• SABATO 23 SETTEMBRE 2023
Clubbing

Fred again.. è quasi religione

Siamo stati all'Alexandra Palace di Londra per il concerto di Fred again.. che si è confermato un artista eccezionale anche dal vivo

Foto: Sam Neill

Era la mattina del 19 giugno. Fred again.. aveva annunciato il tour qualche giorno prima. Alle 10 sarebbero usciti i biglietti e io e Gimmi, amico fraterno da una vita e compagno di mille avventure che ormai vive a Londra, avevamo deciso di prenderli per vedere uno dei 4 show nella capitale inglese. In dieci minuti circa tutte le date erano sold out, ma incredibilmente ce l’avevamo fatta. Avrei voluto vedere Fred again.. da tempo e per svariati motivi non ci ero mai riuscito. 

 

6 settembre, il giorno del live. Ci si alza prestissimo, l’aereo parte da Malpensa alle 7 di mattina. E devo dire che nonostante fossi stanchissimo, avevo quell’ansia positiva che solo l’attesa di un concerto sa regalare, e che da parecchio tempo non provavo più. Dopo aver raggiunto casa di Gimmi e aver trascorso un pomeriggio a ripassare i brani per non trovarmi impreparato, ci siamo diretti all’Alexandra Palace. Edificio bellissimo in cima a una collina dalla quale è possibile ammirare tutto lo skyline londinese. Appena arrivati si respira subito un’aria di festa e felicità. Tra stand per cibo e drink, il banchetto del merch di Fred è assediato da centinaia di persone entusiaste di riuscire ad accaparrarsi una maglia o un cappello creati per l’occasione. Di fianco, l’ingresso. Una volta dentro, ci troviamo in una gigantesca stanza (ha una capienza di più di diecimila persone), con alcuni fan già appostati vicino alle transenne. Il mainstage è altissimo, si notano subito i grossi ledwall alle spalle delle postazioni di Fred e di Tony Friend, dj e producer che da tempo ormai lo accompagna durante i live. C’è un altro piccolo palco al centro della location sul quale c’è un’altra postazione nella quale campeggia l’Akai MPC Live, ormai amico inseparabile di Fred insieme alla Machine MK3 della Native Instrument che invece si trovava sul main. Soffitto addobbato a festa con altri giganteschi ledwall e diverse luci pronte a illuminare lo spettacolo. In fondo alla sala, la gigantesca vetrata colorata dell’Alexandra Palace filtrava la luce del tramonto dando quel tocco “magico” al tutto. Il pubblico inizia a entrare, il momento di Fred è sempre più vicino e l’hype cresce. 

Prima dell’atteso concerto, c’è l’apertura di BERWYN, rapper R&B, amico di Fred again.. che con lui ha composto ‘Berwyn (all that I got is you)’, splendido brano contenuto in ‘Actual Life 3 (January 1 – September 9 2022). Il cantante ha scaldato l’atmosfera con un set chitarra e voce, accompagnato solo da un percussionista. Bravo, una voce delicata, ma decisa. Aprire show ad artisti estremamente affermati non è mai facile, ma lui non ha mai tremato e il pubblico ha apprezzato. Poi il buio. 

 

Alle 21 precise arrivano sul palco Tony e Fred. E inizia lo spettacolo. Si parte con ‘Carlos (make it thru)’ e dopo una sola canzone avevamo già capito di trovarci davanti a qualcosa di incredibile. Il pubblico canta all’unisono tutte le canzoni che spaziano tra i vari dischi dell’artista. Quando arriva il momento della hit con Future e gli Swedish House Mafia, ‘Turn On The Lights again..’, comincia a dare sfogo alla sua tecnica eccezionale con il drum pad. Al centro del palco principale le dita vanno a una velocità incredibile, e a un certo punto della canzone, Fred scende in mezzo alla folla e, ovviamente scortato, raggiunge lo stage al centro dell’Alexandra Palace dove riprende a suonare immediatamente. Uno dei led scende dal soffitto posizionandosi sopra l’artista trasportando il mood da grosso concerto a un mood più da club. Gli spazi enormi e i soffitti altissimi sembrano molto più piccoli e più bassi. Questa è la parte nettamente più “movimentata” con bpm più elevati e sonorità quasi tendenti alla drum’n bass grazie all’Akai di cui parlavamo prima. Un esempio è l’esibizione di ‘Rumble’, una delle sue collaborazioni con Skrillex.

