Martedì 20 Aprile 2021
Speciali

Etnotronica: 12 artisti tra musica etnica ed elettronica

Un viaggio intorno al mondo con gli artisti e i suoni che mescolano elettronica e suoni etnici. E su Spotify trovate la playlist!

Tutti noi rischiamo spesso di rimanere ancorati ad un certo tipo di ascolto, una nostra comfort zone, perdendo quell’autenticità e quella libertà di espressione artistica fondamentale per fare (e fruire di) buona musica. Limitare il mondo della musica elettronica a quello che denominiamo “Occidente” è certamente riduttivo: esistono correnti musicali e artisti in tutto il pianeta, ben consapevoli della forza e del potenziale creativo dell’elettronica se associato alle peculiarità musicali del proprio Paese. Oggi più che mai è un concetto chiaro, anche grazie al web che ridotto notevolmente le distanze e ci permette di scoprire fenomeni fino a pochi anni difficili da reperire. Che si chiami world music o musica etnica poco importa. Vi sono vere e proprie perle sparse per il Globo che, per ragioni di business e (dis)interesse delle label non vengono alla luce come invece meriterebbero.

Non dimentichiamoci che la musica dance dei primordi, quella che per intenderci ha animato e fatto ballare milioni di persone negli Stati Uniti al tempo della Motown, nacque da radici soul di artisti afroamericani, a loro volta ispirati dai gospel e prima ancora dagli spiritual degli schiavi africani che hanno dato vita a correnti musicali a cui tutti i grandi artisti di oggi devono sicuramente qualcosa. E ancora, la vivace attività di clubbing negli anni ’70 in Nigeria, allora patria di grande libertà di espressione musicale: andate ad ascoltarvi l’album ‘Nigeria ’70’ della Strut Records o l’imperdibile ‘Who is William Onyeabor?’.

Dopo decenni di evoluzione e con l’arrivo dell’era digitale, produttori e dj riescono a fare loro la nuova tecnologia contaminandola e a tratti elevandola con soluzioni originarie del proprio luogo. Abbiamo voluto creare quindi una semplice “mappa”, come sempre in rigoroso ordine alfabetico, che vi porti a scoprire alcuni nomi che vale la pena ascoltare poiché hanno creato, e tutt’ora rappresentano, un ponte tra musica elettronica ed etnica.

Artisti affermati e autentici outsider che colpiscono per audacia, coraggio e inaspettato carisma in una corrente che potremmo definire con una parola: etnotronica.

Pronti a fare il giro del mondo? Partiamo….

   

ACID ARAB
Nazione: Francia
Album da non perdere: MUSIQUE DE FRANCE (2016)

Con questo progetto il duo di producer e DJ parigini Guido Minisky ed Hervé Carvalho hanno voluto costruire un filo conduttore tra due universi distanti tra loro anni luce. Il loro progetto è spinto da un vero desiderio di unione musicale tra Occidente ed Oriente. Da una parte la cultura e musica araba, con tutti i suoi limiti ideologici contrapposti alla smisurata vastità e potenzialità di suoni e dall’altra la moderna club culture, infinitamente ricca ma spesso chiusa in se stessa. Dall’Europa gli Acid Arab ci fanno partire per un incredibile viaggio sonoro che evoca polverose strade sterrate berbere, caldi vicoli di Beirut e maestose spaziosità dell’altopiano etiope, il tutto sapientemente eretto su solide basi acid house.

 

 

ANTENNA
Nazione: RUSSIA
Album da non perdere: FROM KAZAN WITH LOVE (2018)

Se sei di Kazan, capitale della lontana regione russa del Tatarstan dove la temperatura media annua è poco più di 3 gradi, è probabile che la tua musica possa risultare piuttosto tenebrosa e malinconica, ma Antenna rappresenta la classica eccezione che conferma la regola. Tecnico del suono di una radio locale, ha pubblicato per l’etichetta belga Eskimo alcune tracce di rara bellezza.

 

CORNELIUS
Luogo: Giappone
Album da non perdere: Point (2001)

Che il Giappone sia terra di vasta produzione elettronica è risaputo. Cornelius è da considerare a tutti gli effetti uno dei più influenti artisti elettronici giapponesi in attività, che sin dai primi anni ’90 ha saputo creare musica ricercata e assolutamente unica, attingendo da sonorità ambient, dall’elettronica e dal minimal techno miscelati spesso al rock nipponico. Imperdibili alcuni suoi show live, complice una scenografia tecnologica da paura e persino da un’orchestra composta di soli cloni.

 

CARLA DAL FORNO
Nazione: Australia
Album da ascoltare: LOOK UP SHARP (2019)

Nome italianissimo, provenienza lontanissima.
Nata in Australia ma emigrata a Berlino prima e in UK poi, Carla dal Forno incarna la quintessenza della ambient dub. Bassi lineari e melodie downtempo, spesso ammorbidite dalla voce a fare da contrappunto, l’attitudine di miscelare in modo raffinato dream-pop e lo-fi senza annoiare. Carla risulta capace di rappresentare in modo decisamente interessante una nuova forma di dub da toni smooth e riflessivi. Chissà, forse è l’apripista di una nuova scena trip hop australiana…

 

DENGUE DENGUE DENGUE
Nazione: Perù
Album da ascoltare: SIETE RAICES (2016)

Che questa carrellata di artisti “fuori piazza” porti con sé diverse proposte ipnotiche è ormai piuttosto chiaro. In questo i maestri sono i DENGUE DENGUE DENGUE, che con la loro cumbia elettronica guidano l’ascoltatore in un vizioso circolo tropicale fatto di bassi, dub e funabolici innesti reggae. Mascherati con costumi tipici rivisitati in chiave globale e futuristica, Felipe Salmon e Rafael Pereira da Lima rappresentano quanto di più promettente possa provenire dalle lontane Ande peruviane in chiave etnotronica.

