Giovedì 14 Novembre 2019
Interviste

Chi è Edmmaro?

 

intervista di Albi Scotti e Ale Lippi

Chi si nasconde dietro la maschera? E davvero si nasconde? Abbiamo intervistato il personaggio più irriverente e provocatorio della dance italiana. Che non ha paura di dirci in faccia (se così si può dire) quello che pensa del mondo in cui è immerso

Edmmaro siamo noi. Edmmaro ha la maschera di Hardwell, non ha un volto, il suo volto è quello della EDM più dura e pura. Edmmaro ha la maschera perché l’EDM è una maschera. Pensateci: deadmau5, Marshmello, The Bloody Beetroots. I Daft Punk. I dj indossano le maschere come i supereroi, sono personaggi da film, da fumetto. Edmmaro fa esattamente la stessa cosa. Si traveste, diventa un personaggio, il personaggio che racchiude in sé tutti i vizi, i tic, gli stereotipi dell’immaginario EDM. Anche il nome Edmmaro è la fotografia di un mondo. Come le parodie del web: Martina Dell’Ombra, il Milanese Imbruttito, il meridione di Casa Surace. Un Edmmaro ha gusti, vestiario, linguaggio, mentalità ben definiti. Stereotipi, appunto. Quelli dei giovani fan che vanno (o vorrebbero andare) ai festival, e passano le giornate sui video e sulle pagine social dei propri dj preferiti. Perciò siamo tutti EDMmari, chi più chi meno, perché i luoghi comuni sono tali proprio perché veri. E tutti abbiamo i nostri momenti da italiano medio. Da fan medio. O da Edmmaro medio. Ma il gioco va oltre. Diventa quello di chi sa come guardare non soltanto il pubblico, ma anche gli stessi protagonisti con occhi disincantati e sarcastici. E con il gusto di mettere insieme le sigle dei TG con i drop da mainstage. Un’idea coraggiosa, se pensiamo al contesto talvolta fin troppo auto-referenziale del mondo della musica dance, che si trova spesso irrigidito e arroccato su se stesso. Così quella di EDMmaro diventa a tutti gli effetti satira, divertente e scanzonata quanto pungente e corrosiva. Se poi in un festival come Nameless – che di fatto in Italia è tra i più seguiti e partecipati – e ha una collocazione particolare rispetto all’EDM nel nostro Paese, questo spirito dissacrante viene recepito e gli viene dato spazio, allora ecco che si crea un cortocircuito micidiale. Naturalmente, siamo qui a parlarne con il diretto interessato. Perché Edmmaro ha suonato al NMF lo scorso anno, come vincitore del contest dedicato ai nuovi talenti, e sarà sul palco anche in questa edizione, con tutto il suo nutrito gruppo di fan a seguirlo.

 

Edmmaro live_2

Sei il protagonista di una storia molto particolare e unica. Raccontiamola dall’inizio: come è nato Edmmaro?
Edmmaro all’inizio non era un dj ma soltanto un ragazzo che si annoiava, e per gioco ha aperto un profilo Facebook attraverso il quale dissare e trollare il mondo EDM.

Perché? Rosicavi perché non spaccavi?
No, semplicemente per divertirmi e prendere in giro tutto quel mondo, che tra l’altro mi piace, intendiamoci. Ci sono anche dei miei amici con cui suono e produco tra le mie “vittime”. Ad esempio ho usato la voce di Angemi in un mio mash up. Era solo voglia di fare qualcosa di dissacrante mettendo insieme elementi inconciliabili come le sigle dei programmi TV nazional-popolari e trash con i drop dei brani EDM più forti. Il concept era “fare le cose più brutte possibili” e poi metterle sul mio canale Soundcloud. Mi divertivo molto.

Poi però ti sei messo in gioco sul serio.
L’anno scorso, quando ho visto il consueto contest di Nameless Music Festival per i giovani dj, ho deciso di partecipare. Chiaramente a modo mio, e quindi trollando le tracce dei dj che avrebbero davvero suonato al festival. Ho preparato un mix dove i pezzi EDM erano mixati con spezzoni trash, ma davvero trash. L’ho fatto anche lì per scherzo, senza pensare di vincere il contest o senza velleità particolari. Però era fatto bene, nel suo essere così stupido era rifinito in ogni dettaglio.

