Martedì 28 Gennaio 2020
News

Duke Dumont, i medici dicono “stop” fino a inizio 2020

Il dj inglese annulla alcune tappe del tour perché troppo a ridosso di una delicata operazione. Anche altri artisti annunciano un rallentamento per il 2020

Il dj e produttore inglese Duke Dumont ha recentemente annunciato l’annullamento di tutte le prossime date del suo world tour. Lo stop è stato dettato dai dottori a seguito di un decorso post-operatorio programmato non ottimale. I suoi fan a Bali, Dubai e in Irlanda dovranno quindi aspettare il 2020 per vedere dal vivo l’autore di hit house come ‘Need You (100%)’ e ‘Ocean Drive’.

L’episodio riporta l’attenzione sulla salute fisica e mentale di dj e produttori che, per colpa di una fitta schedule, sono costretti a tenere ritmi serrati per molti mesi di fila. La mancanza cronica di tempo per sé stessi, per fermarsi e recuperare le energie fisiche e mentali è un tema che è stato tragicamente portato in primo piano da Avicii. Con la sua improvvisa scomparsa la scena musicale mondiale si è svegliata con un sussulto da un torpore autoindotto modificando orari e impegni di molte star che necessitavano ritmi più umani senza però avere – forse – il coraggio di chiederlo.

Nelle ultime settimane sono ancora molti gli esempi di questo trend. La dj e produttrice sudafricana Nora En Pure ha annunciato proprio la scorsa settimana che “per la mia mente e il mio corpo ho deciso di rallentare la mia attività di touring nel 2020. […] La vita in tour può essere molto dura a volte e quest anno non sono stata contenta quando ho dovuto cancellare alcuni miei show a causa delle mie condizioni di salute”.

 

Allo stesso modo il vlog di Martin Garrix è particolarmente esplicativo delle condizioni in cui si trova l’artista che deve dare al suo corpo il tempo di riprendersi mentre il management spinge incessantemente per riportalo on the road. “È il corpo che deve dettare i tempi al lavoro, non il contrario” afferma il fisioterapista del giovane artista olandese alle prese con la sua caviglia rotta (parliamo della scorsa primavera). Ottenere ritmi più umani non dipende solo dalla volontà dell’artista: è un processo stratificato che coinvolge management, booking agency, tour manager, production team e altri attori che, chiaramente, risentono negativamente di un rallentamento della schedule del dj con cui lavorano. Il 2020 sarà l’anno della definitiva presa di coscienza da parte dell’industria musicale sui temi della salute fisica e mentale? Le premesse ci sono tutte. Speriamo davvero che sia così.

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Michele Anesi
Amo la musica elettronica, il music marketing e scoprire nuovi talenti. Preferisco la sostanza all'apparenza.

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