggiunto con questo Ep?

In realtà non c’è nessun lato inesplorato, ciò che voglio, con la mia musica, è mostrare al mondo il mio punto di vista sulla techno. Quando sono in studio, la mia unica intenzione è immettere le mie idee nell’universo musica, ogni traccia corrisponde ad un pensiero o ad un sentimento. Ad essere sincero compongo molte delle mie tracce esclusivamente per i miei dj set poi, se qualche altro dj ascolta la mia musica e vuole utilizzarla per un suo set, tanto di guadagnato. C’è una cosa che accomuna tra loro le mie tracce, non ho mai smesso di esplorare nuovi modi e di utilizzare nuovi mezzi per comporre la mia musica, non voglio limitare me stesso al sound contemporaneo della techno, voglio qualcosa di nuovo, qualcosa che non è mai stato fatto prima e qualcosa di profondamente difficile da emulare. Per esempio, in “Terra Incognita” è possibile trovare molti suoni creati con Sound Design, e altre parti composte con strumentazione classica. Mi piace raccontare mondi diversi e trovare un collegamento tra loro per offrire un prodotto unico, che si differenzi.

Ultimamente, in un’intervista realizzata per DjMag Italia, Kr!z mi ha confessato: “Token è pronta a dare il suo benvenuto ad un grande artista, la famiglia è pronta ad allargarsi”. Tu sei l’artista di cui stava parlando. Cosa si prova ad essere accolto in una delle label techno più influenti degli ultimi anni? Credi che pubblicare “Terra Incognita” su Token possa darti un certo vantaggio nell’assicurare successo all’Ep?

Non sono sicuro di essere l’artista di cui ti ha parlato Kr!z (e, invece, caro Tadeo possiamo assicurarti di si: https://www.djmagitalia.com/intervista-krz/). E’ un grande onore per me che Kr!z abbia apprezzato il mio lavoro e che abbia deciso di pubblicarlo sulla sua etichetta. E’ vero, Token è una gran label, ma non saprai mai se una traccia avrà successo garantito esclusivamente in relazione all’importanza della label. Ci sono tanti altri fattori da prendere in considerazione, dalla selezione delle tracce alla data della pubblicazione, la promozione che c’è dietro, le altre release presenti in quel momento sul mercato, etc…La cosa più importante, sempre, è essere al posto giusto al momento giusto, con il giusto prodotto e il giusto team. Token lavora duro e tratta con cura le sue release, tratta con cura i suoi artisti, credo sia questa la chiave del loro successo. Credo di dover lavorare molto per raggiungere i miei obiettivi, sarebbe presuntuoso pensare di farcela esclusivamente facendo musica, adagiandomi in attesa che una label mi noti e mi dia il successo sperato ma, ovviamente, se un’etichetta come Token ti apre le porte, la cosa potrebbe darti un considerevole aiuto. Ho parlato di recente con Kr!z riguardo la riuscita della release ed è stata ben accolta da pubblico e critica, siamo entrambi felici di questo. Adesso è tempo di cominciare a lavorare su qualcosa di nuovo.

Ti andrebbe di ripercorrere insieme le tappe principali della tua carriera? Quanto orgoglio senti ribollire dentro quando pensi a quanto fatto finora?

E’ cominciato tutto come cominciano un po’ tutte le cose, avevo bisogno di esprimere le mie idee. Ognuno di noi lo fa, in un modo o nell’altro, nel mio caso avevo bisogno di farlo attraverso la musica e, a dire il vero, all’inizio nessuno mi ha mai supportato in questo. Quando dicevo che volevo essere un dj o un musicista molte delle persone a me care mi guardavano e mi dicevano “sei pazzo, con queste cose non puoi costruirti una vita”. Mi sono sempre dovuto sforzare molto e ho sempre dovuto fare qualcosa: ho avuto diversi lavori, mentre vivevo da solo, per comprare i dischi e cominciare a configurare il mio status da dj. Tutto questi lavori mi hanno dimostrato che nessuno ti regala mai nulla e che gli obiettivi non sono mai facili da raggiungere. Ho cominciato a comporre in maniera ciclica nel 2004 con i risparmi accumulati in un paio di anni, la prima release non andò bene così ho dovuto risparmiare altri soldi per la seconda, che sono riuscito a pubblicare un anno dopo. Ricordo che a quei tempi avevo due lavori, uno al mattino, dalle 7 alle 14 e un altro al pomeriggio, dalle 16 alle 20. Poi tornavo a casa e, apparte riassettare la casa, facevo musica con un vecchio computer dalle 22 all’1 di notte: la mia giornata è stata così, perfettamente scandita, per tre anni. Il week end lo trascorrevo andando ad ascoltare qualche dj in qualche club e facendo null’altro. Utilizzavo il mio tempo facendo musica. Non ho mai detto: “Non ho abbastanza tempo”, ho sempre detto a me stesso: “Fai qualcosa”. Gradualmente, grazie ad alcune registrazioni e alla nascita di Net28 riuscii a procurarmi delle date come dj, cominciai a viaggiare, a girare il mondo, concentrando tutti i miei sforzi solo nella musica, diventata, a quel punto, il mio vero, unico lavoro. Soprattutto dopo la pubblicazione di Granate Granada, tutto andò liscio per un paio di anni. Poi nel 2009 le mie idee cambiarono e sentii il bisogno di cambiare stile musicale, non ero più a mio agio con quel sound da Net28, per me quel tipo di messaggio era diventato obsoleto. Non fu una scelta, fu più una necessità, come se tutta la magia fosse d’incanto scomparsa. Tutto quanto fatto fino a quel momento sarebbe rimasto nel passato. Le persone a me vicine in quel momento non supportarono la mia decisione, non capivano, e, fondamentalmente ho dovuto cominciare da zero, perdendo date e lavoro. Quando accadono cose simili, beh, c’è da trarne insegnamenti positivi, ti permettono di capire cosa realmente tu voglia fare di te e della tua vita. Io lavoro duro e scommetto su di me ogni giorno durante la settimana e viaggiando il weekend per offrire il migliore show possibile nei club di tutto il mondo. Fortunatamente ho la mia label Another Intelligence e altre ottime label che credono in me come Token, M_Rec e, cosa molto importante, un grande team che mi supporti e che appoggi le mie idee e le mie proposte. Sotto questo punto di vista non posso non citare il team Non Series con Stephan e Psyk e il team Monofunk con Ruben e Sergio. Insieme stiamo plasmando questa nuova era, spero sia la migliore di sempre. Sono molto orgoglioso di tutti i miei passi, delle buone e delle cattive decisioni, perchè senza di esse non sarei mai l’uomo che sono adesso.