E cos’è successo?
È successo che nel giro di sei ore il mio mix era il più votato su oltre 500 partecipanti, ma con numeri mostruosi. Si era creato un vero caso social. E lì ho pensato “ok, funziona davvero, devo vederla con occhi diversi”. E ho rimesso in asse tutto il progetto.

Che cosa fa Edmmaro nel tempo libero?
Beh, ascolto musica.

Quale?
La peggiore. O la migliore, secondo i miei gusti naturalmente.

E qual è la musica migliore?
Mi piace la bass, ma per dirla tutta non è sempre così coinvolgente, perciò mixarla con qualcosa di più “ignorante”, tipo Gigi D’Agostino, i neomelodici napoletani, Gigi D’Alessio o le sigle TV mi stuzzica molto. Porto la musica nazional-popolare e i suoi capisaldi nell’EDM e nella bass.

 

foto di Nicolò Silenzi_2

Quando suoni come reagisce il pubblico a questo cortocircuito?
Dipende… se metto Gigi D’Alessio si divertono tutti. Se suono la sigla di “Uomini e Donne”, i ragazzi mi guardano male, le ragazze impazziscono. È una reazione controversa, ma se in tanti si divertono  la situazione che creo unisce tutti.

Perché hai deciso di non svelare la tua identità e di nasconderti dietro la maschera di Hardwell? Ti vergogni di ciò che suoni?
No, anzi, ne vado fiero, non potrei divertirmi più di così. Hardwell perché all’inizio il mio era solo un profilo social, quindi visto che prendevo in giro una certa EDM ne ho scelto il volto più rappresentativo. Quando ho iniziato a suonare davvero in giro l’ho fatta diventare una maschera. Potrei anche decidere di cambiarla, un giorno. Che so, indossare quelle di Dimitri Vegas & Like Mike, due Edmmari. Ci pensate?

Abbiamo già paura. Ma cosa significa il termine “Edmmaro”?
Beh, è come dire “metallaro”. Rappresenta uno stereotipo ben preciso, un tipo di persona che incarna diversi luoghi comuni. Un Edmmaro generalmente è quel teenager che si entusiasma per qualsiasi serata o festival EDM, anche, che so, una serata di Yves V in provincia. Compra il merchandise, passa le giornate a seguire e commentare i video, è un ascoltatore acerbo che conosce poca musica ed è completamente attratto dal Tomorrowland o da Spinnin’, marchi forti e facili da seguire. L’Edmmaro ha poca cultura musicale, e quindi mentalmente è un po’ chiuso e integralista, probabilmente ha scelto l’EDM perché è un genere più facile da assimilare. Quando inizi ad appassionarti alla musica l’EDM è un entry level semplice. In realtà è stato così anche per me qualche anno fa, quindi c’è anche dell’autoironia.

 


Come si veste un Edmmaro?
Pantaloni skinny, scarpe Roshe Run che erano di moda tre anni fa, maglietta lunga con qualche strappo, cappellino snapback della label preferita, tipo Protocol o Revealed. L’EDMmaro è quello che vorrebbe andare all’Ultra di Miami ma invece se lo guarda in diretta streaming fino alle cinque di mattina, e poi fa un post con la classifica dei set preferiti. Tutte cose che ho sempre fatto, per dire.

Fa effetto sentire una superstar dell’EDM come te distruggere il suo stesso mondo. Ma è un’accusa o una provocazione?
Una provocazione, perché l’EDM forse è già morta in realtà. Siamo già oltre. Quell’immaginario è già retorico.

Qual è la collaborazione dei tuoi sogni?
Il sogno è fare un beat per Bello Figo. Un’altra collaborazione che mi piacerebbe è quella con Hardwell, ma in un genere diverso dall’EDM.

Hai mai avuto contatti diretti con Hardwell? Sa che esisti? Come la prenderebbe?
Non ci siamo ancora mai sentiti né visti ma credo che la prenderebbe bene, in fondo scegliere il suo volto è anche un omaggio alla sua popolarità. O meglio, lo prendo in giro ma solo in quanto simbolo di un contesto preciso.

