Mercoledì 13 Novembre 2019
Recensioni

Un Flume in piena. Arginato.

 

Che Flume sia l’uomo del momento lo si capisce dai giovani fan che fin dall’ora di cena circondano il Circolo Magnolia all’Idroscalo di Milano. Alcuni gruppi parlano inglese, altri discutono delle prossime prove di maturità. Il clima è perfetto. E’ il primo giorno d’estate ma non fa ancora così caldo e le zanzare stanno ancora sonnecchiando.

Flume sale sul palco intorno alle 22:30 con una mezz’oretta di ritardo. Immaginate una pentola a pressione con il coperchio sigillato. Immaginate una partita di calcio a 11 in un campo da calcetto. Immaginate di urlare soffocati da un cuscino sulla faccia. Purtroppo è questa la spiacevole sensazione di ieri sera, esperienza per l’ennesima volta strozzata da un regolamento ridicolo che impone decibel imbarazzanti alla location all’aperto più bella di Milano. Il live di Flume ha risentito in maniera particolare della situazione. La sua bass music è costruita proprio sulla profondità dei bassi che sono quasi inesistenti tranne in alcuni momenti dove la traccia viene esasperata dall’artista che cerca timidamente di aizzare la folla poco reattiva (ma consapevole) per i motivi di cui sopra.

La scaletta è comunque una goduria per gli oltre 3000 ragazzi che sventolano telefonini e bandiere australiane. Flume apre con “Helix”, lega le hit “Holdin’ On”, “On Top”,”Say It (feat. Tove Lo)”, “Never Be Like You”, “Take A Chance” (feat. Little Dragon) con digressioni (che dovrebbero essere) profonde e bassose come “Core” di RL Grime. L’artista è fresco, deciso e centrato, un “Flume in piena” che vorrebbe strabordare, ma una diga lo tiene al suo posto. E nella musica elettronica è l’unico caso in cui l’esondazione sonora è cosa buona, giusta e sperata. Rimane l’enorme rammarico di non aver potuto godere a pieno dell’esperienza audiovisiva che i bellissimi visual e lazer ci avrebbero potuto regalare se solo i subwoofer fossero stati all’altezza.

Complimenti ai ragazzi di Elita e Le Cannibale che, in collaborazione con Vivo Concerti e Daze, hanno creduto in un artista e in un prodotto fino a qualche mese fa considerato ancora poco consistente. In parte in Italia è ancora così (non possiamo competere con i numeri del resto del mondo) ma oggi Flume annaffia le bacheche e il format live proposto è stato capace di produrre numeri importanti e in prevendita nonostante i limiti strutturali. E se la differenza tra noi e il resto del mondo fosse semplicemente una questione di decibel?

 

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Ale Lippi
Scrivo e parlo di Electronic Dance Music per Dj Mag Italia e Radio Deejay (Albertino Everyday, Deejay Parade, Dance Revolution, Discoball). Mi occupo di club culture a 360°, dal costume alla ricerca musicale.

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