Cyclical Tracks: la label che gestisci per esprimere perlopiù te stesso (e un esiguo numero di artisti di talento come Alex Under, Rossella, i fratelli Linzatti) è attualmente in un periodo di stasi. L’ultima release pubblicata risale al 2012. E’ un progetto temporaneamente sospeso o stai semplicemente spingendoti verso altri lidi?

Beh, Cyclical Tracks è un progetto cominciato oltre 10 anni fa, è stato sviluppato ed è servito al suo scopo, onorando la sua causa. A quel punto, nel 2012, c’erano due vie d’uscita: far si che la label virasse su diversi concept musicali o semplicemente fermarsi e focalizzare la mia energia in qualcosa di nuovo. Ho scelto di dare alla label una pausa e di fondare Another Intelligence. Credo sia più costruttivo organizzare le cose per il loro scopo e usare ne nuove idee per qualcosa di nuovo. Comunque, anche adesso, il fatto che io stia concentrando tutte le mie energie su Another Intelligence non significa che Cyclical Tracks sia chiusa. Chissà, il futuro potrà mostrarmi le linee guida per riattivarla nuovamente.

Quale grande personaggio della storia della techno riveste un ruolo di maggiore importanza nella tua carriera e nel tuo percorso?

Senza alcun dubbio, se c’è qualcuno che io ammiri e rispetti fortemente in questo momento costui è Zadig. Credo sia l’ideatore del migliore live set del momento e il live è molto più complicato del dj set, devi profondere un grande sforzo per idearne uno come si deve ed è una cosa da mettere in conto quando si fanno certe valutazioni. Se dovessi scegliere un dj, più dj in realtà, direi Psyk, Kr!z e Aiken, loro sono in grado di seguire un iter nei loro dj set, conoscono i tempi e regolano le tensioni emotive alla grande. Sanno alla perfezione come ribaltare la dancefloor e al contempo imprimere il loro stampo al set. Nutro profondo rispetto anche per Sabino Gonzalez, proprietario del Cassette Club di Madrid. Quest’uomo è, per me, la prova vivente di come con la tenacia si possa ottenere tutto. Scusa, non riesco a sceglierne uno nello specifico, sono tutti grandi artisti da cui ho imparato molto.

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Hai avuto la possibilità di suonare al Tresor e al Berghain Club. Quale dei due credi sia più congeniale al tuo mood espressivo?

Devo ammettere che anche qui è impossibile scegliere, è come se mi chiedessi di scegliere tra due amici. Ogni club ha i suoi punti di forza, il miglior modo di conoscerli è andare in entrambi e goderseli. Sia il Tresor sia il Berghain raccontano una storia che diventa leggenda tra le loro mura: ogni volta che ci entri puoi percepire un’incredibile energia. Per quanto riguarda il dj è meglio che capisca in fretta di dover offrire il migliore dei set possibili, per me è sempre un piacere immenso poter esprimere la mia natura in posti del genere.

Hai release in uscita in programma? Hai voglia di anticiparci qualcosa?

In questo momento della mia carriera sono profondamente immerso nella produzione del mio nuovo album, chiamato “Chronicles of the future”, che sarà pubblicato su Non Series. Quest’album parla dei futuri step dell’evoluzione umana nei prossimi secoli, ho scritto un testo riguardo queste idee e mentre compongo una traccia faccio riferimento al testo per costruirla e svilupparla. Ho lavorato per un paio di mesi sperimentando nuove esclusive tecniche di registrazione per la composizione di quest’album. Per la presentazione di “Chronicles of the future” sto lavorando su un esclusivo live, voglio che ne esca fuori qualcosa di unico. Devo ammettere che le cose stanno andando abbastanza per le lunghe, elaborare questo live richiede molto tempo ed energia, ma ne uscirà fuori un prodotto attraente, ne sono certo. Sto inoltre terminando la mia quarta release su Another Intelligence, che segue il filo delle precedenti release, approfondendo gli studi riguardanti le antiche civiltà a contatto con forme di vita extraterrestri.

Hai date in programma in Italia? Credi che il nostro paese sia culturalmente pronto per abbracciare il tuo spinto ma al contempo criptico sound? Che riscontri hai ottenuto nei tuoi precedenti approcci al pubblico italiano?

Al momento non ho date in programma in Italia ma ci spero molto, l’Italia è uno dei miei paesi preferiti. L’ultima volta ho suonato lo scorso gennaio a Padova e, davvero, credo di essere piaciuto molto a tutti. Non penso di avere problemi ad esprimermi con la musica in Italia. Ho avuto date a Roma, Napoli, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Padova, Bari, Taranto e Rimini: sono sempre stato ben accolto dalla gente e ho buoni amici nei posti in cui mi sono esibito. Amo l’Italia e non vedo l’ora di tornare, di mostrare la crescita di Tadeo alla gente.

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