Martedì 26 Gennaio 2021
Festival

Prove tecniche di nuovi festival per l’era post pandemica

Una task force monitorerà lo svolgimento dei grandi eventi. L’Olanda prova a ripartire attraverso delle prove sul campo dal mese di gennaio

L’industria musicale, quella legata agli eventi, ha unito le forze da mesi, soprattutto in Olanda. Continui meeting, tavoli di lavoro, discussione online e creazione ad hoc di piattaforme che stanno iniziando a dare i primi risultati immaginando, o meglio ancora prevedendo, dove poter ricostruire o rilanciare l’economia degli show. Il primo ministro olandese Mark Rutte, durante una recente conferenza stampa, ha annunciato che i Paesi Bassi daranno il via ad alcuni test sul campo dal mese di gennaio, indipendentemente dai numeri che produrrà la pandemia.

Maarten Schram, presidente di Eventplatform, attraverso il sito EventBranche.nl, ha spiegato invece quali saranno i canoni per organizzare e gestire in piena regola i grandi appuntamenti indoor e outdoor. Schram ha spiegato a grandi linee come si svolgeranno questi eventi pilota illustrando anche la roadmap che l’Olanda ha sviluppato nelle ultime settimane. “L’approccio riguarda principalmente quella che viene definita come una… progressiva intuizione. Senza tralasciare l’aspetto finanziario del comparto, che versa in un completo stato di crisi”, ha detto Schram.

Maarten Schram, presidente di Eventplatform

 

Bisogna fare subito una considerazione: il settore è incredibilmente vasto e coinvolge indotti che hanno un peso importante e fondamentale per il rilancio economico del settore stesso. In sintesi, tutti devono remare nella stessa direzione. Eventplatform e la Alliance of Event Builders, coalizzandosi e dando vita a Fieldlab, si sono sedute a un tavolo di lavoro e hanno elaborato un piano con serissimi criteri di vigilanza dando così vita a una task force. Sono state così definite quattro tipologie di eventi. Vediamole insieme.

Evento in forma passiva e al chiuso. I visitatori hanno un posto assegnato e s’incontrano per lavoro, per delle conference (come l’ADE), delle fiere, in teatri, nell’aula magna di un ateneo o comunque in un ambito e in un’atmosfera composti. Il primo test si terrà al teatro Jaarbeurs di Utrecht e verrà rispettato il protocollo dei distanziamenti (che in questo caso andrà oltre il metro e mezzo). Qui i partecipanti saranno testati col tampone in anticipo sulla data di svolgimento dell’evento.

Evento in forma attiva e al chiuso. In questo caso, i visitatori sono meno composti e più euforici, possono “esultare e cantare”. Hanno un posto assegnato in piedi. L’esempio è quello di un festival come uno show live al chiuso, stile Amsterdam Music Festival, o una gara sportiva in un palazzetto. Verrà fatta la prova allo Ziggo Dome, nella Capitale e tramite l’organizzazione di Mojo e ID&T. “C’è però ancora una certa reticenza da parte dei funzionari governativi quando si parla di questo tipo di eventi”, spiega Schram.

Competizione in forma attiva e all’aperto. Anche in questo caso i partecipanti sono un po’ irrequieti, esultano e cantano, sono socievoli e spesso anche esuberanti. Hanno un posto assegnato e in piedi. Per prova verrà svolta una partita di calcio allo stadio Yanmar di Almere e al De Goffert di Nijmegen tra KNVB e Almere City FC e tra KNVB e NEC Nijmegen.

Festival in forma attiva e all’aperto. Questi tipi di eventi sono considerati i più emozionanti e difficili da gestire, hanno a che fare con grandi gruppi e movimenti. E qui il pensiero va subito alla mobilitazione della massa che confluisce e si sposta all’interno del Tomorrowland. A gennaio il test al Lowlands per il Defqon presso il parco di divertimenti di Biddinghuizen, ancora sotto l’egida dell’accoppiata Mojo e ID&T. Schram precisa: “La percezione è che se vai a un evento con 3000 persone, tutte si infetteranno; e noi vorremmo dimostrare invece che non sarà così”.

Intanto, la uNLock Foundation e Fieldlab hanno effettuato test medici sulle persone singole settimane fa. Con i certificati si può accedere a eventi in cui, ad esempio, la regola del metro e mezzo può essere ignorata (perché i presenti sono negativi al virus poco prima dello svolgimento dell’evento stesso). A monitorare il tutto? Un’app sviluppata dalla stessa fondazione.

 

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Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.

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