Lunedì 09 Dicembre 2019
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Fiesta loca all’Unipol Arena

Circoloco ha replicato la sua presenza nella città di Bologna, in una seconda edizione dal sapore più techno del solito. Risultato? Un'altra notte magica

È da qualche anno che ogni volta che uso il termine “underground” mi viene da sorridere. Locuzioni del tipo “i migliori artisti della scena underground” o “hit underground”, sono le tipiche che sto lavorando per rimuovere dal mio vocabolario, un po’ perchè mi sono sempre sembrati ossimori, un po’ perchè di quella concezione dell’undeground è sopravvissuto molto poco. Parliamoci chiaro, i grandi esponenti dell’house e della techno non hanno un granchè da invidiare alle superstar dell’EDM, e di questo ormai abbiamo parlato in abbondanza: visibilità web? Grandi folle? Cachet? Fate i vostri calcoli, intanto noi sabato scorso siamo stati ad un evento “underground” nell’arena più grande della città di Bologna.  

Bologna, 9 dicembre 2017. È giunto il giorno del tanto atteso ritorno del party Circoloco tra gli spalti dell’Unipol Arena, il cuore pulsante delle grandi notti pop della città. La festa più famosa di Ibiza, che si avvicina al ventennale e che ha trovato la sua casa nel DC10, sta per portare il suo format in un palazzetto. In un palazzetto. Modeselektor, Tale Of Us, Seth Troxler e The Martinez Brothers. Gli ultimi due, figli adottivi del concept di Andrea Pelino e Antonio, da queste parti ci sono già passati l’anno scorso, quando Circoloco ha riempito la fiera di Bologna unendo a Troxler e ai Martinez l’arte di Jackmaster e dei Disclosure. Una line up molto più housey quella, per la quale la festa sarebbe stata assicurata anche con dieci persone; l’evento infatti è stato un successo, e ne siamo usciti tutti contenti. L’edizione 2017 ha il sapore più techno, perchè se i Modeselektor quest’estate hanno fatto jackpot nel mainstream col progetto Moderat, c’è da dire che non sono proprio il primo nome in mente quando si pensa alle luci rosse del Circoloco. Stesso discorso per Matteo Milleri e Carmine Conte, i Tale Of Us, fiore all’occhiello della scena italiana nel mondo della musica elettronica, la cui bilancia musicale pende completamente e inevitabilmente verso la techno. Prima del 9 dicembre non mi sentivo scettico, piuttosto percepivo una punta di preoccupazione. Si sa, il pubblico italiano non è facilissimo, anche se parliamo del party made in Italy più famoso di Ibiza. È in questi contesti che amo contraddirmi. 

Sabato arriviamo alle prime battute, quando in console si stanno esibendo i Modeselektor e l’Unipol Arena si sta pigramente riempendo. Saranno state le dieci e mezzo, fuori non troppa fila, qualche disperato agli accrediti, un freddo atroce. Bisogna avere pazienza, per due motivi: il primo è Juve-Inter, il secondo è il tanto celebre vizio italiano di arrivare tardi agli eventi di musica elettronica. Perchè fa figo, perchè è meglio, perchè prima si va a bere. Intorno alle undici è il momento dei Tale Of Us, che con garbo e portamento trascinano il palazzetto – che inizia a farsi vedere pieno – attraverso giri melodici, ripartenze, stacchi percussivi. Il momento è magico: l’Arena si è tinta di rosso, la scritta Circoloco non scompare mai dagli schermi del palco (e che palco!) e la folla marcia sull’orchestra di Matteo e Carmine

Quando arriva il momento di Seth Troxler b2b The Martinez Brothers, la festa diviene definitiva. L’Unipol Arena conta qualche migliaio di presenze, forse quattro, il party è già a buon punto ma con questi tre al booth lo spirito della festa si diffonde come un virus. Il freddo di Bologna per qualche ora è un lontano ricordo, perchè tra quelle mura, fino più o meno alle quattro del mattino, soffiava un caldo vento ibizenco. Sorrisi, mani al cielo, abbracciamoci, dammi il cinque; mica male quest’estate di dicembre. Poi l’incantesimo è finito, le luci si sono accese, e i migliaia dell’Unipol Arena sono tornati psicologicamente a dicembre 2017. Così d’improvviso può essere uno shock, soprattutto per quel momento in cui esci a festa finita e senti il freddo che ti penetra le ossa, un gelo che se la ghigna come un bullo che ti ha aspettato fuori casa tutta la notte.

Che bella sensazione però: uscire da una festa ben riuscita, con accanto i tuoi compagni di battaglia, con le gambe che fanno male per la maratona che hai fatto in serata, mentre tiri respiri profondi di ossigeno notturno. Pit stop finale per una piadina, rituale sacrosanto di ogni buon clubber, e poi via alla missione impossibile della ricerca dei taxi. Si concluderà con un passaggio clandestino da due ragazzi bolognesi, che si preparavano a lanciarsi nell’after party. La grande forza di Circoloco è difficile da scalfire: che tu sia nel DC10 di Ibiza nel pieno dell’estate, o in un palazzetto bolognese nel freddo dell’Emilia Romagna, la festa è un’inviolabile e categorica costante. Così come la grande musica. Perchè senza una non c’è l’altra. Appuntamento all’anno prossimo. 

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25 anni. Romano. Letteralmente cresciuto nel club. Ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Penna di DJ Mag dal 2013, redattore e social media strategist di m2o dal 2019.

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