Lunedì 30 Marzo 2020
Interviste

Esteban Galo: calore ed energia, esce Fest-Noz

Il suono che poggia sul tappeto della tradizione mantiene intatte le caratteristiche del luogo sul quale emerge. Le persone che in quell’ambiente vivono, si identificano e sentono una profonda connessione con i suoni della propria terra riproposti in chiave moderna. Immerso in sapori e odori che tutto il mondo invidia alla trinacria, Stefano Gallo produce e remixa in uno stile fresco che unisce il ritmo house al fervore dei suoni folk. Grazie a pezzi iconici come “Vucciria” e “Abballari” insieme a Vincenzo Callea e Luca Lento, il nome del giovane di Sciacca richiama divertimento e ritmiche emozioni. Il suo ultimo viaggio attraverso i sentimenti dei suoni tradizionali questa volta lo porta in Bretagna. “Fest-Noz”, in uscita il 21 Febbraio, si divide in due versioni ed è rilasciata tramite la White25, etichetta che lo ha fatto crescere e che gli ha permesso l’atterraggio sul pianeta dance.

 

 

 

Chi è Esteban Galo?

Sono un ragazzo molto appassionato di musica e sempre alla ricerca di un suono tutto mio, di uno stile diverso e unico che non segue alla lettera il mondo delle mode. Unisco le sonorità locali a quelle house più internazionali in uno stile che possiamo chiamare glocal.

 

La tua ricerca ti porta verso i suoni tradizionali. Il richiamo alla tua terra è chiaro in alcune delle tue tracce, c’è una forte connessione tra la Sicilia e il tuo modo di fare musica?

La Sicilia è il luogo in cui sono nato e che non sono mai riuscito ad abbandonare. Ogni volta che guardo fuori dal finestrino vedo i colori di questa terra e sono travolto dall’ispirazione. Credo che esistano pochi posti al mondo che potrebbero ispirarmi musicalmente in questo modo. Poi, per uno che unisce alla musica elettronica elementi folk e suoni caratteristici, è davvero la terra perfetta.

 

La tua carriera è partita grazie all’etichetta White25, come è nato questo rapporto e in che modo ti ha aiutato negli anni?

Era il 2008 e già da qualche anno mi dilettavo a fare musica, avevo realizzato alcuni remix e qualche produzione senza mai pubblicare niente. Arrivato il momento, mi sentivo pronto per provarci con una demo che ritenevo interessante. Cercando sul web una label da contattare, mi accorsi di questa nuova realtà fondata da Vincenzo Callea e Luca Lento. Cosi decisi di recarmi lì come un kamikaze, senza appuntamenti e senza mail in anticipo, praticamente un pazzo che va a bussare una porta rischiando di farsi cacciare. Alla fine quel brano non è mai uscito, ma a loro è piaciuto e mi ha permesso di arrivare fin qui. Nel corso degli anni c’è stata una grande collaborazione ma ancor di più una grande amicizia: grazie ai consigli di Vincenzo e Luca sono cresciuto tantissimo.

 

Sei partito dalla Sicilia con le idee molto chiare, dove ci porti ora?

Il brano appartiene al mio mondo. Ancora una volta ho deciso di andare per la mia strada senza seguire alcuna moda e senza pretese. So già che non otterrò chissà quale risposta positiva soprattutto in Italia, ma sono sicuro che le sorprese possono arrivare da altri territori per esempio dall’Europa dell’est dove la mia musica a quanto pare piace. Altri territori dislocati in qualche angolo nel mondo mi seguono: l’ultima uscita “La Rue De La March” girava nelle radio messicane! Questa volta ho scelto una terra ricca di musica e tradizioni affascinanti: la Bretagna. L’ispirazione è nata ascoltando un cd di musica folk bretone. La magia di quei canti e di quelle melodie mi ha subito rapito. La loro musica è molto vicina a quella celtica, irlandese e scozzese e mi piaceva molto. Il titolo che ho scelto è “Fest-Noz” che significa festa di notte ed è il modo in cui chiamano le loro feste di villaggio. Il brano è comunque molto strumentale, ho deciso di usare solo un piccolo fraseggio per poter intraprendere una strada più “club” e meno commerciale.

 

Un gran numero di persone ha sicuramente sentito il tuo nome per “Vucciria” e “Abballari”, ad oggi i pezzi che più ti rappresentano. Come incide questo sul tuo lavoro, è un’ arma a doppio taglio?

“Vucciria” ed “Abballari” sono le tracce più importanti che ho realizzato. Sono importanti sotto tutti i punti di vista: per l’impegno e il tempo che gli ho dedicato, per i notevoli traguardi che entrambe hanno raggiunto e anche per quello che ancora oggi riescono a trasmettermi. In questo periodo musicalmente molto lontano da questo tipo di gusto rappresentano un’arma a doppio taglio. E’ positivo il fatto che la gente mi cerca e mi conosce perché ho fatto Vucciria ed Abballari, per non parlare di tanti ragazzi siciliani che mi contattano dicendomi di continuare a fare roba del genere perché ancora oggi continuano ad amarla. L’aspetto negativo però non manca. Quando mi chiamano a suonare in una discoteca perché mi hanno conosciuto tramite questi due brani è difficile incastrarli in mezzo alla musica attuale. Sono costretto quindi a fare delle versioni diverse che mi permettano di proporli in combinazione con quello che piace alla gente. Di una cosa però sono convinto: non mi pento assolutamente del lavoro svolto in passato, anzi ne vado fiero e continuo su questa strada.

Quali sono gli artisti che ti ispirano e ti influenzano di più?

Mi sono sempre piaciute le melodie e le armonie del mondo dance, ma allo stesso modo il ritmo e il movimento che il mondo house riesce a trasmettere. Nelle mie origini c’è Gigi d’Agostino, mentre in questo momento trovo molto interessanti le sonorità dei The Cube Guys.

 

Immagino un tuo live come un’ intensa esperienza di ritmo e divertimento, è cosi?

Il mio approccio al live è strano quanto quello alle produzioni: ho un gusto tutto mio! Nei miei set cerco di unire ritmo ed emozione, roba ricercata e roba “paraculo” e ovviamente anche qualcosa di mio. Suono molti mash-up fatti da me, cerco di scartare la roba che suonano tutti o quanto meno ricerco una versione più particolare. Nei miei dj set c’è un po’ di tutto, da Tujamo a Mastiksoul, ma anche Robin Schulz e Mike Mago. Cerco di mantenere un criterio e anche di dare al pubblico quello che vuole perchè si diverta, è un compromesso che frena un po’ la mia indole ma faccio di tutto per cercare di essere originale e non una fotocopia di altri.

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Marco Cucinotta
Innamorato del suono che irrompe squarciando la mediocrità, sono sensibile al cielo quando incontra le stelle e nutro la mia fede nell'avvenire lasciando che siano le sensazioni a parlare di verità.

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