Domenica 15 Settembre 2019
Festival

Echowaves, l’onda lunga che arriva dalla Georgia

La seconda edizione del festival georgiano ha puntato decisamente sulla techno, senza per questo trascurare la house

Foto di Bernard Bodo

Con Echowaves, la Georgia si inserisce a pieno titolo nella mappa del festival internazionali, forte anche di una posizione geografica che la colloca a metà tra Europa e Asia, con il Mar Nero a fare da sfondo e una serie di spazi infiniti dove poter piazzare un evento musicale senza stravolgere più di tanto la quotidianità del territorio.
Da giovedì 22 a domenica 25 agosto la secondo edizione di Echowaves ha radunato ad Anaklia più di 15mila persone provenienti da 70 nazioni diverse, con una line up con la techno in prima linea e gli headliner piazzati soprattutto tra giovedì e venerdì, Nina Kraviz e Ben Klock su tutti. Ben Klock è come un pilota di Formula Uno, a vederlo suonare sempre tutto così terribilmente semplice, pulito, naturale. Una selezione musicale sempre inedita, un carisma con pochi eguali, la capacità di creare un’empatia unica con la dancefloor, anche se il dj tedesco non è esattamente un artista noto per i sorrisi e gli ammiccamenti con il pubblico. Sempre immerso in una sua personalissima dimensione, che ogni volta si traduce in set spettacolari. Molto bene tra i tanti dj in line up John Talabot e Claptone, che come da collaudata prassi ha regalato 500 delle sue proverbiali maschere. Claptone sa sempre quando sia il momento di piazzare le sue hit oppure concedersi un momento remember, sempre aiutato da visual che proiettano il suo nome e grafiche che non risultino mai invasive.

 

Echowaves coinvolge imprenditori locali e i serbi di Exit e come ogni festival ha offerto sia attività diurne che serali, da workshop a tornei sportivi, merito anche di una location che permetteva di spalmare i vari stage ai lati della strada lungomare, alla quale si accedeva con un modernissimo ponte in legno lungo oltre 500 metri: terminata questa camminata appariva il festival vero e proprio, con stage nei quali gli organizzatori hanno fatto sfoggio della loro fantasia, in particolare in quello allestito come una vero e proprio vascello dei pirati, intorno al quale si poteva ballare come se non ci fosse un domani. Curati il giusto i food corner, con la gloria nazionale rappresentata dal Khachapuri, focacce ripiene di uova e formaggio. Anche se non proprio dietro l’angolo, Echowaves può essere una meta diversa dal solito per gli appassionati dei festival di musica elettronica, dati anche i costi molto contenuti sia della trasferta che degli alloggi e dei ristoranti.

 

Il suo collocamento nel penultimo fine settimana di agosto arricchisce un’offerta internazionale che nello stesso week-end presenta Creamfields e SW4 (Gran Bretagna) e Mysteryland e Drumcode (Olanda). Quello che conta davvero è la capacità della musica elettronica di abbattere ogni frontiera e andare alla conquista di nuovi territori. Nell’anno nel quale si celebra il 50esimo anniversario di Woodstock, non potrebbe esserci momento migliore per i dj e i loro fan.

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Dal 1996 segue, racconta e divulga eventi dance e djset in ogni angolo del globo terracqueo: da Hong Kong a San Paolo, da Miami ad Ibiza, per lui non esistono consolle che abbiano segreti. Sempre teso a capire quale sia la magia che rende i deejays ed il clubbing la nuova frontiera del divertimento musicale, si dichiara in missione costante in nome e per conto della dance; dà forfeit soltanto se si materializzano altri notti magiche, quelle della Juventus.

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