Venerdì 24 Maggio 2019
Tech

L’editing del vocal

Tutti i segreti della produzione e del mix delle voci in studio

Come ogni mese Alex Tripi e Nello Greco aka The ReLOUD, direttamente della MAT Academy, rispondono alle vostre domande con preziosi tips & tricks. Questo mese approfondiremo tutta la parte di editing vocale in DAW post registrazione.

La voce ricopre un ruolo fondamentale all’interno della produzione musicale e può essere considerata l’elemento più importante della musica contemporanea, proprio perché, oltre che un ruolo melodico, rappresenta la dimensione verbale e comunicativa di un brano, trasporta la melodia ed è l’elemento del brano che più cattura l’interesse dell’ascoltatore e rimane impresso anche dopo la riproduzione sonora. In relazione alla sua rilevanza, il vocal merita di conseguenza un editing sonoro specifico che approfondiremo nell’articolo di oggi, menzionando alcune tecniche per il trattamento della voce e le diverse fasi relative al vocal staging. Anche se non tutti i generi musicali presentano una traccia vocale, ma spesso solo una porzione o dei frammenti di sample, è utile imparare a editarli con competenza. Una caratteristica tipica dei brani mainstream contemporanei è quella di disporre i vocal in modo prominente rispetto al resto degli elementi, caratteristica definita (up-front). Le operazioni di editing sonoro vanno eseguite in un ordine corretto nel flusso del segnale partendo da un primo step che è l’equalizzazione di pulizia e a seguire la compressione (per semplicità tratteremo prima la compressione e poi i due passaggi di equalizzazione). L’elaborazione dinamica è una delle chiavi per ottenere un suono vocale equilibrato mantenendo una presenza costante per tutto il mix. Essendo la voce umana uno strumento estremamente dinamico, anche i cantanti più esperti hanno bisogno di controllarne i transienti; usare ad esempio una compressione con un tempo di attacco lento può mettere in risalto la voce nel mix migliorando l’articolazione sottolineando i passaggi espressivi; aumentare oltremisura il tempo di attacco invece serve ad ammorbidire la voce e spingerla indietro nel mix.


Compressore della Softube emulazione di compressore analogico valvolare

I compressori valvolari sono popolari per il trattamento di voci perché rallentano il segnale rendendolo più caldo e soprattutto, quando vengono spinti oltre limite, grazie alle valvole aggiungono una buona saturazione al suono della voce, specialmente se non usano circuiti ottici integrati (Opto Compressor). I plug-in digitali di compressione che emulano i classici compressori analogici possono riprodurre bene le loro caratteristiche aggiungendo oltre alla normale compressione anche il colore tipico di quello specifico compressore. I compressori digitali che non emulano macchinari analogici da banco, nella stragrande maggioranza dei casi, si limitano ad una pura compressione di volume ma senza particolari caratteristiche e colorazioni sonore. In relazione al timbro ed ai transienti, alcuni vocal reagiscono meglio alla compressione e sarà possibile spingerli anche oltre la soglia, prima che il compressore inizi a saturarle eccessivamente, altri invece andranno in saturazione anche applicando pochi dB di attenuazione. La maggior parte dei produttori impiega più di un compressore per editare il vocal e la catena sarà comunemente composta da due o anche tre, a seconda delle voci. Impiegando più di un compressore, il segnale viene gradualmente limitato in dinamica e questo si traduce in una compressione più morbida.

Il primo compressore della catena viene comunemente utilizzato per appianare il livello generale (compressione a stato solido), usando solitamente un rapporto di 4:1, un attacco rapido e release e threshold impostati in modo che il misuratore di riduzione del gain misuri approssimativamente 4 dB. Il segnale quindi entra in un secondo compressore, meglio se valvolare (o emulazione) per impartire un po’ di carattere alla voce. Questo viene applicato con un rapporto di compressione più consistente (intorno a 7:1) con attack e rilascio rapidi, e threshold regolato in modo che il misuratore di gain reduction indichi tra i 6 e gli 8 dB. Nel caso dell’utilizzo di tre compressori, prima del compressore valvolare, si inserisce un secondo compressore di semplice attenuazione (a stato solido) per dividere il carico di compressione su due compressori invece di uno solo. Naturalmente, queste sono impostazioni generali che dovrebbero essere regolate in base a diversi fattori come il carattere vocale, il microfono ed il pre-amplificatore utilizzato per catturare l’audio, l’applicazione della compressione inoltre può introdurre fenomeni come una percezione minore delle frequenze più alte che possono essere ripristinate successivamente con uno o più boost di equalizzazione.

