• SABATO 03 DICEMBRE 2022
Interviste

‘DOMANI’ di Ensi e Crookers è uno dei progetti più significativi del 2021

Abbiamo intervistato Ensi e Crookers per parlare del loro nuovo ep collaborativo: 'DOMANI', uscito ad un anno di distanza da 'OGGI'

Foto: Instagram

Cosa succede quando il miglior freestyler italiano di sempre decide di fare un disco con uno dei producer più eclettici in circolazione? la risposta è ‘DOMANI’, un EP realizzato a quattro mani da Ensi e Crookers, una combo forse sorprendente ma dal potenziale altissimo. Non a caso il lavoro nato da questa collaborazione entra a gamba nella scena, prendendosi di diritto il titolo di uno tra i progetti meglio riusciti di questo 2021.

Abbiamo incontrato mc e producer per parlare del processo di lavorazione di questo progetto, di come è nata la loro collaborazione e di cosa rimane ad oggi di questo anno di lavoro congiunto.

 

Come state? Come sono le sensazioni per questo nuovo progetto che, correggetemi se sbaglio, è anche il primo per la “factory” Juicy Music?
Ensi: In realtà anche ‘OGGI’ era uscito per Juicy Music, che è l’inizio del mio percorso da indipendente, il tetto sotto il quale ho racchiuso la mia produzione – poi io la chiamo “factory”, perché “etichetta indipendente” non mi piace – e che di recente si è anche allargata a una serie di persone di talento che da sempre collaborano con me: Luis Dee, Big Joe e tanti altri. Juicy Music è un logo, però in questo caso il lavoro di produzione è stato fatto in modo corale tra me e Phra.

Devo dire che sono rimasto abbastanza sorpreso dal vedervi collaborare per un progetto integrale, un intero EP di Ensi prodotto da Crookers è stato una bella sorpresa. Volevo quindi chiedervi, come è nata questa collaborazione?
Ensi: nella mia testa c’è sempre stata l’idea di creare una trilogia di EP, e mentre per il primo e il terzo capitolo ci sono dei ragionamenti diversi, il secondo volevo fosse prodotto interamente da Phra. Non c’erano altre opzioni per un EP che si chiama ‘DOMANI’. Io e lui avevamo già collaborato per i miei precedenti album, e ho sempre pensato che fosse un profilo unico sotto il punto di vista delle produzioni, perciò mi sono sentito tranquillo quando ho deciso di affidargli le strumentali di questo capitolo. Quando poi ne abbiamo parlato, e abbiamo trovato la sintonia giusta, ho solo avuto conferme: dalla prima volta che sono andato in studio a prendere le basi, convinto che sarebbero state quelle, al fatto che siamo arrivati alla fine e delle prime produzioni ne è rimasta una – questo ti fa anche capire il processo che sta dietro a questo lavoro. Phra non si è limitato a dire “ecco le basi, scegli le tue preferite”, ma è stato un vero spartiacque artistico, prendendo delle decisioni musicali a cui mi sono affidato senza paura.

Phra: Avevamo già collaborato diverse volte e ne avevamo già parlato in passato. Quando è successo è stato tutto molto liscio: abbiamo preso i beat, fatto le strofe, cambiato i beat, ricantato le strofe ed è finito. Una presa bene dall’inizio alla fine.

 

Mi sembra quindi di capire che sia stato un progetto creato seguendo il flusso degli eventi.
Ensi: Sì, poi diciamo anche che, al di là del bello di incontrare Phra e pensare ad un progetto assieme, da parte mia c’è sempre l’esigenza di creare qualcosa che possa essere performato live. Io ero stato ottimista pensando che la luce in fondo al tunnel del covid non fosse così lontana, come poi si è effettivamente rivelata. Posticipare continuamente la data della release ha fatto sorgere dei dubbi, dei cambiamenti di rotta – come è giusto che sia – però c’è stato un momento in cui abbiamo tirato una linea di demarcazione tra le “belle idee”, e le “bozze che vogliamo portare avanti”. Facendo questo, abbiamo scelto su cosa continuare a lavorare e cosa no. E anche nel sestetto che scende in campo, Phra è stato molto influente perchè la decisione di concentrarci su una cosa piuttosto che su un’altra – per esempio ‘BABY’, che secondo me uno dei momenti più alti dell’EP – deriva da un’iniezione di fiducia che mi ha dato Phra.

Quindi Phra ha avuto il ruolo del direttore artistico? possiamo usare questo termine?
Phra: Mah…

Ensi: Io l’ho detto in altre interviste !!

Phra: Dai, allora sì, però secondo me è tanto. Io ho prodotto la musica, il direttore artistico lavora su larga scala.

Ensi: Avrebbe sicuramente fatto un’altra copertina…

Phra: Sicuramente avrei messo un meme.

Chiudo il discorso produzioni con Goedi. Anche lui per me è stato un elemento sorprendente, sicuramente non si tratta del nome del momento o del producer giovane in rampa di lancio. Come mai avete deciso di portarlo all’interno del EP ?
Phra: Io e lui ci conosciamo da vent’anni e durante il secondo o terzo lockdown, non mi ricordo quanti sono stati, ci siamo visti. Con la scusa della musica facevamo cene. Il beat che è presente sull’EP in realtà è il primo beat che abbiamo fatto insieme durante la prima cena in studio da me. Diego (Goedi) è stato coinvolto perchè Ensi ha sentito il beat e gli è piaciuto molto, e di certo non potevo dirgli “no siccome devo farlo tutto io l’EP, non lo mettiamo. E anche lì si uniscono un po’ di puntini, perché è una vita che ci conosciamo: da quando eravamo giovani fuori e vecchi dentro; e ora che siamo vecchi fuori e giovani dentro, ci vediamo uguale. Secondo me è una bellissima collaborazione, fatta per stima e non per le foto.

