Domenica 18 Novembre 2018
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From Paris to the World: Michael Calfan

 

 

 

Michael Calfan è un parigino di ventiquattro anni, scoperto poco più che maggiorenne da Bob Sinclair e lanciato sul palcoscenico mondiale dalla sua hit Resurrection, re-editata dal celebre Axwell, nel 2011. In seguito alla hit ci sono stati pochi highlights nel 2012 del francese, incentrata principalmente sui remix, mentre nel 2013 torna in pista con un’importante collaborazione con John Dahlback, Let Your Mind Go (Spinnin’ Records), GIG con Gregory Klosman e Lion con Fedde Le Grand, oltre al singolo Falcon. Al termine dell’estate Calfan è pronto al riscatto con il suo ultimo singolo Prelude (presso Spinnin’ Records), a cui seguirà un secondo di cui si sta girando il video clip, come lui ci stesso ci ha dichiarato. Riuscirà Michael Calfan a fare il salto di qualità definitivo?

 

 

 

 

Sei nato a Parigi. Parlami della tua crescita musicale, la città è cambiata con te?

Sono parigino al 100%, ma la città ha preso una strada diversa dalla mia. Nei miei primi anni di musica era una delle capitali dell’EDM, adesso privilegia la deep house. L’80% dei locali offre questo genere di selezione.

Non sempre la città natale offre grandi opportunità all’artista, anzi in molti casi si dimostra addirittura ostile e serve emigrare per trovare la propria strada. E’ il tuo caso?

Non sono certo la bandiera da Parigi! E’ decisamente il mio caso: da quando sono giovanissimo suono a Parigi una o due volte all’anno, mantenendo una certa esclusività. E’ sempre una buona occasione per rivedere i miei amici, ma ciò che sono oggi non è lì che l’ho creato.

E quando hai realizzato di essere diventato quel “qualcuno” che sei oggi?

Probabilmente nel periodo di Resurrection (la sua collaborazione con Axwell che lo ha presentato al grande pubblico, ndr.). Ero ancora un ragazzino, e da un giorno all’altro avevo una traccia insieme ad uno dei grandi di questo momento e la possibilità di suonarla davanti a decine di migliaia di persone. In ogni caso non avrei mai pensato di ottenere i risultati che ho ottenuto in seguito a Resurrection.

A proposito di risultati: “Prelude” è il tuo ultimo singolo, da poco disponibile al grande pubblico; cosa mi dici di questa traccia?

Ho iniziato a lavorarci da febbraio, o marzo. Mi sono preso tutto il tempo per fare in modo che il drop e il building generale fossero come lo desiderassi, perché ad ascoltare le produzioni del momento ho sentito il bisogno di creare qualcosa fuori dagli schemi.

 

 

 

 

E dopo Prelude?

Ci sono dei lavori già finiti, di cui stiamo finendo gli official video. Ho anche una buona idea per un terzo singolo che sarà presentato in grande esclusiva sul mio profilo Instagram ufficiale (@michaelcalfan).

L’estate è più o meno l’esame generale della stagione di un dj. Come è andata la tua?

Ho avuto la possibilità di esibirmi su stages importanti, come il Tomorrowland, il Misteryland di New York, il Summerfestival, il Weekend Festival e il Creamfield di Malta, oltre a numerosi nuovi clubs. Posso dire di essermi divertito, oltre ad essere molto fortunato!

C’è chi ha bisogno di uno studio silenzioso e a chi basta un laptop nel momento giusto; tu come trovi l’ispirazione?

Io la trovo ovunque. Da colonne sonore di films a vecchi vinili, non faccio distinzioni. Qualsiasi cosa può ispirarmi e anzi, sarai sorpreso nel sapere che il mio “studio” non è altro che un computer con qualche software.

Dj Mag Top 100 djs: ci siamo quasi. Sorprese in arrivo?

La scena musicale non è cambiato un granché rispetto all’anno scorso, l’EDM regna ancora sovrana, quindi non credo ci saranno ingressi particolari. Forse uno o due nuovi in Top Ten.

Con tutte le critiche e le polemiche nate negli ultimi mesi, l’EDM sta perdendo credibilità?

Ho questa sensazione, perché si sta perdendo un po’ l’essenza naturale della musica e la si sta sostituendo con il mondo del marketing e della comunicazione. Sono fattori che normalmente ruotano intorno alla musica, ma non devono finire con stravolgerla: l’importante è che la passione continui a bruciare dentro di noi, anche se a volte la gente se lo dimentica.

I tre “must” di Michael Calfan.

Faded di Zhu, il remix di Mark Knight di Shake That di Marlon Hoffstadt e Dansson e ovviamente Prelude!

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Un ventiquattrenne romano letteralmente cresciuto nel club, ama inseguire la musica in giro per l'Europa ed avere a che fare con le menti più curiose del settore. Se non lo trovi probabilmente sta aggiornando la playlist di Spotify.

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