Dual Band De-Esser Analogico da Rack, tra i più utilizzati presente anche in plugin della stessa casa che emula questo modello

Equalizzazione
Bisogna distinguere due fasi diverse di equalizzazione: una di pulizia, ed una di arricchimento. Puliremo quindi della compressione con un filtro passa alto con pendenza 12dB/octave fino ai 60Hz circa per eliminare le frequenze basse non necessarie. Altro passaggio di pulizia è quello di andare ad attenuare alcune particolari aree di frequenza. Ad esempio se il nostro vocal ha un effetto boxiness (“scatolato”) taglieremo con un dip con una “Q” medio/stretta nello spettro che va tra i 500Hz e gli 800Hz a seconda del vocal. In questo modo il segnale entrerà pulito nei compressori che elaboreranno così solo la porzione di audio utile. Dopo i compressori, si applica un secondo equalizzatore di arricchimento sonoro (consigliamo sempre eq di emulazioni analogiche) dal momento che tutto dipende dalla registrazione originale e tutte le voci sono diverse tra loro è impossibile offrire dei parametri precisi da applicare con l’EQ. Due sono le linee di guida fondamentali: la prima è applicare una curva shelf sulle alte da 8kHz per dare aria alla fascia alta della voce, la seconda applicare un boost con un filtro a fattore “Q” medio tra i 2kHz-3.5kHz ad una voce maschile, e 3kHz-4.5kHz ad una voce femminile per aumentarne la presenza.


De-Esser
Il passo successivo è quello di inserire un de-esser ovvero un processore dinamico con un setting estremo e veloce, progettato per attenuare solo le sibilanti della voce rispetto il livello RMS del segnale. In questo modo il compressore risponderà attenuando solo alle sibilanti lasciando passare inalterata la restante parte del segnale. Le sibilanti possono essere controllate ulteriormente inserendo un taglio di EQ con campana stretta nel range tra 5 e 7KHz circa. Dopo le fasi di controllo del vocal, si può poi intervenire con effetti di arricchimento vocale come il Double-Tracking, tecnica inventata da Ken Townsend, ingegnere presso gli Abbey Road Studios negli anni ’60, ed applicata in una registrazione di John Lennon, che consiste in un editing delle voci che addensa e valorizza le voci “deboli”. Il processo consisteva semplicemente nel cantare la voce solista due volte, in modo che i tempi e il fraseggio di ogni performance fossero il più vicino possibile tra loro ma non uguali.


Abbey Road Studios – leggendaria sala 11 di registrazione con Tape Machines negli anni 1960

Questo primo approccio venne presto sostituito dall’artificial Double-Tracking registrando solo una voce principale da una macchina a nastro da cui veniva creata una copia che veniva riprodotta in sincrono con il secondo nastro insieme alla voce originale per poi creare un leggero ritardo regolando la velocità della seconda macchina a nastro. La velocità di regolazione genera una differenza di intonazione tra le due voci creando un sottile effetto chorus e ricreando l’illusione che le due voci siano state registrate separatamente. Questo può essere ricreato digitalmente, vediamo come riprodurre questa tecnica usando i moderni plug-in. Duplicare il sample originale su un seconda traccia ed applicare un effetto minimo di pitch shift (con plug-in che intervengono anche sui centesimi di semitono e non solo sui semitoni) a entrambi i canali per riprodurre l’effetto della rotazione della bobina di registrazione. Per emulare invece le variazioni di ritardo tra i due registratori a nastro si ottiene impostando un tempo di ritardo tra le due tracce compreso tra 5ms e 25ms (si può ottenere facilmente spostando manualmente le due tracce sulla griglia). Occorre sperimentare all’interno di questi parametri per vedere quale misura funziona meglio per il tuo sample.

Reverb
In genere, la porzione di riverbero utilizzato, se non per particolari effetti creativi, è piccola con un breve coda 70 ms e pre-delay 40 ms. Spesso viene impiegato un riverbero diverso da quello usato nel resto del mix per conferire alla voce un timbro diverso che aiuta a catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Ovviamente dopo questi passaggi si può intervenire con tutti gli effetti creativi che riteniamo utili. A questo punto quindi spazio alla fantasia. In alcuni casi, alla fine di tutto il processo, applicare un limiter al vocal permetterà, attraverso il controllo dei picchi, di ottenere un suono vocale frontale e più presente nel mix, questa prassi è più diffusa nei generi hip hop, r’n’b, pop e alcuni brani rock. Tutte queste tecniche possono produrre ottimi risultati se il suono vocale iniziale è stato registrato con i dovuti accorgimenti o attrezzature di registrazione adatti.

Plugin di Limiter Universal Audio emulazione del 1176LN sempra della Universal Audio

 

Per approfondire le vostre conoscenze tecniche www.mat-academy.com
per inviarci le vostre domande djmag@mat-academy.com
l’articolo completo è in edicola su DJ MAG ITALIA, n.81 – Giugno 2018


© RIPRODUZIONE RISERVATA 
13.07.2018

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The ReLOUD
Uno dei principali act italiani elettronici con release sulle maggiori etichette nazionali e internazionali. Diverse TOP 10 su Buzz Chart, Cool Cuts, iTunes, Beatport, Traxsource e i vari portali. Fondatori e Master Teachers della MAT-ACADEMY (www.mat-academy.com), accademia on-line leader nella formazione dei nuovi talenti emergenti.

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