Dopo un paio di canzoni, il protagonista torna sul main, e dopo poco arriva il momento di ‘adore u’, ultimo singolo uscito. Poi tocca a ‘Danielle (smile on my face)’. Durante la Boiler Room dello scorso anno si era esibito in un mashup di ‘Angie (i’ve been lost)’ e ‘Clara (the night is dark)’. Incrocio le dita e spero si replichi anche oggi. E mi accontenta. Forse un po’ meno pronunciato, solo un accenno. I due pezzi però, vengono suonati uno dopo l’altro, con elementi che si mischiano con un’armonia allucinante. L’ultimo pezzo è ovviamente ‘Delilah (pull me out of this)’. Dopo un’ora e mezza precisa, Fred ringrazia tutti per l’ennesima volta chiedendo un’ultimo regalo. Ed è lì che riparte a cappella il ritornello di ‘Angie (i’ve been lost)’ cantato da 10mila persone che evidentemente non volevano andare a casa e speravano che quello spettacolo non finisse mai. Adesso usciamo dall’Alexandra Palace, parliamo e ci scambiamo opinioni su ciò a cui abbiamo assistito. Un successo dunque travolgente non soltanto nei numeri delle piattaforme o sui social, ma nell’amore quasi religios del suo pubblico.

 

Prima del live, il mio amico Gimmi non era certamente il fan numero uno, e molte canzoni non le conosceva: aveva accolto la mia proposta perché curioso. Siamo fuori e lui mi dice “è stato stupendo, sicuramente adesso lo ascolterò molto di più”. A quanti concerti non dei vostri artisti preferiti siete stati e dopo quanti avete provato questa sensazione? Fred again.. è stato in grado di creare uno show che ha fatto fare un viaggio al pubblico tra tutti i suoi lavori. Ma non si è limitato a quello. È stato in grado di trasportare tutti nel suo mondo e questa è la forza che solo i veri artisti hanno. Un set importante con canzoni immancabili e altre meno conosciute. Atmosfera da brividi grazie ai ledwall dietro al main e ai ledwall sul soffitto sui quali venivano proiettati i video personalizzati per ogni canzone e le immagini riprese in diretta di tutto i presenti, e grazie alle luci che nonostante fossimo più di 10mila persone hanno regalato quell’atmosfera intima che molti brani di Fred riescono a trasmettere. Una delle cose che mi è piaciuta di più è stata vedere come lui in primis si divertisse, si emozionasse e fosse totalmente coinvolto dalla situazione. Fosse stato possibile sono certo che sarebbe sceso ad abbracciare tutti. Trasmetteva proprio tutta la sua passione verso la musica. Era impossibile non cantare, non saltare, non ballare. È vero, giocava in casa, ma caspita, tutti pendevano dalle labbra e dalle dita di un Artista con la “a” maiuscola che in meno di quattro anni è passato da essere nessuno ad essere considerato una semidivintà. In cuffia o in live, più “clubber” o più riflessivo, Fred again.. è unico, è riconoscibile, e riesce ad essere travolgente e appassionante nei confronti di tutti coloro che ascoltano la sua musica.

Durante il live ha detto che qualche anno fa ha iniziato a fare uscire musica pensandola come una sorta di diario personale, e allora Fred ti auguro e forse, soprattutto, CI auguriamo tutti, che tu possa riempire questo diario con tantissime nuove pagine perché è uno dei libri più belli che abbiamo la fortuna di leggere in questi anni.

 

 
 
 
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