 

Passando alle collaborazioni, volevo chiedervi come sono stati scelti i featuring.
Ensi: Partendo da Silent Bob, che è quello più lontano da me: lui appartiene a un’altra generazione e non avevamo mai collaborato. Ha i puntini sulle i per il modo di fare rap, per l’attitudine, per le produzioni che sceglie e per il modo che ha di porsi. Ho conosciuto un ragazzo con quindici anni in meno di me, ma con cui ho molto più da spartire rispetto a tanti miei coetanei. Bob è un ragazzo con il quale ci siamo trovati, ci siamo visti per la musica – io avevo sentito ‘Piano B’ e mi era piaciuta – da lì siamo rimasti in contatto, dicendoci di incontrarci in studio una volta. Quando poi è successo, gli ho fatto sentire un po’ di produzioni, ‘MAI’, nello specifico, gli è piaciuta molto, e abbiamo scritto il pezzo. ‘BAD BOYS’ con Nex Cassel, Louis Dee e Nerone è il classico pezzo dove hai una bella strofa in cui hai spaccato, e pensi “ok, qui c’è bisogno di un altro macellaio”. Nex Cassel è passato da me, e aveva un book of rhymes caldissimo, ci siamo bevuti un paio di birre artigianali e ha sganciato 16 barre da paura su quel beat. Ho poi fatto sentire il provino a Nerone, che era entusiasta, e si è aggiunto subito. A Louis Dee invece l’abbiamo mandata (lui vive a Palermo) e in tre giorni avevamo anche la sua strofa. ‘BAD BOYS’ è stato uno degli ultimi pezzi che abbiamo chiuso. Avevamo altrettante bozze con molte belle idee però, come ti dicevo, ad un certo punto abbiamo dovuto fare selezione. Sono molto contento dei featuring, li trovo perfetti per il contesto in cui sono stati inseriti: un pezzo intenso, quello con Bob, e una raffica di rime con la posse track.

C’è qualcosa che rimpiangete di non aver portato avanti?
Phra: Lui tutte, io nessuna, ma perchè sono abituato così. Capisco che da parte di chi scriva il testo ci sia più difficoltà a lasciar andare; io d’altra parte faccio la musica, ascolto con le orecchie e produco, ma non ci sono io dentro i testi. Per me, una volta che si decide di tracciare una linea, quello che resta fuori, scompare. L’unica cosa che è fuori e nessuno ha ascoltato, sono i freestyle: abbiamo fatto un cut di 25 minuti su tre beat diversi, e devo dire che è speciale quel materiale, mi piace proprio ascoltarmelo fuori da un progetto.

Ensi: Quando diciamo freestyle, è freestyle per davvero. La sera della session con Silent Bob abbiamo messo microfono in mezzo alla stanza e io ho incominciato a dirne una più divertente dell’altra. Esistono dei cut di questo materiale, forse un domani non troppo lontano li tiriamo fuori. Tornando ai rimpianti, io ne ho uno: avevamo, per esempio, un pezzo con un ritornello molto G Unit e otto barre di Johnny Marsiglia, che è il mio unico rimpianto. Insieme a questo avevamo un altro brano già finito, di cui però non siamo mai riusciti a trovare un ritornello davvero soddisfacente. La cosa “brutta” di lavorare con fenomeno come Phra è che l’EP avrebbe potuto prendere mille direzioni diverse. Avrei potuto farlo in molti modi e alla fine risultato è un frullato del mio stile e del suo: forse c’è meno il Crookers elettronico – come è anche normale che sia in un progetto rap.

Phra: Di mio sono molto contento, perché per una volta sono stato libero di aggiungere cose che magari da me non ti aspetti.

 

In una mail che ho ricevuto e che presentava il progetto, si parlava di un EP “vecchio stile“. Ti rivedi in questa definizione?
Ensi: Per niente, questo EP è Sarah Connor, di vecchio non c’è nulla. Ci sono elementi iconici dell’hip-hop, che non sono né vecchi né nuovi, sono quelli, anzi sono usati in modo attuale e folle, con la chiave di interpretazione di Phra – ovviamente in modo funzionale per sorreggere il rap. Con tutte le uscite che ci sono quest’anno e ci saranno il prossimo anno, questo Ep va contro tendenza per le scelte, niente gli somiglia.

L’ultima domanda è nello specifico per Ensi, non è neanche una domanda più uno spunto: l’EP si chiama ‘DOMANI’, è passato un anno da ‘OGGI’ – un anno che è sembrato durare 10 – e l’anno prossimo saranno dieci anni di ‘Era Tutto Un Sogno’.
Ensi: Certo, è tutto voluto. Ti faccio un esempio distante da me, ‘My Beautiful Dark Twisted Fantasy’ di Kanye West è un lavoro dove l’estetica non rispecchia il contenuto: ‘OGGI’ e ‘DOMANI’ hanno un concept macro. L’escamotage è stato raccontare una notte lunga un anno in cui comunque non siamo rimasti fermi: abbiamo realizzato questo progetto, e poi ci sono state altre cose, come Juicy Music. L’anno passato è stato “sabbatico”  per aspettare momenti propizi per suonare questo lavoro, che dal vivo sicuramente avrà un grande impatto – abbiamo già tre date a febbraio confermate dove suonerò entrambi gli Ep: Milano, Torino e Padova.

 

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