Domenica 16 Dicembre 2018
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HOLO di Eric Prydz sembra quasi magia: siamo stati a vederlo in Scozia

Siamo stati alla prima di HOLO, il nuovo show di Eric Prydz, sabato sera a Glasgow: un altro campionato, un altro sport rispetto a tutti gli altri show

Attesissimo, imperdibile, il nuovo show di Eric Prydz si chiama HOLO e sabato ha debuttato a Glasgow, in Scozia. C’eravamo e vi raccontiamo com’è andata. Partiamo dall’inizio, anzi da prima: vi ricordate il periodo in cui giravano tutti quei video di EPIC 4.0, lo show di Prydz che univa la musica di tutti i suoi progetti agli effetti visivi più all’avanguardia di quel momento? Gli ologrammi proiettati sul cubo intorno al dj lasciarono a bocca aperta il mondo intero. Subito dopo venne la volta di EPIC 5.0, attesissima evoluzione dello spettacolo al quale assistemmo sotto l’enorme tendone dello Steel Yard, a Londra un anno fa. La forza di EPIC risiedeva in due fattori chiave: quello musicale, perché lo svedese in queste occasioni propone un set che spazia tantissimo a livello di sonorità e ovviamente anche a livello visivo, con tecnologie e risultati che al momento non hanno eguali al mondo e rappresentano la più potente e virtuosa avanguardia per il genere di evento del quale stiamo parlando. Ma si sa, niente è esente da difetti, nemmeno EPIC. I fan più accaniti di Pryda, giunti da tutto il mondo per assistervi, tra l’entusiasmo generale hanno comunque adottato una visione critica per cercare di capire se ci fosse qualcosa di migliorabile – atteggiamento sempre assolutamente positivo se portato avanti con senno, così com’è stato in questo frangente – e hanno indicato nella location il più grande punto a sfavore. Non che lo Steel Yard non fosse bellissimo, ma essendo gigantesco lo spettacolo visivo andava a perdersi man mano che ci si allontanava dallo stage.


Ed è qui che Eric Prydz e il suo team hanno fatto leva per la prima data di HOLO
. Il nome di questo format era già stato usato per l’esibizione dello svedese ad Ultra Music Festival 2014, ma niente a che vedere con lo show a cui abbiamo assistito sabato sera. Quando siamo entrati nella Braehead Arena di Glasgow, l’impatto è stato totalmente diverso rispetto a Londra. Il posto è decisamente più piccolo dello Steel Yard, a occhio e croce un terzo, forse addirittura meno. Niente cubo ma due giganteschi muri dello stesso materiale usato per EPIC, una fine maglia che si lascia intravedere attraverso, con la console posizionata tra i due. Nessuno sa esattamente cosa aspettarsi, viste le scarsissime informazioni trapelate nei mesi scorsi, anche se l’idea generale era data dall’esperienza e dal nome stesso dell’evento e l’aspettativa era altissima e palpabile.

Dopo le aperture, affidate ai pezzi grossi CamelPhat e Cristoph e ai dj locali Calvin Logue, Raeside e Jamie Roy, ci siamo immersi nel silenzio per una decina di minuti prima che l’arena, uno stadio da hockey su ghiaccio famoso per gli eventi musicali a Glasgow, si svegliasse veramente. Ad inaugurare HOLO c’è ancora una volta un cubo. Questa volta però è proiettato sul muro davanti a lui. Quando comincia a muoversi e sembra letteralmente voler uscire fuori dalla superficie tutti capiamo all’istante che questo spettacolo non avrà niente da rimpiangere a quelli passati, anzi. Sembra quasi magia.

Non ci sono dubbi, la macchina organizzativa vuole immediatamente far vedere di che pasta è fatta, e ci riesce alla grandissima. Spazzati via istantaneamente i punti di domanda, quello che ci siamo trovati davanti per le successive due ore è stato uno spettacolo che ha superato anche il ben più blasonato EPIC 5.0. Eric Prydz ha saputo ascoltare cosa non era piaciuto ai fan e l’ha usato a suo favore. Con HOLO ha riproposto gli ologrammi dello show precedente più alcuni nuovi, creati apposta per l’occasione – e che siamo sicuri verrano riutilizzati in futuro – ma in una struttura decisamente più contenuta, che ha regalato al pubblico una notte più intima, dove tutto si poteva ascoltare meglio ed osservare meglio. La grandezza dello stage non superava quella di EPIC, ma giocoforza tutto sembrava immensamente più grande e più definito. Non è esistito neanche per un momento il rimpianto di non aver visto o sentito bene qualcosa. Era tutto lì, ad un palmo di naso, anche per noi che ci siamo appositamente collocati quasi in fondo per godere meglio della totalità della situazione che si sarebbe andata a creare. Gli ologrammi sembravano oggetti reali, pronti ad essere sfiorati con mano, non solo delle bellissime proiezioni in lontananza per la maggior parte del pubblico.

I video che vedete, nonostante siano spettacolari, non rendono appieno giustizia a ciò è stato. La bellezza, la maniacale attenzione nei dettagli come il riflesso del pianeta Terra sull’ala del satellite nel video qui sopra, tutto si legava alla musica di uno dei più importanti produttori di musica elettronica dei nostri tempi. Tra le hit come ‘Opus‘, così nuova ma già immortale, ‘On Off‘, ‘ Mirage‘, e lo splendido mash-up tra ‘Every Day’ e ‘Pjanoo’, e i suoi pezzi meno conosciuti, gli ultimi usciti in un EP pochi giorni fa, Prydz ha saputo mantenere quel ritmo che tanto ci era piaciuto a Londra un anno fa. Lo svedese ci lascia così uno show che trascende da ogni partito. Non esiste EDM, non esiste techno, né pop, né underground. Non esistono gli imponenti stage fiabeschi con migliaia di fuochi d’artificio e non esiste il club scuro, illuminato solo da qualche luce nella sua atmosfera così tipica. Qua si gioca proprio un altro sport, ma non perché sia in assoluto più bello delle situazioni prima descritte. Non esiste niente di “più bello” in assoluto. Semplicemente, qui non si seguono le regole standard, ma se ne inventano di nuove. Tutto, in realtà, è nuovo, anche gli elementi che possono essere banali e che utilizzati in qualsiasi contesto vengono re-inventati per donare loro unicità.

I prossimi – e per ora unici – appuntamenti con HOLO sono il 30 giugno al Belsonic di Belfast, in Irlanda del Nord, e il 26 agosto al Creamfields, nelle campagne tra Liverpool e Manchester, di nuovo sotto l’immenso tendone dello Steel Yard.

Non dimentichiamoci però che quest’estate Eric Prydz farà tappa due volte anche in Italia con i suoi dj set: il 7 luglio al Kappa FuturFestival di Torino e l’1 settembre ad Home Festival, Treviso.

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