 

ISLANDMAN
Nazione: Turchia
Album da ascoltare: KAYBOLA (2020)

Come un trio semiacustico riesca ad entrare nel mondo del clubbing è di per sé già un evento. Se questo avviene in Turchia la cosa inizia ad essere ancor più interessante. Islandman è questo, un trio nato dalla volontà di Tolga Böyük, compositore e artista di Istanbul che ha voluto dar voce al proprio sogno di fondere assieme melodie e strumenti del proprio paese con i ritmi elettronici più moderni in uno stile da lui stesso denominato Psychedelic Space Funk.

 

KUTIMAN
Nazione: Israele
Album da ascoltare: MIX TEL AVIV (2018)

Ascoltare, ma soprattutto seguire l’opera di Ophir Kutiel (in arte Kutiman, nome dedicato al grande artista nigeriano Fela Kuti) è un’autentica promessa di viaggio intorno al Globo. Prima ancora che con la musica ha colpito milioni di spettatori con prodigiose creazioni video presentate attraverso il progetto video ThruYOU, dove vengono create clip musicali unendo patch di diversi artisti da ogni parte del mondo. Il suo tocco pioneristico, che parte da un blues new age per arrivare alle più radicali contaminazioni rock, lounge e dance, lo porta di diritto ad occupare il ruolo di paladino musicale dei 5 continenti.

 

FELIX LA BAND
Nazione: Sud Africa
Album da non perdere: DEAF SAFARI (2015)

Il Sud Africa sta conquistando un ruolo da protagonista nel djing. Black Coffee e Culoe de Song rappresentano la punta di un iceberg molto creativo. Tra i talenti sudafricani è impossibile non citare Felix La Band, presente sulle scene da diversi anni. Dal 2001, anno del debutto ‘This Shoes In June’,  ha prodotto album unici e impossibili da catalogare, tutti acclamati per originalità e spessore. Il suo sound è caratterizzato da ritmi minimali ancestrali ed eccentrici, campionamenti di news televisive, prediche religiose e viscerali echi della giungla, echi di musica classica e jazz.

 

NINOS DU BRASIL
Nazione: Italia (!?)
Album da non perdere: Vida Eterna

Nico Vascellari, Nicolò Fortuni e Riccardo Mazza provengono dalla scena hardcore/punk italiana degli anni ’90 (dalle band With Love e A Flower Kollapsed) e la nascita del loro progetto Ninos Du Brasil resta un mistero mai del tutto chiarito. Nella loro musica si può trovare tutto, o quasi, quello che possiamo denominare come jungle voodoo. Batterie e percussioni da batucada impetuose, techno old school, cori da stadio, ululati di cani, cocci di bottiglia, il tutto condensato con un massiccia dose di viscerale quanto lisergica irruenza sonora carioca.

 

ONIPA
Nazione: Ghana
Album da non perdere : WE NO BE MACHINE (2020)

Innanzi tutto un applauso all’etichetta Strut Records (andate sul web a vederne il magnifico catalogo), che da sempre riesce a dare visibilità ad opere altrimenti rischiose di perdersi nel totale dimenticatoio. In questo caso il progetto Onipa (“umano” in lingua ashanti), collettivo ghanese che ha segnato un punto vincente con l’album ‘We No Be Machine’, opera creata con l’intento di denunciare lo strapotere della tecnologia nei confronti dell’umanità. Al di là dell’aspetto filosofico, la tecnologia nella loro musica è presente eccome, ma genialmente dosata e affiancata al ritmo e agli strumenti etnici. Un mix irresistibile, moderno e di straordinaria energia che crea un ponte solidissimo tra afrobeat ed elettronica.

 

CLIVE VAZ
Nazione: India
Album da ascoltare: WELCOME TO INDIA (2020)

Clive Vaz è la rappresentazione tangibile del fatto che, nel Paese con la più alta densità demografica del Pianeta, vengano mantenute ben salde le radici musicali di appartenenza. Il compositore di Mumbai ci regala una produzione unica denominata ‘Oriental Trip’ arricchita da una moltitudine tale di strumenti da stupire anche il polistrumentista più esperto. Ora l’organo, poi il didgeridoo, l’arpa, il djembe e il flauto (suo strumento di origine) si fondono tra loro accompagnati da beat elettronici. La fattura è altissima, e il fascino di un vagabondaggio nei territori unici della sua Indian fusion merita un approfondito ascolto.

 

XIQUE – XIQUE
Nazione: Brasile
Album da ascoltare: LA PAZ (2018)

Contrariamente a quanto presentato dai Ninos Du Brasil, che fanno delle percussioni e dei beat il fulcro regnante della loro musica, i Xique-Xique, duo composto dai dj e producer franco brasiliani Dunwich e Biba Graeff, rappresentano invece quanto di più morbido e melodico possa esserci nelle sonorità pauliste. È il dub a farla da padrone, con ritmi cadenzati accompagnati da elementi naturali, come echi di cori amazzoni, flauti magici e vibrazioni naturalistiche in slow motion. Un suono unico che ben rappresenta la grande creatività che sta attraversando la scena alternativa elettronica carioca.

 

E per chiudere, potete godervi la playlist appositamente creata su Spotify (e come al solito rigorosamente collaborativa!) dove trovare questi ed altri artisti meritevoli che, per ragioni di spazio, non siamo riusciti ad inserire.
Alla prossima!

 

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Matteo Cava
Imolese doc, appassionato di scrittura e di suono in tutte le sue forme. Esploratore di musica elettronica dagli anni '90 ad oggi. Ama scovare tracce nascoste.

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