Senti, viviamo in un periodo storico in cui la parodia è diventata un genere abusato. Dai progetti comici coma Il Pagante o Rovazzi ai meme su qualsiasi cosa, dal discorso del Papa a quello del politico di turno, tutto sembra perennemente buttato sul ridere. Come vedi questo fenomeno dalla tua prospettiva?
Sicuramente ho centrato il momento più adatto per questo mio progetto. Musicalmente non c’è nulla di nuovo e rivoluzionario in giro, l’EDM è morta e sul versante bass le cose non funzionano così tanto. Quindi o si ripiega su cose vecchie o si sceglie di far divertire il pubblico. Io preferisco prendermi alla leggera.

 

Edmmaro live
Che rapporto hai con le donne? O con gli uomini… non conosciamo i tuoi gusti.
Sono molto conteso dalle donne, ho molte groupie ed è difficile accontentare tute.

Ma come ti riconoscono se porti la maschera? È vero che altri si spacciano per te?
Verissimo! Ma l’Edmmaro originale è soltanto uno.

E non ti chiediamo da cosa ti riconoscono perché sconfineremmo nell’hardcore. Invece che rapporto hai con l’alcool?
Come ogni artista EDM ho un’immagine pubblica pulita e rassicurante. Bevo responsabilmente.

La scena italiana come ti ha accolto, a parte chi già conosce il fenomeno e ne è consapevole?
Il pubblico mi accoglie bene, anche con curiosità, perché sono il filo rosso che unisce i fan dell’EDM e chi ascolta magari J-Ax e Fedez. Se invece vi riferite alla “scena” dei produttori e dei dj, c’è chi mi conosce bene e si diverte insieme a me per la mia attitudine, e chi non riesci a capire perfettamente cosa stia succedendo.

 


A parte Hardwell, ovviamente, qual è il tuo dj preferito tra i tuoi colleghi?
Domanda difficile… Mi piace Yves V, che abbiamo nominato prima, perché rappresenta quella “seconda fascia” che fa sorridere. E Tigerlily, ma per motivi extra-artistici. E perché ha suonato la Dark Polo Gang.

Ti ha rubato l’idea? Avresti voluto suonarla tu la Dark Polo Gang, dì la verità.
No, figurati, la suonavo ben prima di lei.

Tra l’altro la Dark Polo Gang è oggetto di un continuo endorsement da parte del mondo supercool della moda, come Marcelo Burlon, o di quello intellettualoide di Club TO Club. Se iniziassero a fare lo stesso con te come reagiresti a tutto questo?
Non mi ci immagino, perché EDMmaro è un fenomeno molto più popolare, mentre la DPG cerca di darsi un tono pur essendo burina e cafona, io sono un artista che nasce con la voglia di essere nazional-popolare, infatti le mie citazioni pescano da quel mondo. Non mi interessa il mondo dell’intellighenzia, mi sembra già abbastanza autoreferenziale.

Che opinione hai del mondo hip hop italiano? Non sono anche loro degli EDMmari, dei provinciali che credono di essere americani?
Mi piace il rap e mi piacciono alcuni rapper, per il resto probabilmente è così, c’è un vizio di fondo, un errore di mentalità alla base che fa sembrare tutto un po’ ridicolo. Sono degli EDMmari mancati.

E invece il mondo della techno, con il suo immaginario altrettanto definito?
Non mi piace molto perché sono tutti uomini, vestiti di nero, la musica è tutta uguale. Ci sono poche ragazze e sono tutte delle technare che sembrano uscite da Cinisello Balsamo, città-dormitorio poco fuori Milano. Come vedete, tutti i mondi hanno i loro personaggi stereotipati, siamo tutti EDmmari.

Ultima domanda: non hai trovato umiliante suonare al Nameless nel primo pomeriggio, in un orario in cui non c’è ancora tutto il pubblico e l’attenzione è bassa?
È umiliante, molto umiliante, mi sembra che non venga riconosciuto tutto quello che ho fatto per la scena. È pazzesco che artisti come Merk & Kremont abbiano avuto uno slot più favorevole del mio, con quella buffonata della Dark Polo Gang in mezzo, proprio una brutta scopiazzata dle mio modo di fare le cose. E poi loro suonano sempre in Italia, ogni anno al Nameless, basta. Hanno stufato. È il mio turno.

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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