Lunedì 17 Dicembre 2018
Interviste

Filo Q ci racconta Genova, la cumbia e un nuovo EP ricco di ospiti

Uno degli artisti italiani più interessanti ci racconta molte curiosità sulla musica, sul suo nuovo EP e sulla sua città

L’Italia regala talenti che troppo spesso non valorizziamo abbastanza. Mentre qualsiasi sensation arrivi da fuori ci sembra sempre la novità interessante di cui si deve avere in bocca il nome, tendiamo a dare per scontata la bravura di chi invece mette sul piatto proposte curiose ma non ha dalla sua il fascino dell’esotico. Grazie al cielo però il talento emerge comunque, il passaparola e la tenacia sono due ottime armi e così Filo Q, da Genova via Torino ha ormai consolidato la sua fama in tutta Italia come musicista, producer e dj. Tra i suoi progetti il nuovo EP ‘Somewhere Home #1’ ricco di ospiti (Lorenzo BITW, Giulietta Passera, Gianluca Petrella) e innumerevoli collaborazioni  Ce le ha raccontate di persona.


Sei un artista estremamente prolifico, hai il piede in tantissime scarpe, per usare un luogo comune. In realtà sei poliedrico, hai un disco in uscita, serate in tutta Italia, un act ormai consolidato come Istituto Italiano Di Cumbia, e soprattutto sei uno dei nomi emblematici di tutta una corrente di club culture alternativa che in Italia si sta muovendo molto bene. Da dove vuoi iniziare a parlarmi di te?

Bella domanda… beh, posso dire che nell’ultimo anno ci sono state parecchie novità nella mia vita: l’Istituto Italiano Di Cumbia doveva essere un divertissement ed è sbocciato invece in un progetto di successo che ci ha portati in giro in lungo e in largo per diversi mesi dopo l’uscita del disco. Ed è già in lavorazione il ‘Vol.2’. Parallelamente ho suonato tanto anche da solo, e ora è uscito il mio EP ‘Somewhre Home #1’ che mi rende molto felice.

Un EP ricco di collaborazioni. Me ne parli? E perché ‘#1’?
È il volume 1 perché ho da parte innumerevoli produzioni nate in un momento intermedio tra l’uscita dell’album con l’Istituto e nuovi lavori, quindi brani che non avrei mai messo in un disco, molto diversi da ciò che faccio di solito. Quindi ho materiale per due, tre EP e questo è il primo capitolo. Si tratta di un’uscita di quattro tracce in cui ho collaborato con artisti che amo e con cui c’è anche un ottimo rapporto umano, talvolta piuttosto stretto. C’è Giulietta Passera che presta la voce a ‘Be My Husband’, canzone nata da una cover di un brano di Nina Simone; c’è Gianluca Petrella, sempre per restare in orbita jazz, che suona con Emenèl e Ivan Ber in ‘Combo’; e c’è Lorenzo BITW in ‘Edd’. ‘Home’ invece è tutta mia. Inoltre, come dicevo, ho già altre tracce finite e in lavorazione.


Hai accennato all’Istituto Italiano Di Cumbia, un progetto di “all stars” della musica italiana che si è rivelato un successo. Mi racconto come è nato?

L’idea è arrivata da Davide Toffolo, cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti, fumettista e artista vulcanico che ha sempre qualche idea nuova per la testa. Davide è un appassionato di cumbia e infatti anche negli ultimi album dei Tre Allegri questa influenza si sente. Così ha voluto dare vita a un progetto che all’inizio doveva essere un live da portare sul palco in un’occasione unica e speciale a MiAmi Festival, poi da lì si è trasformato in qualcosa di molto più strutturato, con tante date live e con l’uscita dell’album, che ha coinvolto artisti da tutta Italia come Cacao Mental, Ucronic, Giulietta, Franico Calavera e altri ancora. Un progetto collettivo che ha preso vita proprio a Genova, la mia città, nello studio Green Fog dei Meganoidi, la storica band ska. Così mi ci sono ritrovato in mezzo.

Sei un catalizzatore di opportunità, nel senso che in qualche modo riesci sempre a fare da collante a situazioni e persone molto diverse tra loro. Come fai?
Succede casualmente, frequento molti musicisti e sono un dj nato come musicista, quindi mi trovo a mio agio in entrambi i mondi, mi piace stare in mezzo alla musica e alle persone che ne sono coinvolte. Senza scomodare paragoni ingombranti, mi piace pensare che una figura simile alla mia, con tutte le differenze del caso, sia quella di Diplo. È una cosa che mi diverte quando ci penso.

Sei un dj nato musicista, hai detto. Che cosa significa?
Significa che ho una formazione da musicista e che ho sempre suonato in qualche band, e poi mi sono innamorato della musica elettronica e così ho iniziato a tenatare di fare il produttore. I miei riferimenti erano quelli dell’elettronica alternativa, Ninja Tune e dintorni, per dire. Era un periodo in cui non stavo suonando e ho cominciato a cimentarmi con i software e da lì mi sono appassionato al djing fino a farne una professione, insieme anche alla produzione. 

Parliamo di Genova: ho l’impressione che nel decennio scorso l’Italia della provincia fosse un territorio molto fertile, vivace, mentre oggi le attività importanti si sono centralizzate verso Milano o Roma. Tutti si trasferiscono, mentre qualche anno fa c’era una sorte di orgoglio nel costruire qualcosa in provincia. E Genova è un luogo particolare, con una lunga storia di musica. Com’è oggi?
Beh, si fa tanta musica, questo è certo. Però in modo isolato. Non si uniscono le forze e questo è un problema, a cascata diventa difficile far crescere una scena o almeno una comunità di artisti e spettatori che creino quel circolo virtuoso necessario a far fiorire la musica in una città e farla durare. Ma soprattutto manca il lavoro che sta intorno alla musica: la comunicazione, la promozione, la distribuzione, tutta la filiera extra-artistica assolutamente necessaria e indispensabile per la buoan riuscita di qualsiasi progetto musicale.

Cosa combinerai nei prossimi mesi?
L’estate mi sta portando in giro per l’Italia con un sacco di serate mie e dell’Istituto; contemporaneamente sto seguendo diverse produzioni in studio. E poi sto preparando un progetto che mi porterà in Tanzania a ottobre per registrare qualcosa di molto particolare che è ancra riservatissimo ma che sarà davvero speciale.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
27.07.2018

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Albi Scotti
Giornalista di DJ Mag Italia e responsabile dei contenuti web della rivista. DJ. Speaker e autore radiofonico.

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