Venerdì 23 Agosto 2019
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Enrico Sangiuliano è una promessa mantenuta

L'artista emiliano negli ultimi anni sta dimostrando grandi cose, guadagnandosi il rispetto di tutta la scena techno e non solo.

Dobbiamo smetterla di insinuare che la scena italiana ha solo da invidiare all’estero, perché è semplicemente una bugia.. Sono mesi che parliamo di promesse, talenti, lavori sorprendenti e del grande supporto che molti delle nostre scuderie – dagli emisferi più mainstream alle realtà underground, sia chiaro – stanno ricevendo in tutto il globo. Poi qualcuno conferma le nostre parole, qualcun altro dimostra di necessitare più tempo, ma bene o male l’emergente scena italica è davvero in ottima salute, ed è bene entri in testa a tutti. 

Nella lista di quelle che abbiamo definito come le nostre migliori promesse c’è Enrico Sangiuliano e ve ne abbiamo velocemente parlato in uno degli ultimi numeri cartacei. Originario di Reggio Emilia, Enrico si è fatto le ossa dalle feste locali fino ai maggiori palchi d’Europa, arrivando oggi a confermarsi come uno degli artisti techno più amati in Italia e non solo. Non sono solo gli oscuri tunnel musicali dei suoi set a fargli da marchio di fabbrica (ultimo dei quali è per il podcast per Dj Mag) ma anche una serie di release ben piazzate. Parliamo di una lunghissima serie di EP tra cui se ne contano tre su Drumcode (a partire dal 2015 fino al 2017), label che ha fatto di Enrico uno dei suoi pesi massimi, con l’ala del boss Adam Beyer che non ha tardato ad avvolgerlo; non solo Adam Beyer, ma anche Sven Väth, Joseph Capriati, Sasha, Alan Fitzpatrick, Gregor Tresher, Pan Pot e tanti altri figurano tra i nomi che hanno dimostrato di apprezzare le note di Sangiuliano. Tra l’altro Oliver Heldens (che voi direte: che c’entra adesso?) ci ha recentemente confessato di essersi ispirato agli ultimi lavori di Enrico per la sua prossima release con l’alias HI-LO. Un po’ di dati? Il suo EP ‘X-Pollination’ (il mio personale preferito, tra l’altro) ha raggiunto la posizione #1 nella Main Chart di Beatport, dove è rimasto per un paio di mesi, e altrettanto ha fatto il suo EP ‘Moon Rocks’ poco dopo. Nel 2015 è arrivato ottavo come best selling techno artist, per poi raggiungere la prima posizione l’anno successivo. Non può essere un caso. 

Con l’appoggio di Drumcode e le release sulla label, le ultime gig che tra il resto lo hanno visto esibirsi a Loveland, Awakenings e Sònar, oltre che in Sudamerica, il 2017 sembrerebbe già archiviabile come un’annata di successi. Eppure ci sono ancora tante novità all’orizzonte: il dj set all’Amsterdam Dance Event, all’Halloween Party di Drumcode e al NYE di Loveland, quindi il ritorno in Australia in febbraio 2018. Considerati i numeri dell’artista e l’esponente aumento delle chiamate dai booking di tutto il mondo, non ci sorprenderebbe assistere nel 2018 ad un ulteriore tour, ancor più massiccio, fuori dal vecchio continente. Bravo Enrico, l’Italia è fiera di te. 

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando le playlist di Spotify.

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