Giovedì 19 Settembre 2019
Costume e Società

La drum machine che cambiò il mondo

 

La buca dell’orchestra di Wagner. Il grammofono. Il microfono amplificato. La chitarra elettrica. Invenzioni che hanno rivoluzionato il modo di comporre, fruire e riprodurre la musica, con un impatto altissimo anche dal punto di vista del suono. Sicuramente, però, la seconda metà del Novecento ha visto affermarsi un’ulteriore rivoluzione, quella della sintesi e del suono elettronico. Macchine che possono essere programmate per suonare ritmi, linee melodiche, arpeggi. Un vaso di pandora che ha portato all’invenzione della musica che sentiamo oggi, soprattutto l’hip hop e la dance. Se dovessimo identificare un’icona di questa rivoluzione, probabilmente sceglieremmo una drum machine dei primi anni ’80: la Roland TR-808, uno strumento che ha scolpito il suono di un’epoca con i suoi caratteristici kick e i suoi snare, quei rullanti secchi e taglienti capaci di trasformare radicalmente il sound ella musica elettronica e delle produzioni hip hop prima, e poi entrando a gamba tesa anche in molti altri generi. La 808 è il feticcio di moltissimi producer e beatmaker, e viene celebrata nel bellissimo documentario ‘808’ disponibile su Apple Music, che vi consiglio vivamente di guardare perchè è una bella lezione di storia e un documento interessante per capire da dove nasce molto del suono che ascoltiamo oggi.

 

 

Per me la 808 è una macchina mitologica, sono cresciuto in un momento storico in cui i software stavano via via soppiantando campionatori, sintetizzatori e drum machine, ma ho avuto modo di smanettare alla vecchia maniera ed è una goduria stare a programmare quelle sequenze con i tasti con le gradazioni di colore dal rosso al bianco. Ho chiesto ad alcuni produttori cosa li lega alla 808.

 

Riva Starr

La 808 è la prima batteria che abbia mai posseduto, da giovane ero un dj hip hop e amavo l’electro, i Kraftwerk erano tra i miei gruppi preferiti. Poi ho iniziato a fare breakbeat ed era la macchina perfetta. Un aneddoto: la prima volta che mi sono beccato in studio con Fatboy Slim abbiamo fatto una jam con la 808 e l’Akai 950, il mitico campionatore. Ora quella registrazione è sepolta nei menadri di qualche hard disk ma esiste ed è stata una giornata molto divertente.

 

Stefano Fontana/Stylophonic

Ho scoperto la Roland 808 nei dischi post-electro di Egyptian Lover e Man Parrish e poi nella prima house di Chicago e sono rimasto colpito dal suono unico, diverso e così poco “formale”. La 808 fa parte della mia vita, è il mio pacemaker in studio, rende unica qualciasi produzione proprio per il suo suono così definito, unico e avulso da quello di qualsiasi altra batteria.

 

Mace

Quando leggo 808 penso sempre a due cose: la “dope kick” con i suoi lunghissimi bassi profondi, (diventati la quintessenza del rap di Atlanta, del Miami bass, della Baltimore, del Jersey club, ovviamente della trap e di mille altri sotto generi della “black” club culture americana) e al disco che ha cambiato il mondo per sempre: ‘808 And Heartbreaks’. Grazie Roland. Grazie Kanye. La musica degli ultimi anni è tutta figlia vostra, che ne siate consapevoli o no.

 

Ckrono

Ringrazio internet e i campionamenti perchè mi hanno permesso di usare la 808 pur senza possederne una. È difficile che nelle produzioni elettroniche di oggi non ci sia almeno un elemento della 808. FRESH!

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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