• MARTEDì 18 GIUGNO 2024
Tech

Il futuro dei dj è basato sull’intelligenza artificiale. Più di quanto pensiamo

La tecnologia AI ci permetterà di fare cose straordinarie nel dj set e nei live. Andando oltre il proprio potenziale e i semplici mix con soluzione di continuità. Ne vedremo delle belle

L’età dell’oro del djing è a una svolta, influenzata e determinata dai progressi nella musica generata dall’intelligenza artificiale. Potremmo pensare che sia un’idea inverosimile, quella di un radicale e imminente cambiamento, tuttavia in realtà siamo molto più vicini al cambio di passo di quanto si possa immaginare. Sono già disponibili diversi strumenti proof-of-concept che mostrano questo sia vicino questo “futuro”. I risultati possono essere approssimativi, almeno all’inizio, ma sono innegabilmente convincenti.

I rapidi sviluppi nella tecnologia AI non stanno solo trasformando le arti visive, i film e i giochi, ma stanno anche facendo passi da gigante nella musica, nella produzione e nella riproduzione e chi scrive ne ha parlato ampliamente nel suo ultimo libro. Sebbene le fasi siano quelle iniziali, molti strumenti innovativi stanno plasmando il futuro del djing guidato dall’intelligenza artificiale. Sono più “prova di concetto” che “pronti per il palcoscenico”:

L’intelligenza artificiale è al centro della scena. E non solo nell’intrattenimento, è in tutte le arti. Ma come funzionerà il procedimento, in che modo la useremo per i dj set? Immaginiamo questo: invece di caricare una nuova traccia di Fred again.. nel nostro set up, in ordine, diremo alla AI “Riproduci una traccia di Fred again..”; bene, questa sarà riprodotta in tempo reale. Ma non finisce qui: richiederemo magari delle modifiche, come “acceleralo e aggiungi un po ‘di sapore disco” oppure “passa a una tonalità minore” e l’AI eseguirà.

Ma l’AI andrà oltre quando le chiederemo, mentre la traccia è in riproduzione: “Dopo un breakdown, porta la canzone a un mid tempo e falla suonare come se fosse stata fatta da Eminem”. Incredibile? Sì, ma oggi e non un domani non molto lontano. La tecnologia AI ha già il potenziale per mixare con soluzione di continuità e generare senza problemi brani dal suono familiare per contesti completamente nuovi. Quindi, andrà oltre il mixaggio classico e la riproduzione generativa dal vivo. Queste due prassi confluiranno in una unica.

Uno screenshot del sito riffusion

Riffusion già oggi è uno strumento che offre uno sguardo sulle nuove tecniche: ancora grezzo, il software tuttavia dimostra il potenziale della tecnologia text-to-dj. Teoricamente, gli artisti (come Fred again.. che abbiamo preso ad esempio, o tanti altri) potrebbero persino ricevere royalties per musica generata non da loro bensì in un live set da un’intelligenza artificiale. Potremmo non ascoltare più la musica di un preciso artista bensì quella generata dall’intelligenza artificiale ispirata.

Grimes ha già lanciato una piattaforma che consente agli utenti di caricare le proprie voci come file audio in una piattaforma che le manipola (per farle suonare molto… “Grimes-ified”). Così, gli artisti potrebbero pubblicare una loro traccia con una divisione dei diritti d’autore del 50% (con Grimes, in questo caso) e accreditarla all’artista principale.

Gli scettici che sul finire degli anni Duemila avevano rifiutato i primi file mp3 saranno gli stessi che storcono il naso davanti all’AI? Può essere. Però sappiamo tutti come finì quella storia e che opporsi ai cambiamenti tecnologici è da veri folli. Con la tecnologia che si evolve a un ritmo esponenziale, possiamo aspettarci delle grandi sorprese.

 

 

 

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Riccardo Sada
Riccardo Sada
Distratto o forse ammaliato dalla sua primogenita, attratto da tutto ciò che è trance e nu disco, electro e progressive house, lo trovate spesso in qualche studio di registrazione, a volte in qualche rave, raramente nei localoni o a qualche party sulle spiagge di Tel Aviv.