Lunedì 17 Dicembre 2018
Interviste

Don Joe ci parla di Global Rap Superstar

 

 

Cos’è Global Rap Superstar? E’ il concorso che permette ai giovani talenti del rap di cimentarsi con i propri brani in una sfida che porterà il vincitore ad aggiudicarsi la produzione di un EP di 4 tracce prodotto da Don Joe, un contratto di distribuzione digitale sulle principali piattaforme online, un live set di presentazione esclusivo, e l’opportunità di aprire uno dei concerti hip hop più attesi dell’anno in Italia (ancora top secret!). Lo scorso anno 25mila iscritti e oltre 1 milione di views hannos ancito il successo di Global rap Superstar. Ma era solo l’inizio, questa’nno si fa sul serio: Gué Pequeno, Don Joe, Marracash saranno i giudici che decideranno le sorti dei concorrenti, insieme a due importanti figure discografiche del settore: Paola Zukar, manager di lungo corso con Big Picture MGMT e figura centrale dell’hip hop in Italia da oltre 25 anni, e Jacopo Pesce, A&R di Universal Music Italia, discografico da sempre legato al mondo rap. Le iscrizioni si sono concluse il 3 maggio. Fino al 1 giugno il pubblico potrà votare online (QUI), dal 7 al 17 giugno ci sarà la votazione finale di giudici e pubblico, e il 17 giugno verrà annunciato il vincitore. Abbiamo fatto due chiacchiere con Don Joe per saperne di più.

 

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Come ti trovi in questa veste di giudice/talent scout di nuove promettenti figure artisiche a Global Rap Superstar?

Benissimo, è un discorso che con la mia etichetta Dogozilla porto avanti da un po’ di tempo. Già l’anno scorso mi ero trovato in questa veste di giudice per GRS, adesso le cose si fanno ancora più grosse e interessanti, ci sono tantissimi ragazzi in gamba e il livello della competizione è davvero alto.

 

Quali sono i parametri con cui valuti i concorrenti e le loro produzioni?

Io preferisco sempre la personalità alla tecnica pura, tra la nerdata totale e il pezzo con qualche sbavatura ma con un’identità forte preferisco sempre il secondo.  Sarà che io stesso come produttore non sono uno di quelli maniaci dei tecnicismi, ma quando ascolto qualcosa che mi trasmette una botta emotiva, mi entusiasma più di una traccia dove ci sono tutte le cose al posto giusto ma senza impatto. L’originalità è un elementio importantissimo, vorrei più produzioni originali e meno copie di quello che sentiamo arrivare dall’America o dalla Francia.

 

Io penso che un po’ di sudditanza verso ciò che succede negli USA c’è sempre, per forza di cose, perchè l’hip hop è nato lì. Non credi che negli anni ci siamo però smarcati dall’effetto copia-carbone?

No, al contrario credo che questa influenza sia aumentata. Ora i suoni e le soluzioni ritmiche, e anche il flow, sembra arrivare tutto direttamente dalle cose che sentiamo uscire negli States, mentre un tempo c’era più margine per uno stile che fosse riconoscibie come italiano: le melodie, il modo di pensare al rap. Forse oggi manca anche un po’ di conoscenza storica del passato, il mercato – e parlo in senso globale – è molto più omogeneo. Ad esempio, tutti sono lì a fare la trap, come fosse l’unico genere possibile. Ci sono sempre state le tendenze di riferimento, negli anni ’90 ricordo DJ Premier, Pete Rock, ma oggi mi pare di sentire sempre lo stesso suono, a parte poche eccezioni come Kendrick Lamar.

 

Se la trap è il presente, scondo te quale sarà il prossimo genere dominante?

Non lo so, non vedo ancora nulla di chiaro all’orizzonte. A me piacerebbe tornare a un utilizzo dei campionamenti, sono un grande estimatore di 40, , il produttore di Drake, in questo senso. M piace anche l’idea di un uso della 808 creativo e non standardizzato.

 

Parlando invece di te, cosa bolle in pentola?

Sto lavorando al disco di un progetto che si chiama Le Scimmie, sono due ragazzi napoletani, Lele Blade e Vale Lambo. La produzione è di Yung Snapp, beatmaker di Dogozilla, mentre io sto curando il mix e il master. Mi piacciono perchè con loro si lavora in modo più unerground, senza le pressioni di dover “fare numeri”, invece c’è libertà e creatività. Mi sembra di essere tornato indietro di qualche anno, però con tutta l’esperienza professionale che ho maturato in questi anni.

 

 

 

 

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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